La grande rete ci permette di rispolverare delle grandi interpretazioni delle canzoni che hanno reso celebre l’isola di Capri in tutto il mondo. Facciamo un tuffo indietro nel tempo arrivando al 1920 quando una canzone popolare di Capri viene ripresa e tradotta in ben 10 lingue diverse, parliamo di “Isola di Capri” La musica è stata riscritta da Wilhelm Grosz e da Hugh Williams i testi in inglese da Jimmy KennedyAltre registrazioni popolari inglesi erano da Ray Noble e la sua Orchestra Al Bowlly il 30 agosto 1934 e dalla straordinaria Gracie Fields il 9 ottobre 1934. Suonata qualche anno dopo dall’ orchestra di Freddy Martin da Jaki Lee nel 1956 e dal grande Frank Sinatra nel 1957.
Isola di Capri e’ stata probabilmente una delle canzoni piu’ tradotte modificate e accordate degli anni 40-50
In rete siamo riusciti a scovare una versione dal grande Swinger e compositore Al Bowlly con degli spezzoni di video dell’ epoca davvero straordinari. Il vesuvio che ancora fumava, lo stabilimento La canzone del Mare con la bellissima Gracie Fields..
Lucio Dalla, quando si parla del grande poeta-musicista inevitabilmente si pensa alla straordinaria canzone dedicata a “Caruso” scritta nel 1986 in un noto albergo di Sorrento, una vera poesia contemporanea dove l’indimenticabile Lucio sottolinea non poco l’amore per Sorrento “Li dove il mare luccica e tira forte il vento,su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surrient”
Lucio Dalla innamorato della canzone napoletana e della nostra isola, dove spesso incontrava il suo amico di sempre Peppino di Capri, e proprio Peppino che racconta alle pagine del messaggero il suo ricordo:
Eppure Caruso, la perla di Lucio Dalla, «la canzone nata dal cuore», come confessò subito, intimoriva forse lo stesso Dalla. Che non si sentiva all’altezza di cantarla e anche se sembra assurdo oggi a dirsi, era incerto sul fatto che sarebbe piaciuta tanto. Lui bolognese che cantava in napoletano: poteva funzionare? I dubbi di Lucio furono dissolti in una lacrima, quella che scese sul volto di Peppino Di Capri dopo il primo ascolto. E’ lui insieme a Pippo Baudo a raccontare i retroscena di una delle più belle canzoni italiane mai scritte e interpretate.
Il ricordo di Peppino. «Lucio era molto legato a Capri e Sorrento, dove scrisse la bellisima «Caruso». Me la fece sentire per primo, al pianoforte il giorno dopo che l’aveva composta. Venne nella mia casa discografica a Napoli, e mi chiese un parere. Si mise al pianoforte e suonò. Rimasi senza parole e mi uscì una lacrima. «Ma tu veramente fai?», mi chiese alla nostra maniera. «Vai tranquillo, sarà un successo mondiale», gli risposi. Quel giorno mi raccontò che quel brano stupendo gli era uscito dal cuore, passeggiando per Sorrento…».
Un piccolo omaggio al grande Lucio Dalla dalla fantasia della nostra redazione, una foto art che ricorda in 3 frammenti di colori Lucio Dalla, il mare del golfo di Surrient.. che lui tanto amava.. La musica che usciva dal suo pianoforte, dove i tasti bianchi e neri la sua musica la sua poesia riesce ad armonizzare e a collegare il mare con il cielo per sempre………………………………………………………………………
Roberto Murolo era nato a Napoli cento anni fa, il 19 gennaio 1912 e oggi lo vogliamo ricordare non solo perche’ probabilmente e’ il piu’ grande autore della musica napoletana degli ultimi 50 anni ma anche perche’ con l’isola di Capri ha avuto un continuo legame affettivo e professionale.
Capri e’ il trampolino di lancio per la carriera da solista di Roberto Murolo, tornato in patria alla fine della guerra e precisamente nel 1948 il giovane roberto ricomincio’ ad esibirsi nel Tragara club, La sua voce da sussurro, seducente e intonata, valorizzata dall’uso del microfono, e il suo stile da chansonnier d’altri tempi incontrano subito il favore del pubblico. Canta Munasterio ‘e Santa Chiara (Galdieri-Barberis, 1945), Tammurriata nera (Nicolardi-E. A. Mario, 1944), Scalinatella (Cioffi-Bonagura, 1948) e altri successi napoletani vecchi e nuovi, che raccoglierà in una fortunata antologia che per la prima volta produrra’ a suo nome.
Proprio nel 1948 Roberto Murolo in un noto stabilimento dell’ isola incontra per la prima volta il grande Toto’ ( foto in alto) e qualche anno prima di morire ricorda quei momenti cosi’ :
Ho conosciuto Totò negli anni 40, quando lui veniva a Capri in vacanza e faceva il bagno giù ai faraglioni. Era un uomo divertentissimo. Allora aveva un cane a cui era molto affezionato al quale parlava sempre con quella sua voce particolarissima. Riguardo alle canzoni posso confermare che Totò scriveva parole e musica. Qualche voce cattivella sostiene che il principe venisse aiutato nella composizione della musica. Io lo escludo completamente, perché la struttura delle sue canzoni è molto personale. Infatti lo stile di Malafemmena era molto simile a quello di Nemica e non conosco, tra gli autori napoletani, artisti che abbiano scritto con uno stile simile.
