Via Camerelle è molto più della principale via dello shopping di Capri. È un percorso nella storia che inizia con le cisterne dell’imperatore Tiberio e arriva fino alle vetrine delle griffe internazionali più esclusive del pianeta. Se cammini lungo i suoi 273 metri, non stai solo facendo shopping: stai calpestando un’antica strada romana, passando sotto arcate millenarie e respirando un’atmosfera che ha conquistato scrittori, divi e viaggiatori per oltre un secolo.
In questa guida scoprirai cosa vedere in Via Camerelle, perché si chiama così, dove si trovano le cisterne romane nascoste nelle facciate dei negozi, quali sono le boutique di lusso da non perdere e i consigli pratici per vivere questa strada come un vero insider. Che tu sia un amante della moda, un appassionato di archeologia o semplicemente un curioso in cerca dell’anima autentica di Capri, Via Camerelle ha qualcosa da regalarti.
Perché si chiama Via Camerelle? Il mistero del nome
Il nome attuale non è il primo. Anticamente questa strada si chiamava Via Anticaglia, un termine che probabilmente si riferiva ai ruderi delle antiche strutture romane che la fiancheggiavano. Nel XVIII secolo, però, il toponimo cambiò in Via Camerelle e da allora non ha più lasciato il vocabolario caprese.
Ma cosa significa esattamente “Camerelle”? La teoria più accreditata — sostenuta da storici e archeologi — collega il nome alle quaranta cisterne romane costruite lungo il tracciato in età imperiale. Queste strutture, chiuse su tre lati e aperte verso la strada, venivano chiamate in dialetto locale “camarelle” o “camerelle”: piccole camere, stanze scavate nella roccia e nel laterizio che servivano da serbatoi d’acqua per l’approvvigionamento della villa imperiale di Tragara e del centro abitato.
Esistono anche ipotesi alternative. Alcuni studiosi del Settecento, attratti dalla fama libertina di Tiberio, ipotizzarono che questi ambienti fossero stati adibiti a “sellarie” — luoghi di intrattenimento erotico descritti dallo storico Svetonio. Tuttavia, questa teoria non ha mai trovato riscontri archeologici attendibili e oggi è considerata una suggestione romantica più che una realtà storica.
Un’altra ipotesi, meno fantasiosa, vorrebbe il nome legato a un sentiero pietroso alle falde del Monte Tuoro. Ma la presenza massiccia delle cisterne, ancora oggi visibili nelle facciate dei negozi, rende questa teoria secondaria.
La storia di Via Camerelle: da Tiberio allo shopping mondiale
L’epoca romana: la strada dell’imperatore
Via Camerelle fu costruita in età romana per collegare il centro dell’isola — l’area del Castiglione — alla villa imperiale di Tragara, la residenza che Tiberio aveva fatto erigere sul promontorio che oggi ospita il Belvedere di Tragara. La strada poggiava su circa quaranta potenti arcate in laterizio, che formavano una sorta di galleria coperta lungo il fianco della montagna.
Questi ambienti voltati, chiusi da un lato dal profilo del monte e aperti verso la strada, erano le cisterne. Il loro scopo era raccogliere e conservare l’acqua piovana, bene preziosissimo in un’isola priva di fiumi e con falde limitate. Il ritrovamento di condutture e tubazioni di piombo in forma a botte, tipiche delle cisterne romane, ha confermato definitivamente questa funzione.
Lo storico Svetonio, nella sua opera Vite dei Cesari, racconta un aneddoto che ci restituisce l’atmosfera di quell’epoca. Durante un viaggio a Capri, la lettiga di Tiberio si impigliò tra i rovi che crescevano lungo la strada — all’epoca stretta, poco curata e ingombra di vegetazione. L’imperatore, furibondo, gettò a terra e bastonò quasi a morte il centurione preposto all’esplorazione della via. Un episodio che ci dice quanto la strada fosse importante per i movimenti dell’imperatore e quanto fosse… disagevole.
