RSM Napoli ospita “Radici”: un dialogo su impresa, territorio e futuro con Piero Mastroberardino

Napoli, 22 luglio 2026 — Presso la sede di RSM Napoli, i referenti dell’ufficio partenopeo Dott. Domenico Pepe e Dott. Vincenzo Esposito accolgono un evento speciale dedicato alle persone RSM: un incontro con il Cav. Lav. Prof. Piero Mastroberardino, protagonista di una storia d’impresa che affonda le radici nel territorio campano e si è espansa a livello mondiale.

L’evento si intitola “Radici   Storia di un’impresa familiare”, dal libro omonimo scritto da Mastroberardino e pubblicato da Solferino. Il volume racconta il percorso di una delle più celebri realtà vitivinicole italiane, esplorando temi come visione, resilienza, cultura del territorio e passaggio generazionale  elementi che risuonano profondamente con la missione di RSM di accompagnare le imprese nel loro percorso di crescita sostenibile.
In occasione dell’incontro, 100 copie del libro saranno distribuite ai dipendenti RSM presenti, seguite dalla firma delle copie da parte dell’autore.
Modererà l’evento il giornalista Sergio Luciano direttore di Economy. l’evento é riservato ai clienti e partner RSM

RSM: La rete globale che guarda al territorio

RSM è una delle principali reti mondiali di servizi professionali, presente in oltre 120 paesi con più di 57.000 professionisti. Il motto “The Power of Being Understood”  il potere di essere compresi   sintetizza l’approccio dell’organizzazione: ascoltare, comprendere le esigenze specifiche di ogni cliente e offrire soluzioni su misura nei settori Audit, Tax e Consulting.
In Italia, RSM Società di Revisione e Organizzazione Contabile S.p.A. opera con una rete capillare di uffici che coprono il territorio nazionale, garantendo ai clienti l’eccellenza di una struttura globale con la flessibilità e la conoscenza approfondita del contesto locale. Ogni ufficio RSM è un punto di riferimento per le imprese del territorio, un luogo dove la consulenza si fonde con la comprensione profonda delle dinamiche economiche, culturali e sociali della comunità in cui opera.
L’Ufficio di Napoli rappresenta uno dei pilastri strategici della presenza RSM nel Sud Italia. Guidato da due figure di assoluto rilievo professionale, l’ufficio incarna la capacità di coniugare competenza tecnica di livello internazionale con una radicata conoscenza del tessuto imprenditoriale campano.

Domenico Pepe, Partner RSM S.p.A   è un’eccellenza di Capri nel mondo della gestione d’impresa. Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, ha conseguito il Master in Accounting and Auditing presso l’Università Bocconi e vanta una specializzazione di rilievo nei Principi Contabili Internazionali (IAS/IFRS) e nella revisione di società finanziarie. Prima di entrare in RSM, è stato socio fondatore della Società di Revisione Quadrans. Oggi coordina team multidisciplinari in progetti di alto livello, accompagnando gruppi industriali e istituzioni in operazioni straordinarie, due diligence e piani di ristrutturazione.

Vincenzo Esposito, Partner RSM S.p.A., è Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti con pluriennale esperienza in consulenza societaria, amministrativa e fiscale. Esperto in corporate governance, sistemi di controllo interno e modelli di compliance (D.Lgs. 231/2001, ISO 37001), ha ricoperto incarichi di amministratore, sindaco e revisore legale in società di rilevanza nazionale. È professore a contratto in area economico-statistica e svolge attività di formazione su audit, risk management e sostenibilità.

 

Sorrento: Grande successo per la presentazione del volume di Fabrizio Guastafierro sulla Chiesa dell’Addolorata (FOTO GALLERY)

SORRENTO – Una grande partecipazione di pubblico e numerosi interventi di alto profilo culturale hanno decretato il grande successo della presentazione del volume “La Chiesa dell’Addolorata e la Congregazione dei Nobili a Sorrento – Storia, arte, fede e intelligenza artificiale a proposito di uno dei più belli edifici di culto del ’700”, l’ultima opera del giornalista e storico Fabrizio Guastafierro.

L’incontro si è svolto presso il Salone Capitolare della Chiesa dei Servi di Maria, alla presenza di studiosi, appassionati di storia locale, rappresentanti delle istituzioni, operatori culturali e numerosi cittadini desiderosi di approfondire la conoscenza di uno dei luoghi simbolo della storia religiosa e civile sorrentina.

L’evento, patrocinato dalla Fondazione Sorrento e sostenuto da diversi sponsor che hanno contribuito alla realizzazione della pubblicazione, è stato aperto dai saluti di Livio Esposito, Priore della Congregazione dei Servi di Maria, e di Gaetano Milano, amministratore delegato della Fondazione Sorrento. A moderare la serata è stato il giornalista Antonino Siniscalchi.

