La tradizione musicale dell’ isola di Capri cantata e suonata dalle bande folkloristiche capresi, con i caratteristici strumenti come U scitavajass, U triccheBallac, u Tamburriell, Era il 1950 e come tradizione durante le feste di Natale l’isola di divideva in contrade ognuna con una sua banda Putipu’ a competere a suoni di musiche di coreografie e di tarantelle. Una festa che durava diversi giorni e che vedeva le piazze dell’ isola trasformarsi in affollatissimi teatri. Un video inedito tratto dall’ archivio Luce e reso pubblico solo qualche giorno fa’ ci trasporta nel clima festivo dei primi anni 50 a Capri. (Scritto da Louis Molino info@caprinotizie.it foto copertina Scialapopolo site)
Capri anni 30, un giorno di festa per l’isola in quanto si riapre al pubblico i ruderi dell’ antica villa dell’ imperatore romano “Tiberio” alla presenza dei piu’ grandi personaggi politici dell’ epoca. Un video di grande valore storico reso pubblico solo da qualche giorno dall’ istituto Luce dove si puo’ scorgere anche la figura di Amedeo Maiuri il grande archeologo che ha riscoperto e restaurato le ville romane non solo di Capri. Estratto dal periodico L’isola a firma di Vittorio Paliotti:
All’inizio degli anni Trenta, bisogna premettere, l’allora capo del governo, Benito Mussolini, allo scopo di valorizzare Roma e la romanità, decise appunto di far svolgere scavi a Capri, l’isola dalla quale negli anni compresi fra il 27 e il 37 dopo Cristo l’imperatore Tiberio aveva, in pratica, regnato e governato e in cui, prima ancora, aveva trascorso lunghi periodi di riposo l’imperatore Augusto. L’incarico di questi scavi, il più importante dei quali già si annunciava quello relativo alla villa di Tiberio, venne naturalmente affidato ad Amedeo Maiuri. Delle dodici residenze capresi attribuite da Tacito all’imperatore Tiberio, e ciascuna delle quali intitolata a una divinità dell’Olimpo, quella denominata “Villa Jovis” era certamente la più sontuosa. La tradizione locale era concorde nell’identificare Villa Jovis “con i grandiosi avanzi della più eccelsa, più solitaria, più rupestre villa romana di Capri, con quella cioè che sorge sulla rupe deserta consacrata dalla pia fede degli isolani a Santa Maria del Soccorso, rupe e promontorio che chiude con un appicco pauroso – sono parole di maturi – sul mare profondo delle Bocche di Capri, il tormentato e selvaggio crinale dell’isola delle rocce”. Fu qui, dunque, in questa località diventata selvaggia, che Maiuri fece svolgere gli scavi ottenendo la conferma dellavalidirà di quella che, fino a quel momento, era stata soltanto una “vox populi” più ancora che una antica tradizione popolare. Gli scavi, durati almeno tre anni, portarono in primo luogo alla scoperta delle antiche cisterne per l’approvvigionamento idrico della villa, poi all’identificazione di un complesso comprensivo di villa e di palazzo residenziale, cioè “il più completo documento della Capri romana”. Era peraltro, quella, la prima volta che gli scavi di Capri non erano finalizzati a reperire capolavori da asportare, bensì a restituire all’isola quella che era la sua più antica e più affascinante immagine. In precedenza, infatti, la maggior parte degli scavi archeologici eseguiti a Capri avevano avuto come principale scopo quello di mettere le mani su statue, marmi, pavimenti e altri oggetti d’arte per arredare regge e case patrizie
scritto da Louis Molino info@caprinotizie.it fonte: L’isola periodico -Istituto Luce
Capri Fischer una vecchia canzone tedesca dedicata all’ isola di Capri (la copertina originale nella foto a sinistra) scritta e interpretata e portata al successo negli anni cinquanta grazie all’ intepretazione di Rudi Schuricke.
La canzone fu scritta nel 1943 all’ epoca La riproduzione della canzone in radio fu’ vietata perché esercito fino a quando l’esercito tedesco non sbarco’a Capri. I testi sono stati scritti da Ralph Siegel di Maria, il padre del compositore Ralph Siegel, la musica è stata invece da Gerhard Winkler. Colonna sonora di alcuni musical dell’ epoca vincitore inoltre di diversi dischi d’oro negli anni seguenti.
La canzone esprimeva il desiderio dei tedeschi di visitare Capri, questa isola ancora tanto misteriosa e fino ad allora raccontanta solo dagli scrittori e dai pittori che l’avevano scoperta alla fine del 1800, Capri Fisher (pescatori di Capri) quasi una colonna sonora per le prime vacanze libere dopo la seconda guerra mondiale, oggi diventato un brano evergreen interpretato da Peter Kraus, die flippers, G. G. Anderson, Max Raabe, Vico Torriani ed Ewald Wandas
Nel video musicale che segue che si possono osservare degli spezzoni di video girati a Capri propri in quegli anni.
Un viaggio a Capri nel 1954, un tuffo nel passato grazie all’ archivio luce, tratto dal cinegiornale “La settimana Incom del 14/07/1954. Un’ isola di altri tempi in un video che é testimonianza della nascita del mito di Capri nel mondo ” Un viaggio a Capri”
Tempi di vendemmia sull’ isola di Capri, storie e tradizioni legate alla vite.. dagli antichi romani fino ai giorni nostri raccontata per immagini da Don Vincenzo Simeoli Parroco, studioso e scrittore storico in questi 2 fantastici video: