Chiusura e orari Villa Jovis: Iniziativa e proposta del Comune di capri

villa jovis capri video

In una nota inviata alla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, on. Dario Franceschini, e all’Assessorato al Turismo della Regione Campania, l’Amministrazione Comunale di Capri ha evidenziato la situazione di grave difficoltà circa l’accesso agli scavi di Villa Jovis da parte degli ospiti di Capri.
In particolare il comune isolano ha sollecitato l’accoglimento della propria proposta di affiancare, laddove necessario, una propria unità funzionale equivalente al personale della Soprintendenza per garantire un ampliamento dell’orario di apertura del sito, oggi ritenuto assolutamente insufficiente.

Appare, infatti, insostenibile che la mancata definizione della proposta comunale possa essere giustificata solo con lo slittamento della competenza sulla decisione all’istituendo Polo Museale della Campania, di cui non si conoscono i tempi e i termini di attuazione, a fronte dell’assoluta esigenza di definire una soluzione sin dall’imminente apertura del 1 marzo prossimo.

La prospettiva di ulteriori, possibili condizioni di disservizi, già lamentati in passato, non può essere più sopportata, in quanto dannosa non solo all’offerta turistico-culturale dell’isola, ma anche all’immagine sia dell’amministrazione ministeriale che dell’ente locale.
E’ ben nota a tutti, infatti, l’importanza che rivestono gli scavi di Villa Jovis per gli ospiti dell’isola e, quindi, per il turismo della Regione: gli scavi, nonostante il calo registrato da quando è stato ridotto l’orario di apertura, conta ancora oggi decine di migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo, rappresentando uno di principali poli attrattori del turismo isolano.

Paradossale, nell’impossibilità da parte della Soprintendenza di poter garantire l’indispensabile personale oltre turni minimi insufficienti, che il sito non sia accessibile oltre le ore 13.00 (in piena stagione turistica!) suscitando le continue proteste degli operatori turistici locali nonché le dure critiche, peraltro giustificate, dei media sia nazionali che internazionali.

A fronte di ciò l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la stessa Soprintendenza e il Comune di Anacapri, ha garantito un’estensione del periodo e degli orari di espletamento del servizio di biglietteria per i prossimi anni, sicura che si fosse trovata da subito la soluzione per la guardiania circa gli orari.

Secondo la proposta avanzata, in sostanza, l’Amministrazione Comunale chiede di verificare quale debba essere la disponibilità minima del personale di custodia sufficiente a garantire l’apertura continuativa del sito almeno fino alle 18.30 nei mesi di alta stagione, da maggio a settembre, e almeno fino alle 16.00 negli altri mesi dell’anno.

A tal fine l’Amministrazione Comunale di Capri ha richiesto alla Soprintendenza un urgente incontro, anche presso il Ministero, per un serio e definitivo confronto sull’argomento per trovare, nell’ambito delle rispettive competenze, un’adeguata soluzione alla questione.
In conclusione, il Sindaco, Giovanni De Martino, unitamente al Consigliere Delegato al Turismo, Antonino Esposito, hanno ribadito, ancora una volta, l’urgenza della richiesta e dell’incontro, confermando di ritenere il Comune di Capri esonerato da qualsiasi responsabilità circa la malaugurata ipotesi che, dalla prossima stagione turistica, uno dei maggiori patrimoni del territorio resti ancora inaccessibile per le migliaia di visitatori che sbarcano sull’isola.
(fonte: comunicato stampa)

San Valentino: A Capri l’Hotel più romantico d’Italia e il terzo in Europa

hotel la minerva Capri
L’hotel La Minerva di Capri è stato incoronato hotel più romantico d’Italia nella classifica dei Travelers’ Choice Hotel Awards di Tripadvisor. La struttura ha conquistato inoltre  anche la terza posizione a livello europeo e la nona a livello mondiale. Al secondo e al terzo posto due hotel veneziani: Corte Di Gabriela e Hotel Moresco. The Place Luxury Boutique Villas a Ko Tao in Thailandia è il più romantico al mondo, in cima alla classifica europea The Old Rectory Hotel a Martinhoe nel Regno Unito.

Capodanno a Capri: 10 regole per difendere cani e gatti dal terrore dei botti

cani capodanno
I festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno sono spesso un incubo per gli animali: il rumore di petardi e fuochi d’artificio, spesso fatti scoppiare anche nei giorni immediatamente precedenti il Capodanno, terrorizzano cani e gatti che possono essere colpiti da veri e propri attacchi di panico. Lo ricorda Oipa Italia Onlus, l’Organizzazione internazionale protezione animali affiliata al Dipartimento della Pubblica informazione dell’Onu.

