Capri. Raccolti da Record per i Pomodori, non solo i “Cuori di Bue” ( Video e foto)

Da Capri Louis Molino “E’ stata una Buona Annata” per i Pomodori coltivati sull’isola dei Faraglioni, la produzione nei piccoli appezzamenti presenti da Capri ad Anacapri é stata particolarmente abbondante, complice probabilmente il clima dell’estate non particolarmente torrido, da segnalare anche la diminuzione delle fastidiose malattie che colpivano solitamente questi ortaggi proprio nel momento della massima maturazione.

Al primo posto del raccolto 2018 c’é sicuramente la varietà più popolare e consumata cioè “Il Cuore di Bue” con tutte le sue varianti, per capirci é quello adoperato per la famosa “Insalata Caprese” al secondo le varietà di pomodorini e quelli allungati che assomigliano ai famosi San Marzano chiamati sull’ isola di Capri ” A Fiaschella” 

Nel video una parte della produzione nelle campagne dei Fratelli Amitrano sulla collina di Tuoro

 

L’amo di Capri e il direttivo FIOPS per strategia a tutela dell’ambiente, pesca e cultura del Mare

Capri – Si è tenuto lo scorso 29/05/2017  presso il Capri Wine Hotel un tavolo programmatico al quale hanno partecipato il direttore della FIOPSFederazione Italiana Operatori Pesca Sportiva Francesco Ruscelli e l’intero consiglio direttivo dell’Associazione di tutela ambientale, della pesca e della cultura del mare “L’amo di Capri”, per mettere a punto una strategia che nei prossimi mesi ci permetta di fronteggiare  tutte le problematiche che affliggono la nostra isola.

L’intenzione e quella di ridurre il prelievo sconsiderato di fauna ittica e di eliminare tutti gli atti di bracconaggio che avvengono sull’isola e di attuare piani per la migliore fruizione della pesca a Capri culla di molte tecniche da preservare in quanto patrimonio storico, aumentare il coinvolgimento delle scuole nel progetto di avviamento alla cultura del mare e della pesca, discorso già portato avanti dall’Associazione e la realizzazione di un convegno nazionale sulle problematiche del mare, del rapporto tra pesca professionale e pesca sportiva, della pesca illegale, dell’accesso ai porti. L’intervento in programma per fine anno, definirà quanto fatto e ci guiderà sulla giusta strada per salvaguardare il nostro mare, fonte di ricchezza ambientale culturale ed economica della nostra isola.

(comunicato stampa)

Aprile a Capri: Hotel, Bed and Breakfast e Case Vacanze per una vacanza indimenticabile

Vacanze di Aprile a Capri ecco qualche consiglio da chi ci vive per trascorre delle giornate meravigliose di Primavera all’ ombra dei Faraglioni.


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Una Vacanza di Aprile a Capri è un mix di storia e natura, mondanità, cultura ed eventi che è possibile incontrare tutti i giorni e che hanno dato vita negli anni al suo mito, un mito senza eguali nel mondo. L’isola è una delle mete preferite del turismo internazionale e si estende su un’area di circa 10 km quadrati, dei quali 4 appartengono al comune di Capri e 6 al comune di Anacapri. Raggiungibile facilmente ed in poco tempo sia da Napoli che dalla costa Sorrentina via mare, le diverse offerte viaggio a Capri sono la porta d’ingresso verso paesaggi e cordialità unici al mondo.

ll Monte Tiberio ad oriente ed il Monte Solaro ad occidente sono le due alture principali dell’isola, tra i quali in una sella, a cavallo di Marina Grande a nord, e Marina Piccola a sud, sorge la cittadina di Capri. Anacarpi invece, l’altro centro abitato, si trova in un ampio spazio verdeggiante ad ovest del Monte Solaro. Diversamente dalle altre isole del Golfo di Napoli, Capri non è di origine vulcanica ma sedimentaria, formata da terreni calcarei, è una delle più ricche d’Italia dal punto di vista di flora e fauna tra cui ricordiamo tra cui i grandi gabbiani diomedei e la rarissima lucertola azzurra dei Faraglioni.

La cosa più bella di dell’isola di Capri, oltre al suo meraviglioso mare, sono i paesaggi. Se avete la possibilità giratela lungo ed in largo, cercando scorci ed angoli che regalano panorami mozzafiato. Un ottimo punto di partenza e l’Arco Naturale a Pizzolungo, la parte superstite di una grande grotta che si addentrava nella montagna. Da qui una scalinata che si inoltra nella sottostante vallata, conduce alla Grotta di Matermania, grandioso antro naturale trasformato in epoca romana in lussuoso ninfeo. Non distante, attraverso un sentiero che si snoda lungo i dirupi che costeggiano il mare, si arriva alla Villa Malaparte, costruita su Punta Massullo.

