Capri anni 60, nei primi videomontaggi con la voce di Fred Bongusto

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La bellissima Capri raccontata in maniera “Nostalgica” da uno dei primi Video montaggi cinematografici di produzione spagnola con la colonna sonora di “Capri-Capri” del grande Fred Bongusto.

 

Capri, un capriccio degli dei, cosi’ la descrive il grande Fred Bongusto nel suo celebre brano dedicato all’ isola di Capri intitolato appunto Capri Capri

Una visione nostalgica dell’ isola raccolta in uno dei primi  Video- montaggi per il mercato cinematografico spagnolo negli anni 60, si chiamava “L’estate prima della Stagione”  Una passeggiata nostalgica attraverso gli anni migliori di tutta l’isola di Capri,  con i suoi splendidi panorami, le acque cristalline, il suo fascino e il jet set del tempo, il tutto al ritmo della canzone “Capri, Capri” composta e interpretato da Fred Bongusto.

Video  digitalizzato e pubblicato su Youtube da pochissimi mesi diretto dal regista JAVIER DI GRANTI e pubblicato dalla RAIDER PRODUCCIONES  ( grazie al blogger http://raiderofthelostark.blogspot.com )

Grace Fields e l’amore per Capri in un video inedito del 1946

grace fields Capri

La  grande Grace Fields nella Capri del 1946 ripresa dalle prime telecamere dai Marines americani in vacanza premio sull’ isola delle sirene

La  famosa cantante inglese Gracie Fields che decise di passare la seconda metà della sua scintillante  vita sull’ isola dei faraglioni  dove riusci’ a sconfiggere una grave malattia e a creare un vero e proprio
palcoscenico prediletto dove rifugiarsi e accogliere gli amici tra relax, lusso e divertimento e, interpretando con la sua meravigliosa voce tanti brani celebri tra’ cui  “The Isle of Capri” scritto da Jimmy Kennedy e musicato da Will Grosz, che descriveva  la struggente storia d’amore nata nelle ultime sere d’estate sotto il cielo e la luce della luna di Capri. La grande Gracie  creo’ un vero e proprio centro di attenzione mondiale nella conca piu’ bella del mondo, quella di Marina Piccola con i celebri faraglioni in sottofondo, intitolandola “La Canzone del Mare” oggi gestita con la stessa premura e amore dalla famiglia Iacono.

Dall’ archivio militare americano che da qualche mese è stato “aperto al pubblico” è spuntato un video girato da alcuni marines americani che nel secondo dopoguerra avevano ricevuto una vacanza premio sull’ isola dei faraglioni e della divina Grace Fields, in esclusiva per i nostri lettori il video dell’ epoca: (il video è visualizzabile cliccando sul player in rosso a fine articolo:
(grazie per la foto e le info http://graciefields.org/ e lacanzonedelmare.com)



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Anacapri é na Canzone, il brano scritto dal maestro Gennaro Napoli dedicata alla settembrata anacaprese

DSC_0049Settembrata 2013 sfilata ®foto di Louis Molino

La canzone del maestro Gennaro Napoli dedicata alla prima settembrata anacaprese

Anacapri, erano gli anni 20 ed era l’epoca in cui l’isola di Capri cominciava ad essere “scoperta” dagli intellettuali, non solo grandi pittori e scrittori ma anche grandissimi maestri come Gennaro Nàpoli, uno dei piu’ grandi esponenti della composizione soprattutto strumentale dell’ epoca . Il maestro Napoli  Studiò con C. De Nardis e N. D’Arienzo. Importante  insegnante di composizione al conservatorio di S. Pietro a Maiella di Napoli (ne parleremo dettagliatamente nella biografia a fine articolo)

Nel 1923 il maestro Gennaro Napoli che amava trascorrere lunghi periodi ad Anacapri prese parte ai tradizionali festeggiamenti che gli anacapresi dedicavano alla vendemmia e ai frutti della terra che sarebbe diventata successivamente la “Settembrata Anacaprese” la intitolo’ “Anacapri è na canzone”

Grazie ad una deliziosa ricerca storica effettuata dai proprietari dell ” B&b Antico Monastero” di Anacapri che con grande passione hanno recuperato l’inciso dell’ epoca e lo hanno inserito come colonna sonora alle immagini della settembrata anacaprese 2013.

