Capri. La stagione dei Fichi, storia tradizioni e benefici di questo frutto delizioso

Da Capri Louis Molino – Una vera tentazione  per i golosi, i fichi trovano proprio a Capri il clima ideale per crescere e deliziare il palato dei buongustai. A pensare che già  gli antichi Romani avevano scoperto le gustose proprietà di questo frutta, lo trasformavano in preziosi  elisir, in marmellate o li seccavano per poi conservarle in preziose anfore, qualcuna conservata fino ai giorni nostri e ritrovate nei pressi della Villa Jovis.

Sono 3 le varietà presenti sull’ isola dei Faraglioni :  il Dottato, il Columbri e ultimamente i bravi giardinieri Capresi hanno innestato su antiche piante anche una nuova varieta’ che si chiama Fara’  Una tradizione tipicamente caprese  era quella di cogliere le primizie  dei  fichi  (quelli Neri) nella seconda settimana di Agosto, farli essiccare al caldo  sole di fine estate fino alla festivita’ di Santa Maria (seconda domenica di Settembre) per poi imbottire il frutto con una mandorla sbucciata e conservarli in barattoli di vetro per  tutto l’inverno.

Il Fico a Capri  oggi si consuma principalmente fresco come seducente e ricco frutto oppure  abbinato come antipasto ad uno stagionato prosciutto crudo di San Daniele o con del succoso fiordilatte di Massa Lubrense. Ben pochi oramai hanno la pazienza di conservare o essiccare il frutto, ma c’e’ da ricordare che in qualche famiglia caprese c’e’ chi con passione ne ricava una paradisiaca marmellata

I BENEFICI  PER LA NOSTRA SALUTE DEL FICO

Questi deliziosi frutti conservano molteplici benefici per la nostra salute,  Si pensa erroneamente che sia un frutto molto calorico, ma in realtà presenta le stesse calorie di un mandarino o di un grappolo d’uva, se consumato fresco, cosa diversa nella versione essiccata perchè molto più calorico

La polpa del fico ma anche la buccia,  raccoglie molte sostante nutrienti, ricchissima  soprattutto minerali come il ferro  il calcio e il potassio  con molte vitamine preziose per il nostro organismo come quelle del grupp A e quelle del gruppo B.

Il fico é sopratutto  un ottimo antiossidante , aita l’epidermide  a rimanere giovane, contrasta i radicali liberi, ottima per le ossa  soprattutto durante la crescita

 

Dagli orti di Capri al piatto: La Cianfotta (Ricetta)


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La versione caprese della famosa Cianfotta Napoletana. Un bouquet di verdure in un piatto semplicissimo da preparare nella ricetta esclusiva dello Chef Esposito

Le verdure di stagione dell’ isola di Capri sono le uniche protagoniste di questo piatto unico é straordinariamente gustoso in quanto semplice, le varianti possono essere infinite e sopratutto legate al periodo e alla reperibilità degli ingredienti freschi.

Origini e storia della Cianfotta:

La Cianfotta alias  ciambotta è un piatto tipico della cucina meridionale, essenzialmente uno stufato, che può venire consumato come contorno o come primo a seconda degli ingredienti che lo compongono e di come viene cucinato.

La ciambotta è a base di verdura, ma può presentare altri ingredienti come carne o pesce. Le verdure scelte sono solitamente: patate, melanzane, pomodori, peperoni, peperoncino, cipolla, erbe aromatiche.

La varianti più note sono:

  • La ciambotta lucana, a base di salsiccia, peperoni, cipolle, uova, pomodoro, prodotti tipici delle montagne della Basilicata.
  • La ciambotta pugliese, a base di pesce tipico della Puglia.
  • La cianfotta salernitana, composta da melanzane, patate, peperoni e, a volte, pomodori in padella.
  • La cianfotta napoletana, in genere preparata per il riutilizzo del manzo bollito di patate, pomodoro e cipolle. È di solito condita con peperoncino ed origano.
  • La cianfotta ventotenese, cucinata con ortaggi di stagione che si coltivano tradizionalmente nelle campagne di Ventotene, come asparagi, fave, carciofi e piselli.
  • La ciambotta della zona di Benevento, composta da patate, fagiolini, zucchine e foglie di bietola.
  • La ciambotta abruzzese è composta da ortaggi di stagione melanzane, zucchine, pomodori, patate, cipolle con le varianti da paese a paese.
  • La ciambottella irpina a base di peperoni, pomodoro e basilico, anche piccante, con possibili varianti con altre verdure, accompagnata da patate bollite. Si mangia da sola o con coniglio o baccalà

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Ricette Autunnali : Da Capri la Zucca alla Scapece


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Da Capri Scopriamo una ricetta autunnale molto gustosa per cucinare la zucca in un modo diverso, la ricetta della Zucca alla Scapece proposta dallo Chef Esposito, buona lettura e buon appetito!

