15 Libri da Leggere assolutamente per Febbraio

Anche quest’anno  è arrivato Febbraio ed é il momento giusto per regalare o regalarsi dei meravigliosi  Libri,  abbiamo selezionato una raccolta di titoli ( non é una classifica) dove prendere spunto, quello che possiamo assicurare che la nostra selezione é basata sulla qualità dei contenuti, di sicuro non farete una brutta figura!

15 Libri da leggere assolutamente!  per Febbraio

 

Un’ Altra Capri, Storie Vere, Miti ed Intrighi Isolani – Luciano Garofano

Libro da leggere ottobre 2019Il libro da regalare assolutamente per Febbraio é Un’ Altra Capri il volume scritto dal giornalista e scrittore Luciano Garofano edizioni Promediacom che propone un viaggio affascinante nei Miti, Intrighi e storie dell’ isola di Capri, una via di mezzo tra un libro storico ed un romanzo che raccoglie decine di storie con immagini inedite di una Capri che sta scomparendo.

Libro in vendita:  Un’ Altra Capri

Sfiora. Capri a occhi chiusi – Amedeo Bagnasco  

Libro da leggere a Febbraio  é Sfiora – Capri ad occhi chiusi dello scrittore Amedeo Bagnasco.  Capri è un’isola impastata di luce. Una luce azzurra, che, come una madre, continua a rincorrere ogni suo figlio. Robert, fotografo americano divenuto cieco, scopre di avere un profondo legame con l’isola, in un viaggio ricco di colpi di scena e sensazioni. Il testo sostiene con la sua vendita l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS – APS, donandole parte dei ricavati.

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Capri e la sua diocesi. Storia cronache e curiosità 987-1818 di Vincenzo Simeoli e Maria Simeoli

“Don Vincenzo Simeoli e la dott.ssa Maria Simeoli con la loro opera colmano un vuoto nella storiografia caprese. Nel loro testo, infatti, oltre a documentare cronologicamente l’avvicendarsi dei vescovi nella Diocesi di Capri, documentano – indirettamente – le abitudini e i comportamenti della popolazione locale nel corso dei secoli, ancor prima che i viaggiatori scrittori cominciassero a farlo.

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L’aria blu. Lettere da Capri mai scritte, mai spedite di Giuseppe Aprea

Queste “lettere” nascono da un lungo ed attento ascolto di voci e parole che arrivano dal passato: queste parole e queste voci appartengono a persone semplici o a scrittori ed artisti più o meno famosi che scelsero di vivere, per pochi giorni o per un’intera vita, sull’isola di Capri.

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Peppino di Capri. Cinquant’anni 1958-2008. di Vincenzo Faiella e Sergio Vellino

Peppino di Capri e i suoi cinquant’anni di carriera racchiusi nelle pagine di un elegante libro di grande formato. Una lunga intervista e oltre 1100 immagini, suddivise tra copertine di dischi, spartiti e testi delle canzoni più famose, articoli e copertine di giornali, curiosità e centinaia di scatti che hanno fermato momenti della vita privata e artistica di uno dei maggiori interpreti della canzone italiana. Il volume è accompagnato da un CD esclusivo con 12 brani ispirati all’isola di Capri.

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Capri. Il monte San Michele e la chiesa de La Croce di Giovanni Barbato

”Una collina che domina l’isola più nota al mondo, custodisce opere meravigliose realizzate e frequentate da personaggi straordinari: dagli imperatori romani, Augusto e Tiberio, a Giovanna I d’Angiò, Regina di Napoli, da Sir Hudson Lowe, nella dominazione britannica, al generale Jean Maximilen Lamarque, in quella francese, fino alla creazione del più grande parco naturalistico di Capri, il sogno di Lady Blanche Gordon-Lennox che diventa realtà, il monte San Michele”

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Diefenbach e Capri di Antonia Tafuri  e Roberta De Martino

Un libro da regalare a Natale é ” Diefenbach e Capri” volume con l’introduzione di Fabrizio Vona. conn 78 illustrazioni per lo più a colori che riproducono le opere conservate nella Certosa di S. Giacomo a Capri.

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CAPRI amore mio Wimmelbook di di Stefanie Sonnentag e le illustrazioni di Andreas Ganther 

Un libro da acquistare a Febbraio  Da 2 a 99 anni: Fai un tuffo nella storia dell’isola che ha più di 2000 anni: chi è stato qui prima di te? In questo libro interattivo troverai anche tutti i luoghi da visitare a Capri – e con il qr code sul libro si accede al sito che mostra ulteriori notizie e curiosità sull’isola e i suoi personaggi. Una vera figata!