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Anacapri è na’ Canzone
Chi nun c’è stato ancora ce venesse,
e chi c’è stato ca ce riturnasse!
Vurria restarce sempe, si putesse,
malinconia, ccà, te saluta e passa!
Chi nun c’è stato ancora ce venesse!
– Che ce sta?
– Che c’è sta nun se po’ di’!
Anacapre è ‘na canzone,
‘na canzone mai cantata!
Permettete? Sta serata,
si vulite sta’ a sentì!
Si vulite sta’ a sentì
Mo v”a cant’i’!

Dice ‘a canzone: – A via pe’ Barbarossa —
(addò stu core mio ce passa e spassa)
– ce sta ‘na casa cu ‘na porta rossa
e ‘na figliola ‘ncanta chi ce passa!
P”a via che porta ‘ncoppa ‘a Barbarossa…

– Chi sarrà?
– Chi sarrà nun se po’ di’!
Anacapre è ‘na canzone,
‘na canzone mai cantata!
Permettete? Sta serata,
si vulite sta’ a sentì!
Si vulite sta’ a sentì
Mo v”a cant’i’!

Autunno: pergolato ‘e fronne rosse,
ce passa ‘mmiezo ‘o viento è ce se spassa…
‘Na voce canta: – Ammore si turnasse!
Risponne n’ata: – I’ songo sempe ‘o stesso!
Autunno: pergolato ‘e fronne rosse!

– Che ce sta?
– Che c’è sta nun se po’ di’!
Anacapre è ‘na canzone,
‘na canzone mai cantata!
Permettete? Sta serata,
si vulite sta’ a sentì!
Si vulite sta’ a sentì
Mo v”a cant’i’!

 

Il maestro Gennaro Napoli  Nacque a Napoli il 19 maggio 1881, da Tommaso e da Maria de Blasio.

Studiò con Camillo de Nardis e Nicola D’Arienzo al conservatorio S. Pietro a Majella, dove si diplomò in composizione nel 1903. Nel 1906 vinse il premio del Pensionato artistico nazionale con la cantata Armida abbandonata su versi di Apostolo Zeno; nel 1907 ottenne un altro premio  a Napoli nel concorso Bellini, con la cantata per soli, coro e orchestra Il convegno degli spiriti (versi di Giovanni Prati).

Prima della grande guerra firmò la maggior parte della sua produzione, improntata a una certa versatilità: pezzi pianistici (tra cui le Scene infantili, poi trascritte per orchestra), canzoni dialettali, liriche da camera (anche su testi di poeti francesi come Alphonse de Lamartine e Alfred de Musset) e soprattutto pagine sinfoniche e corali. Furono queste ultime a dargli maggiore notorietà, dalla Sinfonia in Re minore (1904) alla suite sinfonica In montagna (1906), dal poema sinfonico-corale Il sole risorto, su testo di Alfredo Catapano (1909), alle musiche di scena per il Sogno d’un tramonto d’autunno di Gabriele d’Annunzio (1911): tutti lavori che si rifacevano ai modelli tardo-ottocenteschi del sinfonismo d’oltralpe, filtrati soprattutto attraverso la lezione di Giuseppe Martucci, figura dominante nell’ambiente napoletano agli albori del Novecento.

Dal 1912 insegnò armonia, contrappunto e composizione nel liceo musicale della sua città; quattro anni più tardi ottenne la cattedra di armonia nel Conservatorio di Napoli, dove nel 1925 divenne titolare di contrappunto, fuga e composizione; del medesimo istituto fu anche vicedirettore e, nel 1935, direttore reggente. Dopo aver inseguito a lungo il progetto di un’opera destinata a rimanere incompiuta, Jacopo Ortis (con libretto di Alfredo Catapano tratto dal romanzo di Ugo Foscolo), dagli anni Venti in poi fu noto e apprezzato prevalentemente come didatta; suoi allievi furono Renato Parodi, Tito Aprea, Rubino Profeta, Terenzio Gargiulo.