Il Medioevo
Dopo la caduta dell’Impero Romano, le cisterne caddero in disuso. Nel Medioevo furono aperte sul fronte della strada e adibite a depositi vari: bestie da soma, attrezzi agricoli, provviste. La strada perse la sua funzione viaria principale e divenne un sentiero secondario, usato soprattutto dagli abitanti del luogo.
Per secoli, Via Camerelle restò ai margini della vita dell’isola. Non era che una via sterrata, fiancheggiata da rovine coperte di vegetazione, lontana dal porto e dalla vita commerciale di Marina Grande.
Il XIX secolo: la prima trasformazione
La svolta arriva nella seconda metà dell’Ottocento, quando Capri entra nel circuito del Grand Tour e i primi turisti aristocratici iniziano a scoprire l’isola. Nel 1879, il tedesco Adolf Kottgen progetta e costruisce la Villa Pompeiana, una residenza in stile neo-romano che sorge direttamente su una delle antiche cisterne tiberiane. Con il suo profilo a U, il patio quadrangolare e le ali porticate, la villa introduce un nuovo concetto di eleganza architettonica che influenzerà tutto il vicinato.
Poco dopo, nel 1902, Giorgio Cerio — figlio del celebre medico e naturalista Ignazio — costruisce la Villa Jenny, dedicata alla moglie. La villa si distingue per una loggia circondata da colonne e un portico pavimentato con marmi policromi di origine romana, probabilmente recuperati da antiche ville dell’isola.
È in questo periodo che Via Camerelle inizia a cambiare volto: da sentiero di rovine diventa una strada abitata da ville signorili, un luogo che attrae l’alta borghesia europea in cerca di pace e bellezza.
Il Novecento: il Grand Hotel Quisisana e la nascita dello shopping
Agli inizi del XX secolo, Via Camerelle entra nella sua “prima fase d’oro”. Viene inaugurato il Grand Hotel Quisisana, il cui ingresso si affaccia sull’inizio della strada, trasformando l’area in un polo di attrazione per la buona società internazionale. I negozietti d’artigianato iniziano a proliferare, e il grande spazio incolto alla fine della via viene convertito in un giardino esotico di circa 2.000 metri quadrati.
Ma è negli anni Quaranta che la strada cambia definitivamente destinazione. Gli angloamericani, sbarcati a Capri durante la Seconda Guerra Mondiale, stabiliscono il loro quartier generale nelle suite del Quisisana. I soldati, in licenza premio dopo gli orrori del conflitto, cercano svago e souvenir. Per loro, nel 1943, apre la gioielleria Chantecler, fondata dal napoletano Pietro Capuano. Per circa venti anni, Chantecler resta l’unico negozio di lusso della via. Oggi è un marchio iconico, simbolo dell’eleganza caprese nel mondo.
Gli anni Cinquanta a oggi: la via della moda
Negli anni Cinquanta, Capri diventa la meta del turismo di massa mondano. L’isola, descritta da Edwin Cerio come un luogo “frivolo”, attrae star del cinema, stilisti e milionari. Di conseguenza, Via Camerelle si trasforma nella arteria commerciale del lusso che conosciamo oggi. Le grandi firme della moda italiana e internazionale aprono boutique esclusive, e la strada diventa un catwalk a cielo aperto dove lo stile si esibisce nelle vetrine e nei passanti.
Le cisterne romane: archeologia nascosta nelle vetrine
Camminare in Via Camerelle oggi significa passeggiare sopra un sito archeologico. Le quaranta arcate romane che sostenevano la strada antica sono ancora lì, inglobate nelle facciate dei negozi moderni. Basta alzare lo sguardo oltre le vetrine di Gucci e Prada per scorgere i mattoncini di laterizio, rigorosamente ordinati, che compongono gli archi tiberiani.
Dove vedere le cisterne
Prima tratta — Piazzola del Quisisana: durante lavori di scavo nel 1928 e nel 1935, vennero alla luce “parti informi di muratura antica” e “mura grezze in opera incerta”. Purtroppo molti di questi reperti furono distrutti durante la costruzione di edifici moderni, ritenuti di “niuna importanza” all’epoca. Oggi, nella piazzola antistante l’hotel, è possibile osservare alcuni frammenti murari inglobati nelle strutture più recenti.