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Capri 1950. Vita dolce vita. Personaggi, scandali e imprese sull’isola negli anni Cinquanta di Marcella Leone De Andreis

Gli anni Cinquanta sono stati per Capri l’età dell’oro. Si può ben dire che quel periodo di vitalità, joie de vivre e amore per gli eccessi, che in Italia prenderà il nome di “dolce vita” e che connoterà un’epoca indimenticabile della storia del nostro paese, sia nato nella piccola isola molto prima, addirittura negli anni a ridosso della fine della Seconda Guerra Mondiale. Il conflitto era appena finito, il mondo si leccava ancora le ferite e mezza Italia era ridotta in macerie, e già le prime avanguardie di gaudenti affollavano Capri smaniose di dimenticare gli orrori della guerra e desiderose di stordirsi con il divertimento, senza dar peso alle differenze d’età, di sesso, di denaro e di pensiero politico.

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Capri, frammenti di uno stile di R. Esposito  A. Veneruso

Tentiamo di ricostruire attraverso frammenti – immagini fotografiche di personaggi più o meno famosi uniti dalla comune frequentazione o esistenza insulare – un disegno andato perduto, disperso, obliato. Frammenti, appunto, come tessere di un puzzle scomposto: si prova ad unire parti diseguali cercando raccordi, legami, assonanze; si procede per tentativi e sbagli. Non è dato per ora conoscere il risultato, possiamo però esser sicuri che la composizione finale, se ricomposta, potrà trasmetterci un perduto equilibrio e, soprattutto, regalarci una chiave per interpretare un carattere peculiare dell’Isola: un carattere, una cifra nascosta, che vogliamo chiamare, per convenzione e azzardo, “Stile Capri”.

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Capri in cartolina. I luoghi, i volti e il paesaggio pittoresco nelle antiche immagini dell’isola azzurra di Mariano della Corte

Il volume è un percorso armonioso che accompagna la storia e la bellezza dell’isola delle sirene. In esso sono riprodotte finemente oltre 500 cartoline dell’ultimo secolo – dalla fine dell’800 agli anni ’50/’60 – come un film della memoria, a testimonianza di un passato da riscoprire e di un patrimonio da custodire e valorizzare.

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Dorina nel Mare Incantato di Capri: Dorina in the enchanted sea of Capri di Costanza Cerrotta

Quel tuffo nel blu che farà sognare. Per i piccoli lettori una storia avvincente e scorrevole con personaggi magici e uno scenario da favola: l’incantevole mare dell’Isola blu!

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Capri in consolle di Davide Tizzano

 

Un viaggio sonoro che attraversa parte della vita notturna caprese! Un piccolo assaggio di movida e folclore.

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RAPSODIE D’AUTUNNO Poesie di Annalena Cimino

Nella raccolta poetica “Rapsodie d’autunno”, la poetessa caprese Annalena Cimino continua a elargire gocce di emozione in versi. Le parole che si susseguono nelle sue poesie diventano una lente attraverso cui vedere fuori e dentro di sé con occhi diversi. La magia evocata dai suoi versi, riesce a far cadere le barriere dello spazio, a far sentire come fossimo su una scogliera, il profumo del sale, lo schiaffo del mare d’inverno e la morsa dell’acqua gelida e potente; a farci perdere nell’ emozione più viva per poi ritrovarci.

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I NOMI DI CAPRI – Origine e storia di strade, corti e dintorni di Salvatore Borà

Con nuovi contributi sull’origine dei nomi di Capri e Anacapri, un capitolo dedicato alla storia della cartografia dell’Isola con una serie di documenti grafici non marginali ed utili a comprendere meglio l’evoluzione, nel corso degli ultimi secoli, di alcuni toponimi, non solo interni ma anche costieri e marittimi.

In vendita online: La Conchiglia

 

Capri. Light in black & white di Giancarmine Arena 

64 PHOTOS of CAPRI printed on high-quality paper, luxurious and authentic for the best contrast and finest nuances for impressive pictures. Giancarmine Arena captures the essence of Capri focusing his lens on the grandeur of the natural context in the absence of human proximity. Like many writers, artists, musicians and poets, he has roamed this fascinating island drawing inspiration from the gardens of elegant villas, silent narrow streets and houses that seem like ships finding refuge on rocky headlands to escape the stormy sea.

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Il pulcino dal ciuffo viola di Mara Weigand Silke

Un fragile pulcino, un cuore da riempire e un viaggio, sulle tracce di un disegno ancora tutto da decifrare. Pochi gli elementi sui quali pian piano germoglia una favola, come il miracolo di un fiore che lento nasce sul ramo; una favola che nulla inventa ma che contempla la grandezza del Creato e fa del Mondo un luogo di meraviglia e stupore, da riscoprire con gli occhi di un bambino… anzi, di una creatura ancora più piccola: un buffo e tenero pulcino bianco con un ciuffetto viola in testa. Un racconto delicato, apparentemente semplice ma chiaramente ispirato da sentimenti ed emozioni autentiche, sincere, quelle di cui troppo spesso noi adulti fatichiamo a riappropriarci. ù

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Cani in ufficio? Meno stress, più collaborazione e più produttività

Portare il cane in ufficio è un’abitudine che si sta diffondendo anche in Italia e che può dare molti benefici. Per questo motivo molte grosse aziende si sono già attrezzate e hanno permesso questa pratica, aggiornando i loro regolamenti interni. Google, Amazon, Nintendo, Mars Italia, ad esempio sono solo alcune delle aziende più note come ‘dog friendly‘.

Ma come mai sta avvenendo questo?

Portare il cane in ufficio può portare molti benefici, sia al padrone che alle persone con cui condivide lo spazio. Un cane che gira per l’ufficio porta allegria e può contribuire così a migliorare la collaborazione tra le persone, alzando il morale e riducendo lo stress di tutti.

Secondo un recente sondaggio realizzato da IPSOS, nell’azienda Purina, circa il 55% dei lavoratori intervistati afferma di sentirsi meno stressato se a lavoro c’è un animale.

Questo si ripercuote in modo molto positivo sulla produttività e sul benessere generale. La condizione è che, ovviamente, il cane deve essere ben educato: non deve produrre rumore e nè sporcare in giro, ma si deve comportare esattamente come un collega discreto.

Ma quali sono i requisiti per portare il proprio pet friend anche a lavoro?

Per portare il cane in ufficio occorre sicuramente essere in regola con le visite veterinarie e la registrazione all’anagrafe canina. Inoltre ogni azienda o ogni spazio di coworking potrebbe specificare delle regole proprie.

Ad esempio, per portare il cane negli uffici Purina (la nota azienda del Pet Food) bisogna essere in possesso del patentino di ‘Buon Conduttore Cinofilo’ e di una polizza assicurativa adatta.

Al momento in Italia non esiste un quadro normativo preciso, e la scelta e la regolamentazione è lasciata al singolo ufficio. Sono le stesse aziende e gli spazi di coworking infatti che, per rispondere alle richieste degli utenti, permettono a dipendenti e coworker di portare gli animali in ufficio ma con precise regole.

Molti uffici tradizionali, come anche i coworking più avveduti si stanno attrezzando per ospitare gli amici a quattro zampe di chi lavora lì e condivide lo spazio, valutando gli accessi di volta in volta.

“Al momento non c’è una regolamentazione specifica al riguardo ma noi li accettiamo ben volentieri, valutando caso per caso le esigenze dei singoli e di tutti gli usufruitori degli spazi comuni”, dice Delia Caraci, responsabile del Loft Coworking di Milano (www.loft-coworking.it).

”Siamo orgogliosi di essere tra i primi spazi di coworking in Italia a valutare questa opzione, a patto di rispettare tutti coloro che vi lavorano. Anche perché il benessere sul luogo di lavoro si ottiene dalla condivisione e non dalla imposizione” conclude Delia Caraci.

Una presenza piacevole quindi, ma che deve essere valutata dai responsabili degli spazi affinché venga condivisa da tutti, per non ottenere l’effetto contrario.

 

 

Milano Moda Uomo: A Pitti Immagine l’esclusiva collezione “Miele” de “La drogheria”

Gennaio è il mese dedicato alla moda uomo e molte case moda presentano al  pubblico le novità delle stagioni a venire.  In occasione del Pitti Immagine Uomo e Milano moda è stata presentata la prima ed esclusiva linea di gioielli “Miele” pensata e creata appositamente per l’universo maschile, a cura della “La Drogheria – artigiano del gioiello”.

Anche in questo nuovo racconto nelle creazioni si ritrova tutto il Dna del brand: linee pulite, essenziali, che in questa collezione trovano ispirazione dalle forme di un alveare.

Cubi che danno vita, in modo magistrale, ad anelli e ciondoli; un rettangolo plasmato interamente a mano, con fessure precise e perfette, è l’ingrediente principale che compone il bracciale.

Sagome che abbracciamo e sposano il gusto attento e minimale dell’uomo contemporaneo, affasciato dalla qualità e che ricerca, per il suo accessorio, la grande maestria dell’artigianalità del Made in Italy.

