Capri nelle canzoni: Sofia Loren che canta “Che me imparat’ a ffa’”

Capri nelle canzoni: “Che me imparat’ a ffa’” un brano di straordinaria bellezza scritto dal grande scrittore, paroliere e drammaturgo Dino Verde, autore di grandi successi come Piove interpretata da Domenico Modugno e Romantica cantata da Renato Rascel negli anni 50 e musicata da un’altra figura storica della musica italiana tale Armando Trovajoli.

Canzone portata al successo da una Sofia Loren in una poco conosciuta veste di cantante, ma prima di ascoltarla in una inedita registrazione dell’ epoca ecco come   descrive questo meraviglioso brano interpretata dalla grande Loren lo scrittore Antonio Sciotti :

 Questa canzone fu il successo musicale del 1957 (oltre un mese al primo posto in Hit Parade) dell’attrice Sophia Loren. La diva di Pozzuoli non sfruttò affatto il suo momento di popolarità per improvvisarsi cantante. Al contrario, ella cercò di realizzare il suo sogno che è sempre stato quello d’intraprendere la carriera di cantante. Quando giovanissima, infatti, divideva il banco di scuola con l’attrice Graziella Marina, Sofia confessava continuamente alla sua amica del cuore che il suo desiderio era quello di diventare cantante. Graziella, dal canto suo, era intenzionata a diventare attrice di prosa. Le due ragazze iniziarono così a dividersi i primi passi di una gavetta nella compagnia teatrale “Azione Cattolica” di Pozzuoli.
Nel 1953, Graziella lesse sul quotidiano “Roma” che Eduardo De Filippo bandiva un concorso per giovani attrici al Teatro San Ferdinando di Napoli, per scritturare quattro ragazze per la commedia “Madame Sangennella” (con Pupella Maggio, Ugo D’Alessio e Pietro De Vico). Così la studentessa avvisò subito Sofia di questa grande occasione, ma la diva di Pozzuoli declinò l’invito perché aveva appena firmato un contratto per la produzione di alcuni fotoromanzi. Graziella, però, tentò in tutti i modi di far cambiare idea a Sofia, perché, secondo il suo parere, entrare in compagnia con il famoso drammaturgo napoletano era molto più prestigioso che fare alcuni scatti per un giornale. Sofia ribadì all’amica che sicuramente aveva ragione lei, ma puntualizzò che Eduardo non le avrebbe dato nessuna possibilità di carriera come cantante. Tutto ciò per dire che il disco “Che m’è ‘mparato a fa” non nasce da un capriccio di diva, bensì da un desiderio soffocato. Per la cronaca Graziella Marina fu scritturata da Eduardo e con lui reciterà per oltre vent’anni.  (Antonio Sciotti da hitparadeitalia.it)

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L’isola d’oro la canzone scritta da Toto’ e dedicata a capri

Anche il grande principe Antonio de Curtis in arte Toto‘ ha dedicato alla nostra magnifica Capri una dolcissima canzone. Impresa non facile quella di scovare nei vecchi dischi del grande Giacomo Rondinella e trovare questa meravigliosa interpretazione di questo brano semi-sconosciuto  del grande Toto’

Non contenti di digitalizzare il vecchio ma affascinante vinile ci siamo permessi di spulciare nelle vecchie foto del sito www.antoniodecurtis.com  trovando una foto che ritrae  Toto‘ e Giacomo Rondinella insieme..

Infine abbiamo selezionato le piu’ belle foto scattate dagli autori del nostro blog dedicate a Capri e il risultato spero che vi piaccia..

L’isola d’oro di Toto’ interpretata da Giacomo Rondinella:

Alla piccola marina
c’è una piccola spiaggetta,
io ci vado ogni mattina,
guardo il mare e torno su,
puntualmente ogni mattina,
son vent’anni che ci vado,
alla piccola marina
per guardare il mare blu.
Tutti sognano un amore,
tutti amano una donna,
ma io porto qui nel cuore,
solo Capri e nulla più .

Capri tu sei la mia amante, l’amante del cuore,
isola d’oro incantata, sei terra d’amore,
solo da te si può; avere la gioia infinita
di vivere e amare per sempre, per tutta la vita.

Sugli scogli d’ametiste,
coi riflessi di smeraldo,
quante cose si son viste,
quanta bella gioventù ,
quando c’è la luna piena
è la festa dell’amore
ogni donna è una sirena
nello specchio d’acqua blu.

Solo a Capri puoi apprezzare
il gran dono della vita
puoi amare chi ti pare,
ama pure chi vuoi tu.