Altro punto da non perdere è il Belvedere Cannone. Partendo da Via Madre Serafina, una delle vie più antiche di Capri dietro alla chiesa di Santo Stefano, rende bene l’idea di come doveva presentarsi il paese un tempo. Al pari di Amalfi ed altre località della costiera amalfitana, anche Capri eredita la tendenza a costruire le case una affianco all’altra e nei brevi spazi. Proseguendo lungo Via Cannone, si fa una piacevole passeggiata con una bella vista sul paese sottostante. Il dislivello che si raggiunge è notevole, ma il tragitto non è per niente faticoso e permette di arrivare alla Punta del Cannone, dove c’è la terrazza dell’omonimo belvedere. Escludendo il Castello del Castiglione soprastante , è certamente il punto più alto del versante di Capri e la vista è favolosa. Il belvedere è direttamente a strapiombo sul mare e si trova proprio sopra ai Giardini d’Augusto.

Il centro di Capri si articola in due nuclei abitativi. Il primo delimitato tra le Vie M.Serafina, S. Aniello e Posterla, sviluppatosi intorno alle Case Grandi dopo il 1300 e l’altro, sul lato nord dietro Piazza Umberto I, molto più antico e sorto intorno alla piccola chiesa di S. Maria delle Grazie. Questi due quartieri erano costituiti da piccole case con altrettante piccole “corti” chiuse, spesso contigue ed attraversate dalle strette strade coperte a volta che potevano essere facilmente sbarrate per la difesa contro le incursioni saracene.

Il giro in barca intorno all’isola è un altro must da non perdere. Si inizia da Marina Grande verso occidente, costeggiando la spiaggia di Marina Grande ed i Bagni di Tiberio. Il tratto di costa successivo è costituito da fenditure e grotte sormontate da una ricca vegetazione autoctona, fino ad arrivare alla Grotta Azzurra. Proseguendo ad ovest, si passa per Cala del Rio, la più grande del lato ovest e Cala del Tombosiello, più conosciuta come Cala di Limmo. Doppiato il Faro di Punta Carena, si procede sino ad incontrare la Grotta dei Santi, la Grotta Rossa e la Grotta Verde, ricca di effetti luminosi e cromatici.

Più avanti verso Punta di Tragara con le rocce dei Faraglioni, si arriva ben presto al porticciolo di Tragara. Lo scoglio solitario che si trova di fronte è denominato il Monacone. Alcuni resti di costruzioni romane hanno alimentato la leggenda che su di esso fosse sepolto Masgaba, l’architetto africano di Ottaviano Augusto. Proseguendo, in direzione della Cala del Fico, antistante la Punta Massullo, si raggiungono la Grotta Bianca e la Grotta Meravigliosa. Accessibili l’una dal mare e l’altra da una scaletta con approdo, consentono di ammirare straordinari effetti dovuti ai riflessi dell’acqua sulle bizzarre formazioni stalattitiche.

La massiccia elevazione del Monte Solaro regala dalla sua sommità una vista spettacolare sull’isola verso i Golfi di Napoli, Salerno e verso Ischia. La cima si raggiunge in seggiovia da piazza Vittoria o a piedi attraverso un sentiero. D’obbligo in ogni caso, la deviazione all’eremo di Cetrella, aggrappato a un balcone naturale di roccia che regala un altro panorama mozzafiato. Un’isola meravigliosa vi aspetta con i suoi tesori. Le offerte last minute a Capri vi regaleranno questo sogno. (fonte capritourism -wilkipedia – expedia)



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Capri. Area marina protetta: Ripreso il dialogo con il Ministero dell’Ambiente

area  marina protetta capri

Da Capri Louis Molino – Costruttivo l’incontro tenutosi a Roma tra i rappresentanti delle due Amministrazioni Comunali dell’isola ed i funzionari del Ministero. Alla riunione hanno partecipato l’Assessore Massimo Coppola per il Comune di Anacapri, il Sindaco di Capri, Gianni de Martino e il Consigliere Delegato all’Ambiente del Comune di Capri, Fabio De Gregorio.

Nel corso dell’incontro sono state valutate tutte le ipotesi e le iniziative necessarie a riprendere il cammino per arrivare alla istituzione dell’area marina protetta sulla base sia di quanto già attuato, sia delle ulteriori attività e decisioni da assumere da parte delle amministrazioni comunali dell’isola.