Il laboratorio è ancora una volta luogo di incontro, fucina di idee e che nella filosofia del brand anche nella linea “Miele” il mondo dei gioielli convive con quello delle avanguardie della gastronomia contemporanea, per una innovazione creativa riconoscibile e unica.

Accessori che completano un look e che sono metafora di personalità e stile, perfetti sia per l’uomo che predilige il casual, sia per chi ama l’eleganza.

I due punti vendita si trovano a Milano in Viale Piave 7 ed a Roma in Via Poggio Ameno 41, ed è possibile visionare e ordinare questa nuova esclusiva linea, oltre che le altre collezioni.

( Comunicato stampa)

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Milano Moda Uomo: la moda ready to wear di Roberto Botticelli FW 20/21

Roberto Botticelli in occasione di Milano Moda Uomo ha presentato, nello show-room di Milano , la nuova collezione Fall-Winter 2020 dedicata all’uomo.

La maison marchigiana ha presentato il suo “Essentially Man”, un uomo estremamente attento al suo stile dove tutto stà nei dettagli sempre meno casuali, sempre piu ricercati. Un uomo che si adatta con estrema naturalezza ad una nuova contemporaneità mescolando al suo stile alcuni dèja- vù degli anni duemila.

L’impegno della maison marchigiana per una produzione sostenibile nel rispetto dell’ambiente, non si ferma solo alla ricerca e allo sviluppo dei modelli allineati ai trend del momento, ma decide di dedicare alle collezioni una dimensione più essenziale e “green” ponendo sincera attenzione anche nella scelta dei materiali e dei loro trattamenti. La qualità non si predilige e diventa l’unica alternativa possibile.

Per la linea sportiva la parola chiave è confort, leggerezza e qualità, senza rinunciare all’eleganza che caratterizza tutta la collezione di Roberto Botticelli. Tutti i modelli sono realizzati in vitello, nappa e camoscio naturale spesso mixati tra loro con le nuove stampe cocco e pitone in 3D abolendo definitivamente l’utilizzo dei rettili.

Si gioca con una palette di colori forti e decisi, spaziando dai colori caldi come il rosso proposto di due tonalità a tonalità più pacate che ricordano i caldi colori della terra marchigiana.

Due sono le novità che caratterizzano questa collezione: i fondi e la nuova “Linea Randa”.

I fondi sono leggeri con lavorazioni tecniche, impermeabili ed antiscivolo, che ne permettono l’utilizzo senza sosta.
Si presentano in varie tonalità giocando sui toni dell’animalier, zebrati e camouflage rappresentandone il nuovo streetwear sempre più ricercato, divertente ed insolito.

La “Linea Randa” è la novità del prossimo inverno.

Il suo stile è essenziale. Si mixano materiali tecnici a Pvc e pelle rappresentati in chiave “utility”.
I dettagli e gli accessori diventano un must-have importante; placche con logo in ottone brunito montate sulla destra della suola, passanti bruniti e tomaie colorate si coniugano ad un mix & match di materiali scelti con cura.

La nuova linea Randa rappresenta il ritorno agli anni duemila, quando il dettaglio “forte” era il must-have del momento.
I modelli di punta per la prossima stagione si alternano dunque dallo scarponcino da scalatore con lacci e fondi a contrasto caldo ed imbottito all’intramontabile sneaker idrorepellente e termica con dettagli in nylon lavorati a rete o cuciture a contrasto.

Siamo pronti dunque ad affrontare una nuova stagione insieme a Roberto Botticelli.

(Comunicato stampa)

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Siti Unesco, Campania in testa a classifica mondiale per numero. Marco Eramo: ”Alta Irpinia ha ottenuto decimo riconoscimento, grande motivo di orgoglio”

L’Italia è al top nella classifica delle Nazioni mondiali con più siti Unesco e la regione Campania detiene il record di riconoscimenti. L’11 dicembre scorso, il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, riunitosi in Colombia a Bogotà, ha approvato all’unanimità l’iscrizione della pratica della transumanza dell’Alta Irpinia nella lista dei Patrimoni Culturali dell’Umanità dell’Unesco.

La transumanza diviene il 10° riconoscimento culturale per importanza e porta così la Campania a detenere il record tra le regioni italiane dei siti e degli elementi iscritti nelle liste dei Patrimoni culturali materiali ed immateriali dell’Unesco. Si tratta di un’antica pratica pastorizia che consiste nella migrazione stagionale del bestiame lungo le rotte migratorie nel Mediterraneo e nelle Alpi. Tale tradizione affonda le sue radici nella preistoria e si sviluppa in Italia anche tramite le vie erbose dei “tratturi” che testimoniano, oggi come ieri, un rapporto equilibrato tra uomo e natura.