Sono quindi intervenuti Enzo Puglia, presidente del Centro “Bartolommeo Capasso”, don Luigi Di Prisco, protagonista del lungo percorso che ha portato al recupero e alla riapertura della chiesa dopo i danni causati dal terremoto del 1980, e Stefano Limpido, direttore dell’Archivio Diocesano Sorrentino-Stabiese. I relatori hanno evidenziato il valore storico, documentario e culturale dell’opera, sottolineando l’importanza di una ricerca che restituisce alla città una pagina fondamentale della propria memoria.

Il volume disponible da oggi,  accompagna il lettore alla scoperta della Chiesa dell’Addolorata, situata lungo l’antico decumano di via San Cesareo, uno degli edifici di culto più significativi e suggestivi del centro storico di Sorrento. Si tratta di un lavoro che colma una lacuna editoriale nella storiografia locale, offrendo una ricostruzione accurata delle vicende di una chiesa che nel corso dei secoli ha rischiato più volte di scomparire.

Particolarmente apprezzato è stato il metodo di lavoro adottato dall’autore. I testi sono infatti frutto di una rigorosa ricerca scientifica supportata da numerosi riferimenti bibliografici e archivistici. Nei casi in cui non sia stato possibile reperire documentazione certa, Guastafierro ha esplicitamente segnalato le proprie ricostruzioni come ipotesi, mantenendo un approccio improntato alla massima correttezza storiografica.

La pubblicazione racconta la storia della chiesa, nata come tempio della Santissima Vergine dei Sette Dolori e consacrata nel 1739. Edificata in una posizione strategica della città, un tempo baricentrica rispetto alle antiche porte urbane e quasi parallela al Duomo, essa rappresenta una delle più interessanti espressioni del barocco sorrentino. La facciata in piperno, i capitelli corinzi, l’impianto a croce greca e l’originale copertura ellittica ne fanno un esempio architettonico di grande pregio.

L’opera approfondisce inoltre le vicende della Congregazione dei Nobili, fondata dai patrizi dei sedili di Dominova e di Porta. Pur mantenendo una forte impronta aristocratica, la chiesa è sempre stata profondamente legata alla devozione popolare, in particolare attraverso il culto dell’Addolorata, rappresentata da una pregevole scultura lignea settecentesca custodita al suo interno.

Grande spazio viene dedicato anche al patrimonio artistico della chiesa, con particolare attenzione alle opere del pittore sorrentino Carlo Amalfi, autore delle tele della Santissima Trinità in Gloria e della Sacra Famiglia, nonché agli altari laterali in piperno, elemento distintivo rispetto ad altri edifici sacri della penisola sorrentina.

Non meno interessante è il racconto delle travagliate vicende storiche che interessarono la congregazione dopo l’Unità d’Italia. Con la caduta del Regno delle Due Sicilie, il sodalizio subì un progressivo declino e la chiesa venne chiusa nel 1867, trasformata prima in deposito e poi in bivacco militare. Dopo una riapertura nel 1939, nuovi gravi danni furono causati dal terremoto del 1980.

Proprio il percorso che ha portato alla rinascita dell’edificio è stato uno dei momenti più emozionanti della serata. Don Luigi Di Prisco ha ricordato il lungo impegno profuso insieme a cittadini, tecnici e volontari per salvare la chiesa dal degrado e restituirla alla comunità. Fondamentale fu il lavoro dell’architetto Guido Coluccio e del comitato civico che rese possibile il completamento del restauro culminato con la solenne riapertura del 14 settembre 2007.

Tra i punti di forza del volume figura il ricchissimo apparato iconografico composto da circa duecento immagini a colori. Particolare interesse hanno suscitato le fotografie di Michele Gargiulo, detto “Santo”, dedicate proprio alla riapertura della chiesa nel 2007, oltre alle ricostruzioni tridimensionali curate da Salvatore De Stefano.

Originale e innovativo è anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la realizzazione di alcune immagini dedicate a ipotesi di restauro e ricostruzioni storiche. In piena coerenza con l’impostazione scientifica dell’opera, ogni elaborazione generata mediante IA viene chiaramente identificata come tale, garantendo al lettore la massima trasparenza.

Il libro propone inoltre interessanti approfondimenti sui legami storici e spirituali tra la Chiesa dell’Addolorata e la vicina Chiesa dei Servi di Maria, unite dalla comune devozione mariana, dalla presenza di opere di Carlo Amalfi e dalla figura del cardinale Antonino Sersale.