Totò aveva un fraseggio particolare. per esempio nella canzone Nemica ad un certo punto dice:
“Tutt’ ‘e fatiche meie t’aggiu spennuto”
Questa è un’espressione che non esiste in nessun,altra canzone napoletana. Io ancora oggi nei miei spettacoli canto Malafemmena ed ogni volta viene accolta da un applauso sincero che è o’ovviamente indirizzato a Totò. Il principe era un napoletano nel vero senso della parola e come tutti i napoletani era un poeta.
Chi vive l’isola di Capri anche d’inverno sara’ abituato a questi meravigliosi scenari e a questa particolare miscela di colori accesi visti nella foto in alto, oggi provo a raccontarvi e a condividere con voi la nascita di un nuovo giorno caprese.
Un sabato di fine Novembre ore 6:00 di mattino il tempo di un caffe’ in piazzetta al Bar Alberto per poi scappare con la Nikon verso la marina piccola.
Il tempo e’ bello, il cielo stellato e una luna piena preannunciano un’ alba spettacolare, il vento di tramontana che ha soffiato su Capri fino a ieri rende l’atmosfera asciutta e la completa mancanza di umidita’ (cosa inedita qui’ a Capri!!) ci regala una visibilita’ straordinaria.
Ore 6:45 mi fermo nel primo tornante della carrozzabile che da Capri scende verso Marina Piccola, monto il trepiedi e l’obiettivo, punto il tutto verso un lieve bagliore che nasce a pochi metri dalla sagoma dei faraglioni ancora riflessa dall’ ultimo bagliore della luna.
Ore 6:55 .. Il cielo sembra quasi albeggiare quando uno svolazzo rumoroso mi sobbalza, il tempo di girarmi per capire cosa fosse passato a pochi metri dalla mia testa e in direzione tragara una bellissimo esemplare di Beccaccia si intrufola festosamente nella macchia mediterranea.
Il tempo di ritornare verso la Nikon che comincia all’ orizzonte lo spettacolo, un’ aurea arancio colora e ricalca la linea che separa il cielo dal mare, pian pianino il colore si schiarisce delineando i contorni tutto intorno alla baia.
Scatto scatto.. clic clic ma poi scendo velocemente verso la spiaggia ho intenzione di riprendere i primi raggi dei colori caldi e avvolgenti che riscaldano la spiaggia ancora ingrigita dalla notte.
Arrivo, mi sdraio sulle pietrine del bagnoasciuga e qui’ con il mare che riprende il suo colore azzurro e i primi raggi di sole che iniziano a filtrare dall’ orizzonte tra i clic degli scatti e la leggera risacca del mare.. da una radiolina di un pescatore impegnato a ripulire la barca di legno dalle foglie parte un ritornello che fa’ ” Buongiorno a questo giorno che si sveglia oggi con me, buongiorno al latte ed al caffè, buongiorno a chi non c’è… era la straordinaria voce di Luciano Pavarotti ripresa dalla pubblicità della nutella..
Un giorno davvero straordinario stava nascendo e queste foto e il video che segue sono il mio personale contributo per condividere con voi cari amici di Caprinotizie qualche minuto di vera bellezza.
Chissà quante canzoni sono state dedicate alla nostra bellissima Capri, a quanti cantanti e poeti l’isola delle sirene e’ stata ispiratrice dell’ arte..
La guerra era finita ormai da quattro anni quando il 12 Maggio 1949 Claudio Villa entrò in una delle sale di registrazione della Parlophon già passata sotto il controllo dell’importante gruppo editoriale Carish per incidere questa bella canzone firmata da Armando Fragna e dal prolifico Bonagura.
In quello stesso giorno o, sessione se preferite ,incise altri brani di grande successo come “Acquarello napoletano“, “Me so ‘mbriagato e sole” oltre che la storica prima versione di “Borgo antico“. Ad accompagnarlo sempre l’orchestra della Parlophon diretta dal M°.ANDRY.
La canzone fu in verità portata al successo anche da Giorgio Consolini che la incise per la CGD di Teddy Reno qualche mese prima anche dello stesso Villa con numero di catalogo PV 1414 accompagnato dall’orchestra Quirinetta ,oltre che dal sempre attento Luciano Tajoli che ne fece una sua personalissima versione accompagnato dall’orchestra diretta dal M° Maraviglia su disco Odeon H 18212. ( fonte discobolo.net e altre)
L’interpretazione del grande Claudio Villa rimane quella più popolare e noi ce lo immaginiamo a bordo del suo veloce motoscafo mentre attracca sullo scoglio delle sirene di Marina Piccola