Alcuni suoi testi teorico-pratici (Bassi imitati e fugati, 1915; Elementi fondamentali di armonia, 1938) conobbero una notevole diffusione e rimasero a lungo in uso nei conservatori italiani. Si dedicò anche alla critica musicale, firmando articoli per i periodici Musica, Orfeo, Musica d’oggi e soprattutto per il mensile L’arte pianistica; di quest’ultimo fu fin dalla fondazione caporedattore. Pur essendosi mostrato, sia nelle composizioni giovanili sia nei suoi primi scritti critici, abbastanza aperto alle ventate di novità che scossero la musica europea agli inizi del secolo, negli anni Trenta si andò schierando con l’ala passatista dell’ambiente musicale italiano: con Ildebrando Pizzetti, Ottorino Respighi, Riccardo Zandonai e altri, fu fra l’altro uno dei firmatari del manifesto antimodernista apparso sul Correre della sera e sulla Stampa il 17 dicembre 1932.

Morì a Napoli il 28 giugno 1943.

“La’ nell’ isola di Capri” canta il trio Lescano nel 1945

trio_lescano la' nell' isola di Capri“La’ nell’ isola di Capri” swing anni 40 dell’ indimenticabile trio Lescano

Era il 1941 quando una affiatatissima coppia di autori  dell’ epoca (Perrera – Tettoni) scrisse per il trio Lescano un simpatico swing dedicato all’ isola di Capri “Là nell’isola di Capri” brano interpretato con grande successo anche dal trio Passatore e da Carlastella.

Siamo riusciti a recuperare dall’ archivio della “Discoteca di Stato” il sonoro originale dell’ epoca:

L’isola d’oro la canzone scritta da Toto’ e dedicata a capri

Anche il grande principe Antonio de Curtis in arte Toto‘ ha dedicato alla nostra magnifica Capri una dolcissima canzone. Impresa non facile quella di scovare nei vecchi dischi del grande Giacomo Rondinella e trovare questa meravigliosa interpretazione di questo brano semi-sconosciuto  del grande Toto’

Non contenti di digitalizzare il vecchio ma affascinante vinile ci siamo permessi di spulciare nelle vecchie foto del sito www.antoniodecurtis.com  trovando una foto che ritrae  Toto‘ e Giacomo Rondinella insieme..

Infine abbiamo selezionato le piu’ belle foto scattate dagli autori del nostro blog dedicate a Capri e il risultato spero che vi piaccia..

L’isola d’oro di Toto’ interpretata da Giacomo Rondinella:

Alla piccola marina
c’è una piccola spiaggetta,
io ci vado ogni mattina,
guardo il mare e torno su,
puntualmente ogni mattina,
son vent’anni che ci vado,
alla piccola marina
per guardare il mare blu.
Tutti sognano un amore,
tutti amano una donna,
ma io porto qui nel cuore,
solo Capri e nulla più .

Capri tu sei la mia amante, l’amante del cuore,
isola d’oro incantata, sei terra d’amore,
solo da te si può; avere la gioia infinita
di vivere e amare per sempre, per tutta la vita.

Sugli scogli d’ametiste,
coi riflessi di smeraldo,
quante cose si son viste,
quanta bella gioventù ,
quando c’è la luna piena
è la festa dell’amore
ogni donna è una sirena
nello specchio d’acqua blu.

Solo a Capri puoi apprezzare
il gran dono della vita
puoi amare chi ti pare,
ama pure chi vuoi tu.

Capri tu sei la mia amante, l’amante del cuore,
isola d’oro incantata, sei terra d’amore,
solo da te si può avere la gioia infinita
di vivere e amare per sempre, per tutta la vita.