Continuano le domeniche di “Capri é anche mia” presso il “Fondo Poma” a Tiberio

L’amore disinteressato per la propria isola e l’impegno di tanti volontari che dedicano il proprio tempo libero per la propria terra: Capri é anche Mia

Capri – Il gruppo di volontari “Capri é anche Mia” continua senza sosta gli interventi di recupero delle aree verdi di Capri,  da mesi il lavoro dei volenterosi abitanti dell’isola é rivolto presso il Fondo Poma nella meravigliosa area di Tiberio, pubblicate sulla pagina facebook dell’associazione le prime foto del lavoro effettuato dai generosi volontari.

Ricordiamo che l’Associazione si é adoperata in passato della pulizia e del ripristino di diverse aree ed in cooperazione con l’amministrazione della Città di Capri hanno ridato vita ai giardini di Villa Lysys, al Parco Astarita, a sentieri e belvederi del Pizzoluongo e di Dentecala etc…

 

 

Anche la Città di Capri é “Plastica Free” il Sindaco De Martino firma l’Ordinanza

Capri – Con l’Ordinanza Sindacale n. 93 del 28 marzo anche Capri ha aderito alla campagna di tutela ambientale che fa divieto di uso e commercializzazione di manufatti monouso in plastica non degradabile.

Il provvedimento è teso a migliorare sia il servizio della raccolta differenziata, che ha già raggiunto soddisfacenti risultati, sia la tutela ambientale del territorio.

Il Sindaco De Martino, nel ritenersi soddisfatto per l’adozione dell’ordinanza, ha dichiarato: “ Capri, per il suo nome e per la sua immagine nel Mondo, non poteva sottrarsi a partecipare ad una iniziativa di sostenibilità ambientale così sentita per migliorare la vivibilità non solo dei territori ad altissima vocazione turistica, ma anche di tutte le altre realtà che stanno soffrendo in maniera più evidente il danno arrecato dalla plastica. La decisione di adottare il provvedimento è scaturita, oltre che per la difesa del nostro territorio, anche per richiamare, grazie al nome di Capri, l’attenzione delle Istituzioni e degli stessi cittadini  sul problema che affligge il Mondo intero”.

Al Cinema Internazionale di Capri la proiezione della pellicola di Alessio Cremonini “Sulla mia pelle” seguirà dibattito sulla tragica vicenda di Stefano Cucchi


Il Forum dei Giovani di Capri organizza l’evento “L’odio sulla mia pelle. E se la loro storia fosse stata la nostra?”, l’appuntamento è per sabato 16 marzo, alle ore 17, presso il Cinema Internazionale di Capri dove verrà proiettata la pellicola di Alessio Cremonini “Sulla mia pelle”.

Ad aprire l’evento, la video proiezione del film che racconta la tragica vicenda di Stefano Cucchi, subito dopo, seguirà un dibattito sul tema moderato da Raffaele Meo con l’intervento di Chiara Baldi, giornalista de La Stampa e la testimonianza di Carmine Esposito, anche egli vittima dell’odio, che ha deciso di condividere la sua storia.

L’associazione ha l’intento di creare un dialogo intorno la vicenda, analizzare i fatti per cercare di fare chiarezza, delineando i confini molto sottili che li circondano, senza enfatizzare l’odio contro le Forze dell’Ordine ma trasmettendo un messaggio sul tema dell’odio così come spiegano le parole dell’Avvocato di Stefano: << Si deve avere fiducia nello Stato, perché lo stato siamo noi. Se ci arrendiamo è chiaro che lo Stato non esiste più. Dobbiamo rivendicare i nostri diritti, essere vigili sul rispetto degli stessi, essere promotori del rispetto della legge e di un’evoluzione in senso sempre più garantista nella tutela dei diritti fondamentali. Se neghiamo la fiducia allo Stato automaticamente siamo fuori e legittimiamo cose che non andrebbero legittimate. La fiducia non va mai persa.>>

L’ANCIM ha richiesto un incontro al Presidente del Consiglio dei Ministri, per chiarire l’obiettivo di innovazione e di diversa governance ddl S497

L’ANCIM ha richiesto un incontro al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai due Vicepresidenti ed ai Capigruppo di tutti i Partiti di Camera e Senato per chiarire meglio l’obiettivo di innovazione e di diversa governance che il testo originario sulle isole minori -di iniziativa Moronese- conteneva.  Il modello proposto, nel suo innovare, non prevarica certo le competenze di nessuno.