La protagonista delle ricette autunnali ed invernali, ricordandovi che La zucca ha anche delle importanti proprietà nutritivebenefiche e terapeutiche. Può essere considerata l’ortaggio autunnale per eccellenza e viene spesso impiegata per la preparazione di numerose ricette. In effetti non dovrebbe mancare mai sulla nostra tavola, perché è un’ottima fonte di vitamine e di sostanze antiossidanti. In modo particolare la zucca fornisce al nostro organismo il betacarotene, indispensabile per la formazione della vitamina A. L’applicazione dell’olio di semi di zucca favorisce la guarigione delle scottature. Inoltre l’ortaggio presenta proprietà diuretiche e lassative non trascurabili.  Passiamo velocemente alla ricetta esclusiva del nostro Chef:

 La Zucca alla Scapece, Ingredienti e preparazione

  • 500 gr di zucca tagliata
  • 100 gr farina 0
  • una cipolla meglio se novella
  • 2 cucchiai di uvetta sultanina
  • 50 gr farina 00
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 100 ml aceto
  • rosmarino
  • sale, pepe e olio di oliva
  • 400ml olio di arachidi o di girasole

Preparazione della Zucca alla Scapese

Tagliamo la zucca in tocchetti sottili o se vi piace in fette, nel frattempo mettiamo a ricaldare l’olio di girasole, infariniamo la zucca e quando l’olio é bollente immergiamola in essa e tiriamola fuori e scoliamola  solo quando si é ben dorata,  facciamola asciugare su carta assorbente, aggiungiamo appena si sarà “incroccantita” qualche rametto di rosmarino.

Una volta che si saranno raffreddati i toccheti di Zucca mettiamoli in una piatto piano e condiamoli con aceto,sale, pepe, mentuccia, rosmarino, uvetta e pinoli, serviamo freddo

 

Le ricette di Settembre: La Zucca alla Scapece in versione napoletana


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Non solo le zucchine ma anche la gustosa Zucca é possibile prepararla “alla Scapece” scopriamo una ricetta  non per forza autunnale

La zucca é senza dubbio la protagonista dei piatti autunnali ed invernali, oggi la riscopriamo con una ricetta tipica rivisitata dalla cucina napoletana, grazie allo chef Esposito che da anni collabora con Caprinotizie ve la proponiamo augurandovi un buon appetito!

Ingredienti per la Zucca alla Scapece

  • 500 gr di zucca tagliata
  • 100 gr farina 0
  • una cipolla meglio se novella
  • 2 cucchiai di uvetta sultanina
  • 50 gr farina 00
  • 2 cucchiai di pinoli
  • 100 ml aceto
  • rosmarino
  • sale, pepe e olio di oliva
  • 400ml olio di arachidi o di girasole

Preparazione della Zucca alla Scapese

Tagliamo la zucca in tocchetti sottili o se vi piace in fette, nel frattempo mettiamo a ricaldare l’olio di girasole, infariniamo la zucca e quando l’olio é bollente immergiamola in essa e tiriamola fuori e scoliamola  solo quando si é ben dorata,  facciamola asciugare su carta assorbente, aggiungiamo appena si sarà “incroccantita” qualche rametto di rosmarino.

Una volta che si saranno raffreddati i toccheti di Zucca mettiamoli in una piatto piano e condiamoli con aceto,sale, pepe, mentuccia, rosmarino, uvetta e pinoli, serviamo freddo

 

 

 

 

Da Capri la Ricetta dei Baci di Dama al Limoncello

baci dama limoncello

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Da Capri la ricetta di dolcetti Golosi e Leggeri!  Grazie allo Chef Esposito ecco un classico della pasticceria italiana in una versione  mediterranea, da gustare in estate in riva al mare e  stupire gli ospiti con un dolce un tantino insolito!

Il bacio di Dama al Limoncello rimane un dolce per tutte le stagioni e sta riscuotendo anche un discreto successo nelle pasticcerie napoletane proprio come alternative al classico gusto alla nocciola o al cioccolato!

