Capri nelle canzoni: ” Malinconia di Capri” cantata da Carlo Buti nel 1949 (Audio)

Serenata dedicata all’isola di Capri interpretata e incisa nel 1949 dal cantante Carlo Buti

Carlo Buti:

Fin da giovane si fece apprezzare per la sua abilità nella tecnica dello stornello e, dopo gli studi musicali classici sotto la guida di Raoul Frazzi (successivamente maestro di Gino Bechi), iniziò a cantare nelle trasmissioni della allora EIAR (la futura RAI).

Esordì con un repertorio di canzoni napoletane, ma il successo l’ottiene cantantando in “lingua” le romantiche: Portami tante rose (Bixio- Galdieri) e Violino tzigano (Bixio).

Nel 1930 ottenne un contratto di incisione per la Edison Records, che lasciò nel 1934 per passare alla Columbia.

A differenza di molti cantanti dell’epoca, Buti adottava uno stile maggiormente assimilabile alla canzone popolare piuttosto che a quello della classica aria da opera lirica in voga al tempo; questo stile particolare, tuttavia, non solo non penalizzò la sua carriera ma contribuì forse a determinarne il grande successo. Ebbe una carriera assai lunga e prestigiosa al pari di quella di molti chansonnier di fama internazionale, terminata nel 1956 e durante la quale incise 1.574 canzoni.[1]

Il successo di Buti superò i confini nazionali: vendette moltissimo in tutto il continente americano. Una strada gli è stata intitolata nella capitale argentina di Buenos Aires e in quella uruguayana di Montevideo.[2]

“Capri Fisher” interpretata da Max Raabe e dalla Palast Orchester (Video)

La storica canzone “Capri Fisher” interpretata dal cantante tedesco Max Raabe e dalla suo gruppo, la Palast Orchestra, famosi per essersi specializzati nel ricreare il sound della musica tedesca delle colonne sonore dei film anni venti e trenta, nonché delle canzoni dei Comedian Harmonists.

Raabe ha fondato la Palast Orchester nel 1986, quando era studente di canto (baritono) alla Universität der Künste di Berlino. La sua carriera e quella della Palast Orchester comincia con un brano d’immediato successo (‘Schlager’) intitolato Kein Schwein ruft mich an (letteralmente Nessun maiale mi chiama, che in tedesco corrisponde all’espressione italiana Non c’è un cane che mi chiami), una canzone pop nello stile della musica anni venti che ebbe molto successo in Germania.

In seguito Raabe continuerà a lavorare come musicista e compositore di colonne sonore, ma sarà conosciuto al di fuori della Germania, principalmente per aver realizzato cover di celebri brani pop come Sex Bomb o Oops!… I Did It Again nel suo particolare stile.

Il 6 maggio 2004 “Max Raabe” & la Palast Orchester si sono esibiti al Teatro Olimpico di Roma. Nel 2005 è entrato in scena per la prima volta alla Carnegie Hall di New

Quì sotto il cielo di Capri, l’indimenticabile interpretazione di Meme Bianchi

Meme_BianchiL’intramontabile canzone scritta da Armando Fragna e da Bonagura interpretata da una delle più belle voci della canzone italiana Meme Bianchi

 

La sua voce più volte paragonata a quella di un delicato usignolo, parliamo dell’ indimentacabile Meme Bianchi che ascoltiamo in “Qui sotto il cielo di Capri”

