
Riportiamo il programma delle celebrazioni in occasione della festività di Sant’ Antonio , patrono di Anacapri pubblicato dsalla Parrocchia di Santa Sofia.


Riportiamo il programma delle celebrazioni in occasione della festività di Sant’ Antonio , patrono di Anacapri pubblicato dsalla Parrocchia di Santa Sofia.


Capri. Grande partecipazione alla giornata dedicata alla donazione del sangue promossa da Fabio De Gregorio, dalla San Vincenzo de Paoli presieduta da Carmelina De Martino, in collaborazione con la Città di Capri, con Avis Napoli, con l’Ados e con la Protezione Civile, con la partecipazione di tutti i club e le società calcistiche dell’isola dei faraglioni. Oltre 100 donatori hanno partecipato alla giornata intitolata “Questa partita la vinciamo tutti”

Portare il cane in ufficio è un’abitudine che si sta diffondendo anche in Italia e che può dare molti benefici. Per questo motivo molte grosse aziende si sono già attrezzate e hanno permesso questa pratica, aggiornando i loro regolamenti interni. Google, Amazon, Nintendo, Mars Italia, ad esempio sono solo alcune delle aziende più note come ‘dog friendly‘.
Ma come mai sta avvenendo questo?
Portare il cane in ufficio può portare molti benefici, sia al padrone che alle persone con cui condivide lo spazio. Un cane che gira per l’ufficio porta allegria e può contribuire così a migliorare la collaborazione tra le persone, alzando il morale e riducendo lo stress di tutti.
Secondo un recente sondaggio realizzato da IPSOS, nell’azienda Purina, circa il 55% dei lavoratori intervistati afferma di sentirsi meno stressato se a lavoro c’è un animale.
Questo si ripercuote in modo molto positivo sulla produttività e sul benessere generale. La condizione è che, ovviamente, il cane deve essere ben educato: non deve produrre rumore e nè sporcare in giro, ma si deve comportare esattamente come un collega discreto.
Ma quali sono i requisiti per portare il proprio pet friend anche a lavoro?
Per portare il cane in ufficio occorre sicuramente essere in regola con le visite veterinarie e la registrazione all’anagrafe canina. Inoltre ogni azienda o ogni spazio di coworking potrebbe specificare delle regole proprie.
Ad esempio, per portare il cane negli uffici Purina (la nota azienda del Pet Food) bisogna essere in possesso del patentino di ‘Buon Conduttore Cinofilo’ e di una polizza assicurativa adatta.
Al momento in Italia non esiste un quadro normativo preciso, e la scelta e la regolamentazione è lasciata al singolo ufficio. Sono le stesse aziende e gli spazi di coworking infatti che, per rispondere alle richieste degli utenti, permettono a dipendenti e coworker di portare gli animali in ufficio ma con precise regole.
Molti uffici tradizionali, come anche i coworking più avveduti si stanno attrezzando per ospitare gli amici a quattro zampe di chi lavora lì e condivide lo spazio, valutando gli accessi di volta in volta.
“Al momento non c’è una regolamentazione specifica al riguardo ma noi li accettiamo ben volentieri, valutando caso per caso le esigenze dei singoli e di tutti gli usufruitori degli spazi comuni”, dice Delia Caraci, responsabile del Loft Coworking di Milano (www.loft-coworking.it).
”Siamo orgogliosi di essere tra i primi spazi di coworking in Italia a valutare questa opzione, a patto di rispettare tutti coloro che vi lavorano. Anche perché il benessere sul luogo di lavoro si ottiene dalla condivisione e non dalla imposizione” conclude Delia Caraci.
Una presenza piacevole quindi, ma che deve essere valutata dai responsabili degli spazi affinché venga condivisa da tutti, per non ottenere l’effetto contrario.