Per scaricare la ricetta del  Baci di dama al limoncello – Ricetta Caprese – clicca sul link a fine articolo




  pasticceria napoletana ebook      La pasticceria napoletana in 300 ricette da non perdere

Il babà, la pastiera, la sfogliatella, e poi le zeppole, la zuppetta, gli struffoli, i susamielli, i rococò: attraverso i grandi classici della pasticceria napoletana, ciascuno ricco di storia e di variazioni sul tema, questo coloratissimo libro esplora il lato più dolce della città. Una tradizione straordinaria nella quale si coniugano mirabilmente la millenaria eredità mediterranea tramandata nei giorni delle feste contadine in campagna e gli aristocratici elementi di innovazione che i Borbone importarono dalla Francia nell’Ottocento. Queste le radici profonde della scuola dolciaria partenopea, tra le più importanti al mondo, aggiornata dallo sviluppo dell’alta ristorazione e dall’inesauribile fantasia dei napoletani. Ecco allora le ricette più famose accanto a quelle scoperte per caso; dolci classici, tradizionali o innovativi da fare a casa, con comodo, per poi sperimentare tutte le golose varianti. Dagli agriturismi ai grandi chef, dalla memoria familiare alle invenzioni più recenti: un tripudio di dolcezza da non perdere.  Scopri Il libro ed Ebook di Luciano Pignataro: Link

 

Straccetti di Pizza Fritta alla Caprese con pomodori, fiordilatte e caciotta di Sorrento


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Una ricetta gustosa che profuma di Capri quella dei straccetti di pizza preparati in una maniera molto originale!

Straccetti di pizza con pomodori o pomodorini, un piatto veloce da preparare che nasce nelle pizzerie napoletane, molto di più di semplici bastoncini irregolari di pizza fritta con  pomodori capresi (Cuori di Bue) oppure Pomodorini  con rucola, basilico, fiordilatte e caciotta di sorrento tagliuzzata

Ingredienti per 5 Persone:

  • 500 gr di farina Garofalo 
  • 25 gr di lievito fresco
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva De Cecco
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 Pomodori Cuori di Bue oppure 10 pomodori ciliegini/di Pachino
  • rucola
  • Basilico
  • 300gr di fiordilatte di sorrento
  • 300 gr di Caciotta secca di Sorrento
  • olio per friggere
  • sale e acqua

Come preparare gli straccetti di Pizza alla Caprese :



Capri. Le tradizioni della Domenica delle Palme: i Palummielli, i Galletelle e i Caciocavalluzz

Da Capri Louis Molino –  La domenica delle Palme  un pò come in tutte le feste religiose si raccoglie” Sacralita’ Tradizione e Folklore”  ma anche l’inizio della stagione turistica.  Gli appuntamenti religiosi sono contraddistinti dalla Benedizione delle Palme che avviene in tutte le chiese dell’ isola, dalla chiesetta di San Michele (nella foto) circondata dalla fioritura e dai profumi della primavera   proprio  ai piedi del monte Tiberio  alla chiesa di Santa Sofia nella cornice deliziosa di Anacapri, passando per l’ antico oratorio della ex Cattedrale di Santo Stefano, all’antica Chiesa di San Costanzo alla marina grande, fino alla benedizione nella piazzetta di Capri  circondata da buona parte della comunità  isolana.

Le tradizioni contadine e marinare dell’ isola di Capri  sono conservate  con dei simboli che sono rimasti più o meno inalterati nel corso dei secoli.

La Galletta di Pane ( e galletell’. .. pe’ Palme) sono dei panini all’ olio a forma di bambino che si allacciano all’ ulivo e si portano in benedizione, anticamente la popolazione caprese viveva con i frutti della propria terra che in onore delle festivita’ pasquali si usava portarli in chiesa per ringraziare il signore del raccolto.

Divertenti sono ancora oggi le scene dei bambini che spesso non riuscendo ad attendere la fine della benedizione mangiucchiano i golosi panini durante la cerimonia. Custodi di questa tradizione che sta  quasi scomparendo sono i forni dell’ isola e le poche salumerie che rivendono————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————

gallette pane benedizioni delle palme capri tradizioni————————-I

Cacicavalluzzi  ovvero  i Cacetti (caciocavalluzzi..ri Palme) nella foto..sono dei piccoli caciocavalli  oggi di origine sorrentina  ma un tempo prodotte dal latte dei piccoli allevamenti di mucche capresi, sono di  svariate forme ( rotondi, intrecciati..) che si applicano alle palme o all’ ulivo. I cacetti come li chiamano nelle vicina Sorrento sono preparati come si fa’ per i bocconcini di fiordilatte  e poi le abili mani degli artigiani caseari li trasformano in fiaschelle.. provoloncini.. treccine sono una vera delizia per il palato. …………………………………………………………………………………………………………