Seconda tratta — tra il Quisisana e Via Ignazio Cerio: questa è la zona più ricca di reperti visibili. A tre metri dal lato di calpestio, sul lato settentrionale, si conservano brevi tratti di un muro in opera laterizia orientato est-ovest. Nei pressi della Villa Pompeiana, un muro ortogonale alla strada — realizzato in pietre calcaree con malta di pozzolana e calce — sporge ancora dalla facciata moderna, testimonianza silenziosa della struttura antica.
Terza tratta — dopo Villa Pompeiana: all’altezza del civico 71A, si conservano il nucleo della struttura muraria ad archi e un breve tratto di muro orientato nord-sud. In sezione è visibile uno strato di intonaco che taglia longitudinalmente la struttura. Al termine della via, infine, una porzione di muro di due metri è conglobata nel muro di contenimento del terrazzo naturale.
Consiglio insider: alza lo sguardo quando cammini. Molte boutique hanno lasciato intenzionalmente a vista i mattoni romani e le arcate antiche, trasformandole in elementi di arredo. È uno dei pochi luoghi al mondo dove puoi acquistare una borsa da mille euro appoggiata a un muro di duemila anni fa.
Le ville storiche di Via Camerelle
Villa Pompeiana (1879)
Progettata da Adolf Kottgen, è la prima grande villa costruita sulla strada. Il suo stile richiama la tipica casa romana antica, con profilo a U, patio quadrangolare centrale e ali porticate. Sorge direttamente su una delle cisterne tiberiane, integrando l’archeologia nell’architettura moderna. Oggi è una residenza privata e non visitabile, ma la sua facciata è uno dei punti più fotografati della via.
Villa Jenny (1902)
Costruita da Giorgio Cerio per la moglie Jenny, si distingue per la loggia colonnata e il portico con marmi policromi romani. Rappresenta l’eleganza della Capri di inizio Novecento, quando l’isola era ancora un rifugio per intellettuali e artisti europei.
Grand Hotel Quisisana
Sebbene non sia una villa privata, il Quisisana è il monumento che ha trasformatato Via Camerelle. Fondato come ospedale nel 1845 (da qui il nome: qui si sana), divenne hotel di lusso alla fine dell’Ottocento. Le sue cucine si affacciano sull’inizio della strada, e la piazzola antistante è il punto di ritrovo naturale per chi inizia la passeggiata dello shopping.
Shopping di lusso in Via Camerelle: le boutique da non perdere
Via Camerelle è lunga solo 273 metri, ma concentra alcune delle firme più prestigiose della moda mondiale. Ecco una selezione delle boutique che definiscono il carattere della strada.
Le icone storiche
Chantecler: fondata nel 1943 da Pietro Capuano, è la gioielleria simbolo di Capri. I suoi campanelli — da cui il nome — sono diventati un’icona di stile indossata da celebrità di tutto il mondo. Entrare in questo negozio significa toccare la storia del lusso caprese.
Le grandi firme internazionali
Lungo il percorso si alternano vetrine di Prada, Gucci, Dolce & Gabbana, Versace, Valentino, Louis Vuitton, Hermès, Cartier e molti altri. Ogni boutique è un’opera architettonica a sé: facciate che rispettano i colori pastello dell’isola, interni minimalisti o barocchi a seconda del marchio, illuminazione studiata per esaltare i prodotti.
L’artigianato caprese
Tra le griffe internazionali, resistono ancora alcune botteghe di artigianato locale. I sandali capresi fatti a mano su misura, i profumi creati con essenze mediterranee, i capelli di cachemire e le ceramiche decorate a mano sono il ricordo più autentico che puoi portare con te. Cerca le vetrine meno vistose, spesso nei vicoletti laterali: lì trovi i veri artigiani, non i souvenir di fabbrica.
Quanto costa fare shopping in Via Camerelle?