Nel Comitato Istituzionale è prevista la presenza dei Ministeri chiave per le tematiche insulari, è prevista la presenza delle sette Regioni delle isole minori perché, su alcuni temi, è indubbio che vi è competenza esclusiva delle Regioni, è prevista la presenza di un Sindaco per ogni area geografica, anche essi titolari di specifiche competenze, ma anche in attuazione del più generale principio costituzionale sancito dell’Art. 114.

Un tavolo, quindi, in cui concordemente si assumono decisioni e non semplici pareri ed in cui l’agire sulle tematiche insulari abbia un inizio ed una fine.

Non si può continuare con la politica dei rinvii ad altri tavoli ed altri provvedimenti per attivare comportamenti che diano segnali immediati in tema di sviluppo ed occupazione.

Giova ricordare che il sistema, proposto da ANCIM e normato nel testo iniziale del ddl Isole Minori -ad iniziativa Moronese-, era già stato sperimentato servendosi di un Accordo di Sviluppo Locale, a suo tempo, sottoscritto dal Presidente del Consiglio dei Ministri come impegno a nome di tutti i Ministeri.

Esso ha funzionato perfettamente ed in tre anni ha impegnato e speso tutti i finanziamenti direttamente destinati ai 35 Comuni delle isole minori.

La spendita veloce, legata al modello sopradescritto, ha permesso di creare 1025 nuovi posti di lavoro con progetti di imprenditoria locale e circa un altro migliaio in ambito di progetti pubblici.

Quale migliore risposta per rilanciare una economia ed uno sviluppo occupazionale difficoltoso quale quello delle isole minori?

Ieri si è svolto il primo incontro con la Capogruppo di Forza Italia, Senatrice Anna Maria Bernini, affiancata da altri componenti del Gruppo.

L’incontro è stato molto costruttivo e proficuo, il Presidente dell’ANCIM, Gianni De Martino, esprime apprezzamento per la immediata comprensione dei gravi problemi delle piccole isole, ma soprattutto per la condivisione del metodo innovativo proposto.

Le piccole isole è dal 2000 che lavorano sul solco di una vera innovazione nell’agire amministrativo, pure nel rispetto del ruolo di ogni livello istituzionale.

Viene richiesto di essere più efficaci nei metodi e nei risultati, le piccole isole questo modo nuovo lo hanno già sperimentato e quindi auspicano che questo venga condiviso ed adottato nel ddl specifico. Ringraziano per la celere disponibilità del Gruppo di Forza Italia del Senato ed attendono gli altri incontri richiesti alle altre forze politiche.

(comunicato stampa)

 

35 Comuni delle piccole isole chiedono Incontro in Parlamento per chiarire meglio il perché della loro richieste di modifica ed integrazioni al ddl S497.

Un incontro al Parlamento, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai due Vicepresidenti è la richiesta dei 35 Comuni delle piccole isole per chiarire meglio il perché della loro richieste di modifica ed integrazioni al ddl S497. In preparazione dell’incontro, si è riunito a Roma il Direttivo dell’Associazione Nazionale Comuni Isole Minori (ANCIM) con all’odg, tra gli argomenti di maggiore rilievo ed urgenza, il ddl Isole Minori approvato dal Senato il 17/10/2018.

I Sindaci dei 35 Comuni insulari esprimono soddisfazione per la celerità dell’iter legislativo, per la certezza di finanziamenti in esso espressa e per gli elementi di novità che esso esprime nel prevedere norme più mirate per aree particolarmente disagiate quali sono i contesti delle piccole isole.  Esse sono inserite, non solo tra le aree interne, ma sono definite aree ultraperiferiche perché il mare è quel fattore imprevedibile e difficilmente superabile che aggrava il percorso della distanza dai servizi essenziali che la Costituzione garantisce a tutti i cittadini e in modo continuato. Il testo, approvato al Senato, inizia a dare qualche risposta ad essi, ma contestualmente, in alcune modifiche fatte al testo di iniziativa della Senatrice Vilma Moronese e contenuti, parzialmente, anche in altri ddl, individuano vecchi percorsi che vanificano le novità introdotte.

Cosa chiedono i 35 Comuni rappresentati dall’ANCIM?