 ( Comunicato stampa)

Capri. La Domenica delle Palme e le tradizioni

Da Capri Louis Molino –  La domenica delle Palme  come del resto in tutte le feste religiose si raccoglie” Sacralità Tradizione e Folklore”  ma anche l’inizio della stagione turistica.  Gli appuntamenti religiosi sono contraddistinti dalla Benedizione delle Palme che avviene in tutte le chiese dell’ isola, dalla chiesetta di San Michele (nella foto) circondata dalla fioritura e dai profumi della primavera   proprio  ai piedi del monte Tiberio  alla chiesa di Santa Sofia nella cornice deliziosa di Anacapri, passando per l’ antico oratorio della ex Cattedrale di Santo Stefano, all’antica Chiesa di San Costanzo alla marina grande, fino alla benedizione nella piazzetta di Capri  circondata da buona parte della comunità  isolana.

Le tradizioni contadine e marinare dell’ isola di Capri  sono conservate  con dei simboli che sono rimasti più o meno inalterati nel corso dei secoli.

La Galletta di Pane ( e galletell’. .. pe’ Palme) sono dei panini all’ olio a forma di bambino che si allacciano all’ ulivo e si portano in benedizione, anticamente la popolazione caprese viveva con i frutti della propria terra che in onore delle festività pasquali si usava portarli in chiesa per ringraziare il signore del raccolto.

Divertenti sono ancora oggi le scene dei bambini che spesso non riuscendo ad attendere la fine della benedizione mangiucchiano i golosi panini durante la cerimonia. Custodi di questa tradizione che sta  quasi scomparendo sono i forni dell’ isola e le poche salumerie che rivendono————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————

gallette pane benedizioni delle palme capri tradizioni————————-I

Cacicavalluzzi  ovvero  i Cacetti (caciocavalluzzi..ri Palme) nella foto sono dei piccoli caciocavalli  oggi di origine sorrentina  ma un tempo prodotte dal latte dei piccoli allevamenti di mucche capresi, sono di  svariate forme ( rotondi, intrecciati..) che si applicano alle palme o all’ ulivo. I cacetti come li chiamano nelle vicina Sorrento sono preparati come si fa’ per i bocconcini di fiordilatte  e poi le abili mani degli artigiani caseari li trasformano in fiaschelle.. provoloncini.. treccine sono una vera delizia per il palato. …………………………………………………………………………………………………………


I Colombini
( i palummiell pe’ Palme) sono delle  piccole colombe bianche   che vengono intrecciate e create dalle abili mani delle donne capresi estratte  dalla pianta del fico vengono poi applicate su fili di ferro e abbellite con la carta velina colorata, anche questa un simbolo che sta’ scomparendo

Anche la stessa Palma o le foglie di Olivo  trovano nella tradizione caprese delle forme e delle preparazioni uniche, come la Palma o L’olivo a cuoricino (Palm o Auliv  a Curuniell)


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 Le palme di Confetti,  cioe’ i confetti prodotti dagli artigiani sorrentini venivano e vengono anche oggi  intrecciati e appicati su fili di ferro ed ecco che nascevano delle coreografie straordinarie, uno spettacolo per gli occhi e per il gusto!! Questa tradizione é stata importata alla fine del 1800 dalla vicina Sorrento dove la  leggenda tramanda che, “durante una domenica delle Palme del XVI secolo, mentre i sorrentini si preparavano a recarsi in chiesa per la benedizione dell’ulivo, risuonò l’allarme delle campane per l’ennesima invasione dei saraceni.

Il prete uscì sulla soglia della chiesa con l’aspersorio, invitando tutti a benedire le palme, prima di correre ad armarsi. Tutti entrarono in chiesa, tranne un giovane pescatore il quale si fece il segno della croce e si recò sulla spiaggia di Marina Grande, attirato da un misterioso richiamo.

Mentre il prete benediceva i ramoscelli d’ulivo, scoppiò una tempesta che fece affondare tutte le navi dei saraceni. Si salvò soltanto una giovane schiava, trascinata dalle onde sulla spiaggia, dove venne raccolta dal pescatore.
Il giovane la condusse in chiesa ed annunciò il miracolo dell’affondamento delle navi saracene. Si verificò, a questo punto, un secondo miracolo. La fanciulla, gettatasi a terra, gridò piangendo di volere diventare cristiana, per ringraziare Dio d’averla salvata dalla morte e dalla schiavitù.
Al prete, che le assicurava che avrebbe esaudito il desiderio, ella offrì l’unico bene in suo possesso: da un sacchetto legato al collo, tirò fuori una manciata di confetti bianchi, portati dalla sua terra”