Meme Bianchi, all’anagrafe Magda Merope Bianchi ereditò la predisposizione al canto dalla madre, Ida Viale, cantante d’operetta, e dalla nonna, Merope Bianchi, cantante lirica. Da quest’ultima eredita anche il secondo nome, che da piccola non riusciva a pronunciare: così Magda diventa Meme per tutti. Cresce a Porto Ceresio e ottiene il diploma di maestra elementare, ma il padre non gradisce che lei intraprenda la professione dell’insegnamento, così la giovane inizia a lavorare nell’ufficio di spedizioni del padre alla stazione. Negli anni tra le due guerre, alcune famiglie di Porto Ceresio avevano dato vita ad una compagnia filodrammatica e in estate mettevano in scena un vero e proprio cartellone nel teatro appena costruito. Alla fine dello spettacolo, tutti chiedevano a Meme di cantare, e una sera del 1933 un villeggiante, amico di discografici, le propone di fare un provino a Milano. Con il pretesto di commissioni da fare nella grande città, Meme si sottopone all’audizione e ottiene un contratto grazie alla sua grande estensione vocale, la sua voce morbida e la sua dizione chiara. Dopo il primo successo (Maggio, di Bixio e Cherubini), incide centinaia di dischi, molti dei quali sotto la direzione d’orchestra di Mario Mariotti, che diventerà suo marito. Diventa la prima cantante dell’EIAR, esibendosi con le famose orchestre di Petralia e Barzizza. Alla radio interpreta operette come Al cavallino bianco e riviste come I quattro moschettieri, la celebre trasmissione con Nunzio Filogamo legata a un concorso a premi. Nel 1936 è con la compagnia Schwarz, cantante-attrice nella rivista Bertoldissimo. In Grecia inaugura Radio Atene ed in Svizzera Radio Monteceneri; compie molte tournée in Italia e all’estero con la compagnia “I divi del microfono”. Nel 1939, nella Chiesa di Sant’Ambrogio di Porto Ceresio, sposa il maestro Mariotti, compositore, arrangiatore e direttore dell’etichetta discografica Odeon, per la quale lei incide. Di Mariotti, dal quale avrà la figlia Marcella, porterà al successo E poi… farai di me quello che vuoi e Aranci (belle bimbe innamorate gli aranci comprate), canzone quest’ultima ripresa nel film di Scola Una giornata particolare con Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Altri successi di Meme Bianchi sono: Sola in una notte di tormento, Un giorno ti dirò, Il mio amore è un centrattacco, Violino tzigano. Allo scoppio della guerra continua ad esibirsi in teatro e per i soldati fa un recital accompagnata da una sola fisarmonica sulla nave Grecale. Alla fine i marinai, che avevano chiesto prima al comandante cosa potesse farle piacere per ringraziarla, si presentano in fila con in mano ciascuno un calzino bianco pieno della propria razione di caffè. Dal ’43 al ’45 continua a cantare a Radio Monteceneri e dopo la guerra ritorna sui palcoscenici italiani e ad incidere dischi. La sua voce, divenuta più matura e pastosa, è ideale per le incisioni italiane di Les feuilles mortes e di La vie en rose. E difatti per qualche anno interpreterà i brani dei più famosi chansonnier. Nel 1958 smette di cantare e si ritira nella città natale, riprendendo il lavoro di spedizioniere doganale alla stazione. È venuta a mancare il 25 ottobre 2000.

“A canzone e Capri” scritta da Aniello Califano (inedito)

a canzone e capri

Inedita interpretazione del tenore Raffaele Balsamo del brano scritto dal poeta  Aniello Califano e musicata dal maestro Falvo pubblicata nel 1915  e dedicata all’ isola dei Faraglioni

 

Tante sono le melodie che hanno tratto ispirazione dall’ isola di Capri, oggi rispolveriamo un vecchio disco “A Canzone e Capri”

Opera del maestoso poeta di inizio 900  Aniello Califano  “A Canzone e Capri”
Nella Piedigrotta Gennarelli del 1915, come ci ricorda Pietro Gargano nella sua Nuova Enciclopedia Illustrata della canzone napoletana, fu scritta una dedica per Aniello Califano che recita così: “Gode dell’obiquità di Sant’Antonio. Può nel medesimo tempo trovarsi nel Paradiso e nell’Inferno, può contrattare con Dio e col Diavolo, può amare due donne con la stessa intensità e può sciogliere il suo inno a due luoghi incantati, Sorrento e Capri, con la medesima commozione…”.

Prendiamo spunto da queste frasi per dare inizio a questo rispolvero di questo rarissimo disco  ‘A canzone ‘e Capri, poesia di Califano musicata dal maestro Rodolfo Falvo e pubblicata nel 1915 da La Canzonetta, dedicata a Donna Bianca Bovio, moglie del grande poeta. A interpretare la versione di cui vi proponiamo l’ascolto, l’unica presente è Raffaele Balsamo di cui purtroppo non siamo riusciti a trovare notizie precise.
Per ascoltare il brano basta cliccare sul player in rosso:



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“La canzone di Capri” inedito brano del 1932 di Daniele Serra

la canzone di capri daniele serra

Inedito e quasi sconosciuto brano dedicato all’ isola di Capri nel 1932 da Daniele Serra

 

Continua con grande passione la nostra ricerca per riportare alla luce dei vecchi brani dedicati all’ isola di Capri.

Siamo riuscito con l’ausilio di Massimo de Rigna a riportare alla luce un brano interpretato dal tenore Daniele Serra “La Canzone di Capri” un affascinante  vinile 78 giri edizioni “Disco Grammofono- La voce del padrone” stampato nel 1931 che alla fine del post ascolteremo..

daniele serra

Non vi nascondo che non  è stato facile raccogliere informazioni certe su Daniele Serra. Come i più attenti e interessati all’argomento si saranno resi conto infatti che non sono presenti  in rete biografie o pagine che lo riguardino.

Eppure Daniele Serra è stato tra le due guerre, sicuramente uno degli interpreti più importanti e duttili della canzone italiana e internazionale,  il suo successo e la sua popolarità è paragonabile se non per certi aspetti superiore anche a  quella del suo grande rivale dell’epoca Carlo Buti,che in qualche modo lo sostituitì nel cuore degli italiani dal 1940 in poi.

“La Canzone di Capri” é stata interpretata  alla fine degli anni 20 e poi pubblicata nel 1931 quando il tenore aveva già firmato il  contratto con la multinazionale “La Voce del Padrone-Disco Grammofono”, gruppo con il quale resterà legato sino al 1951,incidendo secondo una stima approssimativa per questa etichetta circa 1100   titoli.
Il video è visualizzabile cliccando sul player in rosso:



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