I Colombini
( i palummiell pe’ Palme) sono delle  piccole colombe bianche   che vengono intrecciate e create dalle abili mani delle donne capresi estratte  dalla pianta del fico vengono poi applicate su fili di ferro e abbellite con la carta velina colorata, anche questa un simbolo che sta’ scomparendo

Anche la stessa Palma o le foglie di Olivo  trovano nella tradizione caprese delle forme e delle preparazioni uniche, come la Palma o L’olivo a cuoricino (Palm o Auliv  a Curuniell)


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 Le palme di Confetti,  cioe’ i confetti prodotti dagli artigiani sorrentini venivano e vengono anche oggi  intrecciati e appicati su fili di ferro ed ecco che nascevano delle coreografie straordinarie, uno spettacolo per gli occhi e per il gusto!! Questa tradizione é stata importata alla fine del 1800 dalla vicina Sorrento dove la  leggenda tramanda che, “durante una domenica delle Palme del XVI secolo, mentre i sorrentini si preparavano a recarsi in chiesa per la benedizione dell’ulivo, risuonò l’allarme delle campane per l’ennesima invasione dei saraceni. Il prete uscì sulla soglia della chiesa con l’aspersorio, invitando tutti a benedire le palme, prima di correre ad armarsi. Tutti entrarono in chiesa, tranne un giovane pescatore il quale si fece il segno della croce e si recò sulla spiaggia di Marina Grande, attirato da un misterioso richiamo.
Mentre il prete benediceva i ramoscelli d’ulivo, scoppiò una tempesta che fece affondare tutte le navi dei saraceni. Si salvò soltanto una giovane schiava, trascinata dalle onde sulla spiaggia, dove venne raccolta dal pescatore.
Il giovane la condusse in chiesa ed annunciò il miracolo dell’affondamento delle navi saracene. Si verificò, a questo punto, un secondo miracolo. La fanciulla, gettatasi a terra, gridò piangendo di volere diventare cristiana, per ringraziare Dio d’averla salvata dalla morte e dalla schiavitù.
Al prete, che le assicurava che avrebbe esaudito il desiderio, ella offrì l’unico bene in suo possesso: da un sacchetto legato al collo, tirò fuori una manciata di confetti bianchi, portati dalla sua terra”

Abbigliamento e divise da lavoro, guida alla scelta migliore!

Comincia la stagione estiva e scegliere abiti e divise da lavoro che rispettino, comodità, sicurezza ed eleganza  non é sempre facile, ecco una piccola guida utile

In effetti ogni attività e ogni professione o lavoro richiede un’abbigliamento adeguato , proprio per questo è necessario avere l’abbigliamento giusto, sia che si stia in ufficio, sia che si lavori in ambienti che richiedano meno formalità

Camici, grembiuli, divise e abbigliamento da lavoro destinato a operai, camerieri, e qualsiasi altra professione devono essere  realizzati con materiali di qualità e secondo le norme previste dalla leggi sulla sicurezza.

L’abbigliamento da lavoro svolge diverse funzioni: serva a identificare il ruolo della persona, proteggerlo e farlo stare comodo. In un ospedale o altro luogo che offre servizi sanitari l’abbigliamento da lavoro per medici e personale infermieristico, sono fondamentali per distinguere il ruolo svolto dalle persone ma anche per garantire la loro igiene.

L’abbigliamento da lavoro destinato alle professione sanitarie è realizzato in materiali naturali, che possono essere lavati ad alte temperature e quindi essere sempre sterilizzati.

Per quanto riguarda gli operai l’abbigliamento da lavoro rappresenta un elemento di difesa personale per questo deve rispettare la Direttiva Europea 89/686/CEE. Tute e abbigliamento da lavoro devono essere composti da una parte fluorescente ben visibile durante il giorno e un’altra catarifrangente retroriflettente per la notte.

Anche le attività di camerieri, cuochi o di coloro destinati ai servizio ai tavoli o di pulizia devono avere un abbigliamento da lavoro che permetta ai clienti di riconoscerli ed allo stesso tempo di mantenere puliti i vestiti.