Che le novità enunciate seguano un percorso ed una governance diversa, più moderna nella sua ingegneria istituzionale e più rapida nella sua attuazione.  L’Art. 114 della Costituzione ha equiordinato i livelli di Governo, centrale, regionale e locale per conseguire in modo efficace sviluppo ed occupazione.  Il testo del ddl S497 questo lo ha codificato consolidando un percorso già fatto nel 2000 sostenuto dal Ministero del Bilancio e dal Ministero dello Sviluppo Economico che avevano destinato alla sperimentazione 100 miliardi delle vecchie lire ciascuno (ora corrispondenti a 52 milioni di euro).

Come erano stati impegnati e spesi tali finanziamenti?

Proprio con il ruolo efficace e celere assegnato al “Comitato Istituzionale” che non aveva solo messo intorno allo stesso tavolo i Ministeri, le sette Regioni ed i Comuni, ma gli aveva attribuito un ruolo decisorio e non meramente consultivo.

Esso approvava il DUPIM (Documento Unico di Programmazione Isole Minori) ed il PIST (Programma Integrato Sviluppo Territoriale) frutto di elaborazione locale di asseveramento e codecisione Regionale.

Il Comitato, così composto, garantiva -ad ogni livello istituzionale- il proprio ruolo ed il contestuale suo esercizio in maniera più dinamica ed efficace.

Quindi nessuno scavalco, ma sinergia, integrazione e codecisione.

Il Comitato assumeva quanto fatto dal Territorio e lo “governava” monitorandolo nella sua attuazione e rimodulandolo, con il consenso di tutti.

Il Comitato costituiva atto di approvazione delle decisioni concordemente assunte.

Nel testo legislativo iniziale questo modello era stato previsto ed il documento di programmazione assumeva il ruolo di essere completato con gli interventi già finanziati a livello nazionale e regionale e ricadenti nelle isole.

Nella sperimentazione fatta nel 2000/2004 sono stati creati ben 1015 nuovi posti di lavoro -nell’economia privata- a valere sui fondi messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico. (vedi tabella elaborata dal Ministero).

Altri occupati sono stati creati con il fondo del Bilancio e Programmazione che, per decisione dei Comuni, vennero indirizzati in parte per progetti pubblici ed in parte sempre per progetti privati.

In questo modo, in quel periodo 2000/2004, venne attivato un rilancio economico ed occupazionale celere ed efficace.

Il DEF intende unire alle misure sul reddito di cittadinanza, sulla pace fiscale, sulle pensioni, ecc., anche altre misure sull’economia che permettano di raggiungere quell’obiettivo di rientro triennale del deficit in esso programmato.

I 35 Comuni dell’ANCIM vogliono contribuire, nel loro piccolo, a questo obiettivo ed è per questo che chiedono alla Camera dei Deputati di ripristinare il testo originale dell’Art. 3 del ddl S497come mezzo per conseguirlo.

L’ANCIM chiede di integrare i Ministeri, previsti nel Comitato, con la partecipazione del Ministero dello Sviluppo Economico, perché particolarmente importante stante gli obiettivi di sviluppo ed occupazione che il ddl prevede, con il Ministero dei Beni Culturali, come motore di uno sviluppo più duraturo e non stagionalizzato, i Ministeri della Salute e dell’Istruzione, come strategici per garantire i servizi essenziali.

L’ANCIM propone, inoltre, che i criteri di riparto siano approvati dal “Comitato” ed integrati con la previsione di una quota base uniforme per tutti i Comuni insulari marini, altrimenti i Comuni più piccoli avrebbero finanziamenti insignificanti e non adeguati ad elaborare un documento di programmazione.

Viene anche proposta la possibilità di destinare quote di finanziamenti, ad essi destinati, per favorire l’imprenditoria locale.

Già nel 2014 l’ANCIM, attraverso i Comuni ad essa associati, ha raccolto manifestazioni di interesse di imprenditoria locale che, oltre ad immediata occupazione, darebbero occupazione continuata e duratura prevedendo interventi volti a superare la stagionalità.

Ultima riflessione i Sindaci la fanno sulla sanità e la scuola.

Gli articoli sono stati assottigliati troppo e non dicono in modo esaustivo come garantire questi servizi uguali a tutti i cittadini.

Pertanto, l’ANCIM, richiede di ripristinare il testo originario del ddl S497 più esaustivo ed efficace.

Particolarmente significativo è anche l’articolo sulla Giustizia mirato a fare uscire dalla precarietà i Tribunali delle isole minori ed a prevedere percorsi di soluzioni alternative delle controversie.