“Il primo riconoscimento Unesco della Campania è avvenuto nel 1995 quando il centro storico di Napoli è stato ritenuto il più grande d’Europa, con 17kmq, ovvero il 14,5% dell’intera superficie urbana – spiega il docente di scienze umane e filosofo, Marco Eramo -. ‘Spaccanapoli’ divide nettamente la città in due parti ed il centro storico di Napoli sorgeva da piazza S. Domenico Maggiore e proseguiva fino a via Duomo. In epoca romana, il tratto di collegamento si ‘allungò’ ed ha iniziato cosi ad inglobare anche piazza del Gesù nuovo. Obelischi, chiese, chiostri, decumani sono l’espressione più affascinante della Napoli antica-rinascimentale racchiusa in 27 secoli di storia.

Sull’antico Isolotto di Megaride, invece, sorge imponente il Castel dell’Ovo, un’altro sito di interesse storico – racconta -. Una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all’uovo che Virgilio avrebbe nascosto all’interno di una gabbia nei sotterranei del Castello. Da quel momento il destino del Castello è stato legato a questa storia. Da Neapolis la storia ci porta, sulle orme dei greci, ad apprezzare e ad ammirare Paestum, con il suo grande parco archeologico che richiama turisti da tutto il mondo. Al suo interno è custodito uno dei templi più conservati di tutta la Magna Grecia, ovvero il tempio di Nettuno che con le sue imponenti colonne sembra sfidare il tempo.

Dai greci ai romani è, poi, il Vesuvio a prendere la scena quando, nel 79 d.C., in una delle sue possenti eruzioni, cristallizzò per sempre la vita quotidiana degli antichi romani. La grande città commerciale di Pompei, le domus ed il foro, uno degli anfiteatri più antichi al mondo che riusciva a contenere fino a 20.000 persone, sono i punti di maggior interesse turistico degli attuali scavi. I resti della città di Ercolano, che secondo la leggenda, fu fondata da Ercole, gli affreschi di Torre Annunziata, e la villa di Poppea, seconda moglie di Nerone, costituiscono i resti materiali immortali dell’antica civiltà romana. Greci, etruschi, romani: uomini e civiltà che hanno reso grande la Campania prima dei Longobardi. E fu proprio un longobardo, il duca Arechi II, a fondare nel 760 la Chiesa di S. Sofia a Benevento, ritenuta anch’essa patrimonio mondiale dell’umanità. L’estrema propagine meridionale del popolo venuto dal nord che, in ottemperanza a quanto stabilito con il ducato di Spoleto, istituì quella che poi fu chiamata la ‘langobardia minor’. Ovunque ci voltiamo – afferma con orgoglio Eramo -, in Campania troviamo tracce di sanniti, greci, romani, longobardi e normanni che, nel loro passaggio, hanno lasciato all’umanità dei capolavori artistici che sfidano i tempi”.

Campania che è stata volto del Regno di Napoli, che poi divenne Regno delle due Sicilie: “I loro governanti reso al mondo opere che potrebbero essere incluse tra le 7 meraviglie del mondo. Che dire a tal proposito sul ponte della Valle di Maddaloni? E’ un’opera di ingegneria idraulica spettacolare realizzata per alimentare i giardini della Reggia Borbonica di Caserta, considerata come la Versailles d’Italia. Un’opera capolavoro di Luigi Vanvitelli, voluta da Carlo di Borbone, che è la più grande residenza reale al mondo per volume: 1200 stanze, 1742 finestre ed ha un’area verde con giardini e fontane che comprendono 123 ettari di terreno. Ma la Campania è molto altro ancora: è una realtà industriale fondata sui principi di eguaglianza sociale ed economica. Fu questo il grande sogno di Ferdinando IV ed è ciò che notiamo nel real sito di San Leucio, meglio conosciuto come il borgo della seta. Regnanti, illuminati, mecenati, signori ed amanti dell’arte hanno reso la Campania un museo a cielo aperto.Impossibile non menzionare Tommaso II Sanseverino, comunemente noto per essere stato il fondatore della certosa di San Lorenzo a Padula, la più grande con i suoi 52.000mq ed un chiostro composto da 84 pilastri circondati dalle celle di clausura dei monaci. All’interno dell’edificio, uno scalone Vanvitelliano e risulta a tutt’oggi uno dei siti più visitati d’Italia. Sono fiero di essere italiano – conclude -, ma ancor più orgoglioso di essere nato campano”.

(fonte: comunicato stampa)