L’appendice finale arricchisce ulteriormente il volume con contributi dedicati alle fontane dello Schizzariello, alle elaborazioni tridimensionali delle opere di Carlo Amalfi e alle antiche mappe di Sorrento reinterpretate come dipinti.

Al termine dell’incontro, il lungo applauso del pubblico ha confermato il successo di una pubblicazione destinata a diventare un punto di riferimento per quanti desiderano approfondire la storia religiosa, artistica e sociale di Sorrento. Un’opera che coniuga ricerca storica, innovazione tecnologica e amore per il territorio, restituendo alla memoria collettiva uno dei capitoli più affascinanti del patrimonio cittadino.

 

Auguri ad Antonio Incarnato, neo dottore in Giurisprudenza tra eccellenza familiare e impegno accademico

 

Napoli – È stata una giornata di grande emozione e orgoglio quella vissuta il 27 marzo 2026 nell’aula Pessina dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove Antonio Incarnato ha conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza con un voto altissimo. Il giovane dottore ha discusso con successo la tesi “Fine vita nel diritto penale: profili normativi e giurisprudenziali”, sotto la guida del Ch.mo Prof. Giuseppe Amarelli, davanti alla I Commissione presieduta dal Prof. Picardi e composta dai Ch.mi Proff. Miola, Amarelli, Brizzi, Alberico, con i Ch.mi Proff. Doria e Mariconda come membri segretario.

La discussione, seguita con grande attenzione da familiari e amici, ha messo in evidenza non solo l’eccellenza accademica del dott. Antonio, ma anche la sua sensibilità e la capacità di affrontare temi delicati e complessi con rigore e profondità. La tesi, di grande rilevanza scientifica e umana, ha suscitato apprezzamenti da parte di tutta la commissione.

Antonio Incarnato è figlio dell’avvocato Anna Molino dell’omonimo studio legale cugina del nostro editore, e del dottore  commercialista Bruno Incarnato dello Studio Incarnato, entrambi figure di  grande spicco nel panorama professionale italiano.

A testimoniare il grande legame  e con un gesto particolarmente emozionante, Antonio ha dedicato la laurea alla madre: “A mia madre, che ci ha creduto prima che lo facessi io”.

Il successo del dotto. Antonio Incarnato rappresenta un momento prezioso di continuità non solo per il giovane dottore, ma per tutte le famiglie Incarnato e Molino, unite da affetti, valori e una tradizione di impegno, professionalità e passione per il diritto.

Gli auguri più sinceri accompagnano Antonio e le loro famiglie per un futuro che promette altrettanta eccellenza e soddisfazioni da parte di tutta la redazione di Caprinotizie e dell’agenzia Promediacom diretta dal  nostro Louis Molino

Sanità e risarcimenti, Avvocato Davide Cornalba: “quadro normativo in evoluzione

 

Nel panorama della responsabilità sanitaria, gli interventi normativi e giurisprudenziali intervenuti tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 hanno contribuito a ridefinire in modo significativo l’assetto del sistema. Le novità riguardano sia il piano organizzativo delle strutture sanitarie sia quello processuale, con riflessi diretti sulla gestione del contenzioso e sull’accertamento della responsabilità. Il quadro che emerge è caratterizzato da una maggiore integrazione tra prevenzione del rischio, coperture assicurative e rigore probatorio.

Dal 16 marzo 2026 è divenuto pienamente operativo l’obbligo per le strutture sanitarie e sociosanitarie di adeguarsi ai modelli di gestione del rischio clinico previsti dalla Legge Gelli-Bianco. Con la fine del regime transitorio, tutte le strutture sono tenute a implementare strumenti organizzativi idonei a monitorare e valutare i sinistri. Tra questi assume rilievo il Comitato Valutazione Sinistri, chiamato a esaminare le richieste risarcitorie attraverso un’analisi congiunta degli aspetti clinici, medico-legali e giuridici. A ciò si aggiunge l’obbligo di predisporre una relazione annuale sulla gestione del rischio sanitario, documento volto a verificare l’efficacia delle misure adottate e a individuare eventuali criticità nei processi interni.

Coperture assicurative e coordinamento dei procedimenti

Sul versante processuale, la sentenza n. 170 del 25 novembre 2025 della Corte costituzionale ha inciso in modo rilevante sul rapporto tra processo penale e responsabilità civile. Avvocato Davide Cornalba: “la dichiarazione di illegittimità dell’art. 83 del Codice di procedura penale consente ora al medico imputato di citare la compagnia assicurativa quale responsabile civile anche nel giudizio penale.” In precedenza, tale possibilità era preclusa, con la conseguenza che il sanitario doveva eventualmente agire in un momento successivo nei confronti dell’assicuratore.