Anche questo tipo di abbigliamento da lavoro deve essere realizzato in cotone o in tessuti indeformabili. Per completare l’abbigliamento da lavoro sono fondamentali le scarpe, che a secondo del luogo in cui viene svolta l’attività lavorativa deve rispettare determinati requisiti di legge, in materia di abbigliamento da lavoro ed essere antiscivolo, anatomiche o antinfortunistiche.

Naturalmente l’abbigliamento da lavoro è destinato anche a chi si diletta solo per hobby a effettuare determinate attività

Dove acquistare abbigliamento da lavoro con un buon rapporto qualità prezzo?

Sicuramente é possibile acquistarli nei negozi specializzati ma anche online, dove é possibile trovare tantissime opportunità per il miglior rapporto qualità/comodità/prezzo noi consigliamo la nuova sezione di Oliviero dove é disponibile anche uno speciale sconto del 10% dedicato ai nostri lettori che accederanno al portale di vendita online esclusivamente dal questo link:  Oliviero Divise da Lavoro

 

 

 

 

Da Capri l’Antica ricetta delle Zeppole di San Giuseppe

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Il dolce tipico della tradizione campana, con l’antica ricetta dei maestri pasticcieri e con i limoni dell’isola di Capri

Da Capri Louis Molino – Le zeppole di San Giuseppe  sono una delle ricette più tipiche della tradizione dolciaria napoletana e si preparavano quasi esclusivamente in occasione di San Giuseppe e solo negli ultimi anni é diventato un dolce che si trova e si prepara sempre!

Da Capri La ricetta delle Zeppole di San Giuseppe

INGREDIENTI Per la pasta Sciù : 6 uova, 300 grammi di farina Garofalo, 50 grammi di burro, mezzo litro d’acqua,

Per la crema pasticcera: mezzo litro di latte, 2 uova, 100 grammi di zucchero, 80 grammi di farina, buccia di limoneolio per friggere, amarene sciroppate Toschi, zucchero a velo,

PREPARAZIONE In un pentolino versate l’acqua, aggiungete il burro e un pizzico di sale, quindi accendete il fuoco a fiamma media. Quando il composto farà il primo bollore, spegnete e versate la farina setacciata Garofalo tutta insieme. Mescolate energicamente con una frusta finché l’impasto non si staccherà dai bordi della pentola.

Aggiungete le 6 uova, uno alla volta sempre mescolando con energia, ancora meglio con una frusta elettrica finchè il composto si sarà amalgamato bene e avrà delle bolle. Ora lasciate riposare per una ventina di minuti.

Intanto preparate la crema, lavorando in un recipiente lo zucchero con i due tuorli d’uovo, aggiungete la farina, il latte e due pezzetti di buccia di limone. Ponetela su fuoco a fiamma media, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno fino a farla addensare.

Togliete le bucce di limone e lasciate raffreddare. Ora riempite una casseruola dai bordi alti di olio per friggere, tale da immergere le zeppole completamente nell’olio.

Mettete la casseruola sul fuoco a fiamma media e nel frattempo riempite di pasta una siringa da pasticcere con la bocca larga, premete il composto in un piattino da caffè unto di olio, dandogli la forma di una ciambella e lasciate scivolare una zeppola alla volta nell’olio ben caldo, ma non fumante.

Fatela cuocere fino a quando sarà gonfia e dorata, poi prendetela delicatamente e appoggiarla su una carta assorbente. Procedete così alla cottura delle altre zeppole, facendo attenzione alla temperatura dell’olio che non deve fumare. Una variante light della ricetta è quella della cottura in forno delle zeppole, messe in cottura a 200 gradi sul ripiano più basso.

Quando le zeppole si saranno raffreddate, cospargetele di zucchero a velo, ponete al centro una bella cucchiaiata di crema e un’amarena Toschi 

 

 

Le pizzelle di Sciurilli la ricetta caprese


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Piatto unico e gustosissimo preparato con i fiori di Zucchine o di Zucca, diventato un classico della cucina caprese, ne scopriamo le origine e la ricetta esclusiva dello Chef Esposito

“Le pizzelle i sciurilli i cucuzziell ” sono delle pizze di pasta cresciuta con i fiori di zucchine o di zucca , un piatto di origine contadina che in passato trovavano posto anche nelle famose friggitorie napoletane.

Le pizzelle con i sciurilli possono essere servite come antipasto o per cena insieme ad un buon affettato di caciocavallo di sorrento come contorno

La ricetta veloce dello Chef Esposito nella seconda pagina del post ci aiuterà a prepararli secondo la tradizione dettata dalla semplicità e dal gusto unico delle materie prime della nostra terra