Come tradizione il 14 Dicembre si festeggia Sant’ Agnello Abate, grande festa nel comune omonimo a poche centinaia di metri da Sorrento, e festa sentita e partecipata da molti capresi. Legami che arrivano da lontano, quando tradizioni e antiche dicerie invitavano le donne incinte a partecipare obbligatoriamente ai festeggiamenti del santo e alla grande fiera agricola che contemporaneamente si teneva nello spiazzato antistante la chiesa di Sant’Agnello a Sorrento
La tradizione racconta che la madre del Santo, non riuscendo ad avere figli pregava spesso con fede Santa Maria affinché potesse dare al mondo un bambino. Un giorno finalmente ebbe la rivelazione: avrebbe partorito un bimbo, Agnello appunto, che sarebbe stato molto caro a Dio.
Tradizione voleva che le donne incinte il 14 dicembre dovevano senza scusanti andare a venerare il santo nel comune di San’ Agnello e se malaguratamente impossibilitate avrebbero passato il giorno nel più completo riposo in compagnia del marito.
Il culto di Sant’ Agnello é ricordaro in diversi proverbi popolari : ‘A sant’Aniello nun tucca’ ne forbice ‘e ne curtiello e A santa Lucia nu passe ‘e gallina, a sant’Aniello nu passe ‘e pecuriello



Il racconto di un’esperienza indimenticabile fatta da un gruppo di ragazzi di Capri accompagnati dal giovane sacerdote don Noello d’Alessio alla Missione “Speranza e Carità in Palermo”
” Fino ad oggi… Il Signore fino ad oggi ci ha assistiti. È scritto così in via Archirafi, a Palermo, nella Missione di Speranza e Carità. Dà le vertigini pensare a tanti volti, storie, ferite, passi, pensieri a dondolare sul filo di una ragnatela che riesce solo a dire: “Fino ad oggi”.
È davvero assurdo, come fino ad oggi? E domani? E il giorno dopo?
Nonostante il nostro disappunto è così, senza pretese ma senza sosta né scrupoli, più di un migliaio di persone di ogni tipo gravitano e vivono in un altro mondo, uno più giusto e fragile, forse una famiglia. Viene da pensare al pianista sull’oceano che passeggia leggero nella sala da ballo della sua nave in tempesta… È assurdo eppure lo abbiamo visto, ne abbiamo fatto parte, anche se solo per pochi giorni. E pensare che la nostra umanità, più che a Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, somiglia a Pietro che, chiamato dal maestro, riesce anche a camminare sulle acque ma solo per qualche istante. È sempre così, siamo facili ad infiammarci di entusiasmi o, a volte, anche di odii, ma è più dura riscaldare i cuori a lungo. Eppure sono circa trent’anni che questo fuoco brucia ed ha avuto anche il tempo e l’attenzione di far assaggiare anche a noi questa folle impresa, che non ci ha chiesto nulla se non un po’ di fiducia; qualcuno la chiama addirittura fede. C’erano tantissime cose da fare eppure sembrava che nessuno avesse fretta, c’è da impazzire quando vedi che “a ciascun giorno basta la sua pena” non è soltanto una frase scritta in un libro e prima ancora proclamata da un uomo vero. Un pezzo alla volta, centimetro dopo centimetro, senza nessuna voglia di retrocedere, abbiamo ammirato una civiltà diversa.
Viene da pensare a noi, alla nostra giovinezza, a tutto quello che a volte si dice.
C’è bisogno di testimoni, c’è bisogno di maestri… Forse c’è bisogno semplicemente di scoprire che tante parole proclamate poi sono possibili. Volevamo andare ad accogliere e siamo stati accolti in questa strana famiglia. Una famiglia nata dalla fede di fratello Biagio Conte, d. Pino, fratello Giovanni e di tanti altri ma questa non è una biografia, e chi vuole conoscerli può cercare sul sito qualche informazione.
Concludo con un’immagine: prima di andare via, con la voce trepidante, uno di noi ha chiesto a d. Pino come si faccia ad essere così sereni e ad avere tanto coraggio nonostante questo “fino ad oggi”, nonostante il peso di tante responsabilità e scelte. Con il suo sorriso e il suo sguardo, stranamente con poche parole ha risposto lapidario: “Quando mi capita mi guardo indietro e mi rendo conto che non sono solo”.