I prezzi riflettono il posizionamento del lusso. Una borsa di grandi firme parte da €1.500-€2.000, i gioielli Chantecler da €200-€300 per i pezzi più piccoli, i sandali artigianali da €80-€150. Ma non è necessario spendere una fortuna per godersi la strada: il vero lusso di Via Camerelle è camminarci, guardare, respirare l’atmosfera. Come diceva qualcuno, “a Capri si paga l’aria”.
Atmosfera e cosa fare: più di un semplice shopping
Via Camerelle non è solo un luogo di consumo. È un teatro della vita sociale caprese, dove lo shopping si mescola con l’architettura, la storia e la natura.
L’architettura tradizionale
Le facciate colorate, i balconi fioriti di bouganvillee, i portoni in legno scuro e le ringhiere in ferro battuto creano un contesto visivo che ammorbidisce il lusso delle boutique. Non sei a Milano o a Parigi: sei a Capri, e anche la moda più internazionale deve adattarsi ai colori pastello e alle proporzioni umane dell’architettura mediterranea.
I profumi e i colori
Camminare in Via Camerelle è un’esperienza sensoriale. I profumi delle boutique di profumeria si mescolano con l’odore dei fiori dei balconi, del mare che arriva a tratti dalla vicina Via Tragara e del caffè che esce dai bar. I colori sono vividi ma mai urlati: il bianco delle case, il rosa dei gerani, il blu del cielo, il verde dei cipressi.
I vicoletti laterali
Non limitarti alla strada principale. I vicoletti che si aprono a destra e a sinistra nascondono cortili fioriti, scalinate che portano a scorci inaspettati, botteghe artigiane e piccoli caffè dove i locali fanno colazione lontano dai turisti. Via Ignazio Cerio, Via Occhio Marino, Via Li Campi: ognuno è un mondo da esplorare.
Caffè e aperitivo
All’inizio della via, nella piazzola del Quisisana, trovi il caffè all’aperto del Grand Hotel dove sederti e osservare il passaggio. Non è la Piazzetta: qui la gente cammina con uno scopo, entra e esce dalle boutique, si ferma a chiacchierare. È il luogo ideale per un caffè di metà mattina o un aperitivo pre-cena, quando la luce calante colora le facciate di un rosa dorato.
Come arrivare in Via Camerelle
Via Camerelle è nel cuore di Capri, a pochi passi da tutti i punti principali dell’isola.
- Dalla Piazzetta: 3 minuti a piedi. Prendi Via Vittorio Emanuele III e segui le indicazioni per il Quisisana.
- Dalla funicolare: scendi in Piazza Umberto I, attraversa la piazza e prendi Via Vittorio Emanuele III. In 5 minuti sei all’inizio della via.
- Da Marina Grande: funicolare fino a Capri centro, poi 5 minuti a piedi.
- Da Anacapri: bus fino a Capri centro, poi 5 minuti a piedi.
La strada è interamente pedonale. Nessun mezzo a motore può entrare, il che la rende un’oasi di silenzio relativo nel centro movimentato di Capri.
Via Camerelle e dintorni: cosa vedere nelle vicinanze
Via Camerelle non è un’isola. Da qui partono o arrivano alcune delle esperienze più belle di Capri:
- Via Tragara (fine della via): proseguendo dritto, arrivi al Belvedere di Tragara in 15 minuti, con la vista più spettacolare sui Faraglioni.
- Giardini di Augusto: 10 minuti a piedi dalla via. La vista sui Faraglioni, Via Krupp e Marina Piccola è iconica.
- Piazzetta: 3 minuti a ritroso. Il salotto del mondo, per un caffè o un aperitivo dopo lo shopping.
- Certosa di San Giacomo: 8 minuti a piedi. Il monumento storico più antico di Capri, con chiostro gotico e museo.
- Via Le Botteghe: parallela a Camerelle, meno affollata, con trattorie e negozi più tradizionali.
Domande frequenti su Via Camerelle
Perché si chiama Via Camerelle?
Il nome deriva dalle “camerelle” o “camarelle”, le quaranta cisterne romane costruite lungo il tracciato in età imperiale. Questi ambienti chiusi su tre lati servivano da serbatoi d’acqua per la villa di Tragara e per il centro abitato. Anticamente la strada si chiamava Via Anticaglia.