E’ importante ricordare infatti – evidenzia l’Oipa – che gli animali hanno una diversa percezione dei rumori. Nei cani, ad esempio, il senso dell’udito è notevolmente superiore a quello umano. Oltre a sentire vibrazioni comprese tra 20 mila e 40 mila Hz (l’uomo non sente quelle che superano i 20 mila), sentono a un volume doppio del nostro. Inoltre, una componente dei fuochi per noi marginale, quella olfattiva, è particolarmente rilevante per i cani che sono in grado di sentire odori a una concentrazione un milione di volte inferiore a quella percepita dall’uomo e a una distanza per noi inimmaginabile.

E’ quindi facile intuire quale sia lo stato di ansia e terrore che anticipa e accompagna lo scoppio simultaneo di migliaia di petardi, mortaretti e fuochi artificiali. I fuochi d’artificio rientrano tra gli stimoli che provocano sensibilizzazione, ovvero un progressivo aumento della risposta di paura, poiché sono stimoli di forte intensità, non sono prevedibili, compaiono a intervalli irregolari e non c’è possibilità di fuga. Alcuni soggetti più sensibili, oltre allo stato fobico quando sentono i fuochi, sviluppano anche uno stato ansioso per tutto il periodo che precede e segue la fine dell’anno.

Cosa possiamo fare, dunque, per aiutare i nostri amici quadrupedi in questi giorni di festa?

1) Teniamo gli animali il più lontano possibile dai festeggiamenti e dai luoghi in cui i petardi vengono esplosi;

2) Non lasciamoli soli. Gli animali fobici potrebbero avere reazioni incontrollate e ferirsi, quindi è necessario stare loro vicino, senza esagerare con coccole e carezze. E’ necessario mostrarsi tranquilli e felici, cercando di distrarli, se possibile, con giochi e bocconcini, mostrando che non c’è nulla di cui preoccuparsi;

3) Non lasciamoli in giardino. Tenere in casa o in un luogo protetto e rassicurante anche gli animali che abitualmente vivono fuori in modo da scongiurare il pericolo di fuga;

4) Teniamo alto il volume di radio o televisione in modo che venga attutito il rumore dei botti proveniente dall’esterno, chiudendo le finestre e abbassando persiane;

5) Lasciamo che si rifugi dove preferisce, anche se si tratta di un luogo che normalmente gli è ‘vietato’;

6) Durante le passeggiate teniamoli al guinzaglio, evitando anche di liberarli nelle aree per gli animali per evitare fughe dettate dalla paura. E’ fondamentale non portarli fuori a mezzanotte o nelle ore immediatamente precedenti, perché spesso gli scoppi iniziano con anticipo.

E ancora:

7) Nei mesi precedenti facciamo visitare l’animale da un veterinario comportamentalista che prescriverà la terapia da seguire, sia comportamentale che, nel caso sia necessario, farmacologica;

8) Evitiamo soluzioni fai-da-te somministrando tranquillanti: alcuni sono addirittura controindicati e fanno aumentare lo stato fobico;

9) Rivolgiamoci a un veterinario comportamentalista per un processo graduale di desensibilizzazione, esponendo l’animale allo stimolo a un’intensità progressivamente aumentata quando si trova in uno stato di rilassamento emozionale.

10) Sensibilizziamo l’opinione pubblica, e soprattutto i bambini, su quanto questi inutili rumori possano essere dannosi per i quattro zampe.

“Ogni anno i botti fanno vittime sia umane che animali – ricorda Massimo Comparotto, presidente Oipa Italia – nel periodo che va dalla metà di dicembre ai primi giorni di gennaio riceviamo moltissime segnalazioni di animali domestici smarriti, feriti o morti a causa dei botti: è importante che tutti comprendano quanto un momento di festa per alcuni diventi motivo di sgomento e terrore per altri. Chi ama gli animali non spara botti”.

Sant’Agnello: tradizioni e storie del Santo e il legame con l’isola di Capri

sant'agnello sorrento

Come tradizione il 14 Dicembre si festeggia  Sant’ Agnello Abate, grande festa nel comune omonimo a poche centinaia di metri da Sorrento, e festa sentita e partecipata da molti capresi. Legami che arrivano da lontano, quando tradizioni e antiche dicerie invitavano le donne incinte a partecipare obbligatoriamente ai festeggiamenti del santo e alla grande fiera agricola che contemporaneamente si teneva nello spiazzato antistante la chiesa di Sant’Agnello.

La tradizione racconta che la madre del Santo, non riuscendo ad avere figli pregava spesso con fede Santa Maria affinché potesse dare al mondo un bambino. Un giorno finalmente ebbe la rivelazione: avrebbe partorito un bimbo, Agnello appunto, che sarebbe stato molto caro a Dio.

Tradizione voleva che le donne incinte il 14 dicembre dovevano senza scusanti andare a venerare il santo nel comune di San’ Agnello e se malaguratamente impossibilitate avrebbero passato il giorno nel più completo riposo in compagnia del marito.

Il culto di Sant’ Agnello é ricordaro in diversi proverbi popolari : ‘A sant’Aniello nun tucca’ ne forbice ‘e ne curtiello e A santa Lucia nu passe ‘e gallina, a sant’Aniello nu passe ‘e pecuriello