Capri tu sei la mia amante, l’amante del cuore,
isola d’oro incantata, sei terra d’amore,
solo da te si può avere la gioia infinita
di vivere e amare per sempre, per tutta la vita.

Torna a Capri di Alberto Rabagliati testo e foto

Torna a Capri un brano composto nel 1942 da (  Benedetto — Sordi — Berardi) e interpretato da Alberto Rabagliati  il primo divo della musica leggera italiana famoso in gran parte dell’Europa negli anni 40 e 50.

Testo di Torna a Capri di Alberto Rabagliati:

Passa una vela latina che il vento trascina silente sul mar,
mentre nell’isola arcana una voce lontana
m’invita a sognar: penso sempre al tuo volto adorato
che non dimentico più! (Ritornello)

Torna a Capri paese dell’amore, vieni a Capri nell’isola del sole:
nei giardini fioriti d’incanto ti dirò le parole d’un dì,
torna, vieni da me! Torna a Capri paese dell’amore,
vieni a Capri nell’isola del sol…
…Tu lontano non puoi restare più da me:
torna ancor mio dolcissimo amor!
Solo, guardando sul mare, ho veduto passare
una rondine ancor. Dopo il suo lungo cammino
nel cielo turchino è tornata all’amor.
Ma per me non sarà primavera se non ritorni anche tu!

 

Alberto Rabagliati  biografia da wilkipedia:

Nel 1927 Rabagliati si trasferì da Milano ad Hollywood dopo aver vinto il concorso per il sosia di Rodolfo Valentino. “Per uno come me che massimo massimo aveva visto il lago di Como e il Duomo di Monza ritrovarsi su un piroscafo di lusso, tre bauli zeppi, un mucchietto di dollari, e granduchesse e contesse che lo corteggiavano, fu una cosa strabiliante”.

Rimase negli Stati Uniti quattro anni, ma la sua carriera di attore nel cinema americano non decollò mai e si interruppe bruscamente quando il suo produttore Fox lo licenziò in tronco per averlo trovato a letto con la sua amante. Durante quel periodo ebbe però la possibilità di familiarizzare con i nuovi generi musicali che stavano prendendo piede in America: il jazz, lo swing, lo scat.

Rientrato in Europa, intraprese la carriera di cantante. Dopo una breve esperienza con l’orchestra di Pippo Barzizza, lavorò con l’orchestra cubana Lecuona Cuban Boys, esibendosi con il volto tinto di nero e portando al successo la canzone Maria la O.

Divo della radio

Durante una serata con i Lecuona Cuban Boys, incontrò Giovanni D’Anzi, che gli propose di fare un’audizione per l’EIAR. In breve tempo Rabagliati divenne una celebrità della radio italiana, al punto da arrivare ad avere, nel 1941, una trasmissione tutta sua. Ogni lunedì sera l’EIAR mandava in onda Canta Rabagliati, dove il cantante riproponeva i suoi pezzi più famosi, come Ma l’amore no, Mattinata fiorentina, Ba-ba-baciami piccina, Silenzioso slow, Bambina innamorata, Amigos vamos a baillar, Guarda un po’, Ho perduto i tuoi baci.

Divenne così famoso da essere addirittura citato nei testi delle canzoni La famiglia canterina, Quando canta Rabagliati, Quando la radio (scritta dal maestro Carlo Prato). Il pubblico femminile andava in visibilio per lui, e lo ricopriva di rose ad ogni esibizione. In un’epoca in cui l’esterofilia era bandita, al divo Rabagliati era concesso perfino di mantenere uno stile americaneggiante; anzi, il governo fascista decise di sfruttare la sua popolarità scegliendo una sua canzone, C’è una casetta piccina (sposi), come inno della campagna demografica.

L’enorme fama raggiunta come cantante fece ripartire anche la sua carriera di attore. Dal 1940 al 1965 recitò in una ventina di film, tra cui La contessa scalza, Montecarlo, Il vedovo, Signore & signori. Rabagliati fu molto attivo anche in teatro fino a metà degli anni cinquanta, con la rivista e le commedie musicali di Garinei e Giovannini.

La sua ultima apparizione pubblica fu nel 1974 al fianco di Mina e Raffaella Carrà nella prima puntata del programma televisivo Milleluci. Poco tempo dopo, Rabagliati morì a causa di una trombosi cerebrale. La puntata venne trasmessa postuma il 16 marzo 1974. È sepolto nel Cimitero Flaminio di Roma, accanto alla madre.

fonte: Wilkipedia  foto e notizie: Albertorabagliati.com