Cosa sono le cisterne romane visibili nella via?
Sono quaranta arcate in laterizio costruite dai Romani per raccogliere l’acqua piovana. Oggi sono inglobate nelle facciate dei negozi e delle ville. Si possono osservare i mattoni romani e le strutture ad arci nelle facciate della seconda e terza tratta della via, specialmente nei pressi della Villa Pompeiana.
Quanto è lunga Via Camerelle?
Esattamente 273 metri. Nonostante la lunghezza ridotta, concentra alcune delle boutique di lusso più importanti d’Italia.
Quali negozi si trovano in Via Camerelle?
Le principali firme della moda italiana e internazionale: Prada, Gucci, Dolce & Gabbana, Versace, Valentino, Louis Vuitton, Hermès, Cartier e la storica gioielleria Chantecler. Accanto alle griffe, resistono botteghe di artigianato locale come sandali fatti a mano, profumi e ceramiche.
Quando è nata la tradizione dello shopping di lusso qui?
La “prima fase d’oro” inizia agli inizi del Novecento con l’apertura del Quisisana e dei primi negozi d’artigianato. La vera trasformazione in via del lusso avviene negli anni Cinquanta, quando le grandi firme della moda aprono le loro boutique. La gioielleria Chantecler, pioniera, apre nel 1943.
Cos’è la Villa Pompeiana?
È una residenza in stile neo-romano progettata nel 1879 dall’architetto tedesco Adolf Kottgen. Sorge su una delle antiche cisterne tiberiane e presenta un profilo a U con patio quadrangolare e ali porticate. Non è visitabile ma la facciata è visibile dalla strada.
Si possono ancora vedere le cisterne romane?
Sì, sebbene siano inglobate nelle facciate moderne. Alzando lo sguardo oltre le vetrine, è possibile scorgere i mattoni di laterizio, gli archi e i muri in pietra calcaree delle strutture romane. Alcune boutique hanno lasciato intenzionalmente a vista i reperti archeologici.
Via Camerelle è pedonale?
Sì, è interamente pedonale. Nessun veicolo a motore può percorrerla. È accessibile a piedi dal centro di Capri in pochi minuti.
Quanto costa fare shopping in Via Camerelle?
I prezzi sono quelli del lusso internazionale. Borse delle grandi firme partono da €1.500, gioielli Chantecler da €200-€300, sandali artigianali da €80-€150. Tuttavia, la strada è gratuita da percorrere e godere, e molti visitatori la ammirano senza acquistare.
Via Camerelle dove porta?
Parte dalla piazzola del Grand Hotel Quisisana e termina all’inizio di Via Tragara, che conduce al Belvedere di Tragara e alla vista sui Faraglioni. Lungo il percorso incrocia Via Ignazio Cerio, Via Occhio Marino, Via Li Campi e Via Federico Serena.
Conclusione: Via Camerelle è lo spirito di Capri in 273 metri
Via Camerelle racchiude in meno di trecento metri tutto ciò che rende Capri unica: la storia millenaria delle cisterne romane, l’eleganza senza tempo delle ville ottocentesche, il lusso contemporaneo delle boutique internazionali e l’atmosfera mediterranea dei colori, dei profumi e della luce. Non è solo una strada dello shopping: è un museo a cielo aperto, un percorso archeologico, una passerella di moda e un angolo di pace tutto insieme.
Se visiti Capri, non limitarti a scattare una foto alla Piazzetta. Passeggia in Via Camerelle con gli occhi di chi sa che sotto i propri piedi c’è una strada romana, che dietro le vetrine di cristallo si nascondono arcate di duemila anni fa, che ogni profumo e ogni colore sono parte di una storia che continua. E se vuoi portare a casa un pezzo di questa storia, i sandali fatti a mano o un gioiello Chantecler sono il ricordo più autentico che possa esistere.
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Ultimo aggiornamento: agosto 2026. Gli orari dei negozi e i prezzi sono indicativi e soggetti a variazione.