La decisione si inserisce in un sistema che attribuisce alle coperture assicurative un ruolo centrale, in coerenza con quanto previsto dalla Legge Gelli-Bianco. L’obbligo assicurativo per le strutture e la possibilità per il paziente di agire direttamente contro l’assicuratore delineano un modello nel quale la gestione del rischio economico connesso al contenzioso assume una dimensione strutturata. La possibilità di coinvolgere l’assicuratore nel processo penale consente una trattazione unitaria delle posizioni giuridiche, con effetti sul coordinamento dei procedimenti.

Nel medesimo contesto si colloca l’intervento normativo sul versante penale, che introduce una limitazione della punibilità ai casi di colpa grave, qualora il sanitario abbia rispettato linee guida o buone pratiche cliniche adeguate. La disciplina mantiene distinta la responsabilità civile, che resta operativa in presenza di un danno accertato, e quella disciplinare. Il sistema si articola quindi su livelli differenziati, ciascuno con proprie regole e finalità.

Avvocato Davide Cornalba: “il ruolo del nesso causale nella responsabilità civile”

Sul piano civilistico, la giurisprudenza di legittimità ha ribadito l’importanza del nesso causale quale elemento essenziale della responsabilità. Con l’ordinanza n. 34073 del 24 dicembre 2025, la Corte di Cassazione ha confermato che, nei giudizi di responsabilità medica, spetta al danneggiato dimostrare che la condotta del sanitario sia stata causa del danno secondo il criterio del “più probabile che non”. In assenza di tale dimostrazione, la domanda risarcitoria non può essere accolta.

La pronunciacommenta l’Avv. Davide Cornalba – chiarisce che l’accertamento di una condotta imperita non è sufficiente, in mancanza di un collegamento causale tra la condotta e l’evento dannoso. Il principio trova applicazione anche nelle ipotesi di perdita di chance, quando non emerga una concreta probabilità di un esito diverso.” Tra Milano e Lodi, Cornalba segue casi complessi legati al risarcimento danni e alla responsabilità sanitaria. “Le risultanze delle consulenze tecniche – concludono – assumono un ruolo determinante nella ricostruzione del rapporto causale e nella valutazione complessiva della domanda.”

L’evoluzione del quadro normativo e giurisprudenziale evidenzia una crescente attenzione al coordinamento tra organizzazione sanitaria, gestione del rischio e accertamento della responsabilità. Le regole attuali delineano un sistema nel quale la prevenzione degli eventi avversi, la presenza di adeguate coperture assicurative e la precisione dell’istruttoria rappresentano elementi centrali nella gestione delle controversie in ambito sanitario.

La Farmacia: Un Luogo di Cura e Innovazione

La farmacia è molto più di un semplice negozio; è un fondamentale punto di riferimento all’interno della comunità, una piccola ancora di salvezza nel quartiere. È il luogo dove i clienti possono acquistare farmaci essenziali e chiedere consigli professionali sui medicinali più adatti alle proprie esigenze.

Guardando oltre la prospettiva del cliente, la farmacia si configura come un’azienda in formato mini, con i suoi pregi e difetti. Sottostà a turbolenze e interessi che la spingono a costanti rinnovamenti, specialmente per soddisfare le richieste del mercato attuale.

La farmacia, derivante dal termine greco “φάρμακον” (medicamento), rappresenta sia la scienza (basata su principi teorici) che la tecnica (con procedimenti pratici) della preparazione e distribuzione dei prodotti farmaceutici. Il simbolo iconico della farmacia è il caduceo.

La “preparazione” di un farmaco, a carico del farmacista, implica l’interpretazione accurata delle prescrizioni mediche, competenze scientifiche approfondite in ambito chimico, fisico, biologico e tecnico, nonché una padronanza delle norme stabilite nelle farmacopee ufficiali.

La “distribuzione” si riferisce principalmente all’erogazione dei medicinali e include aspetti tecnici come il consiglio sulla posologia, sugli effetti collaterali e sull’alimentazione. Inoltre, implica una vasta conoscenza delle caratteristiche dei prodotti e la capacità di fornire consigli sull’uso corretto, garantendo la tranquillità dei pazienti di fronte ai farmaci e alle malattie.

Nonostante il significato originario, nel corso del tempo il termine “farmacia” ha assunto altre connotazioni. Ad esempio, con riferimento alla “preparazione”, può indicare anche il corso di laurea in cui viene studiata questa disciplina scientifica. La farmacia, quindi, non è solo un luogo fisico, ma anche una professione che richiede competenze multidisciplinari e un impegno costante nell’assicurare la salute e il benessere della comunità.

 

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