Da Lettere a Tito n. 181: Peppino di Anacapri un amico nell’isola di Capri per un turismo lungimirante e di qualità

Riceviamo e pubblichiamo con piacere articolo del giornalista Domenico Lanciano pubblicato sulla testata Costa Jonicaweb.it “Lettere a Tito n.181”

” Caro Tito, nei miei tanti viaggi turistici all’estero, ho avuto spesso la possibilità di conoscere chi, vivendo in quel luogo, mi ha fatto vedere e sapere cose che ad altri visitatori o viaggiatori non sarebbe stato possibile apprendere o godere. Come ad esempio a Mosca, nel maggio 1984, quando mi sono per caso imbattuto in un simpatico e dinamico tassista il quale, avendo saputo che ero italiano, mi ha riservato un trattamento speciale, mostrandomi alcune parti della città, proibite ai non russi. Infatti, condotto e guidato da tale tassista, ho persino potuto parlare con taluni dissidenti, visitare la casa dello studente (intrattenendomi con alcuni in un utilissimo scambio di idee), constatare consistenza e qualità di negozi e supermercati, entrare in abitazioni private ed appurare verità assai inibite al di là di quella “cortina di ferro” nella lunga “guerra fredda” (1945-1989) tra blocco collettivista-comunista e occidente democratico-capitalista. E’ stata un’esperienza davvero tanto preziosa, illuminante ed esaltante! Esperienza che mi è servita per riconsiderare taluni luoghi comuni sul mondo comunista sovietico, confermandomi la convinzione (storica, giornalistica e sociologica) che bisogna toccare con mano le situazioni, persone e luoghi di cui si vuole parlare o ascoltare. Molto spesso la propaganda (da una parte e dall’altra) è una cosa mentre la realtà è ben altra. Così è stato in tutti i miei viaggi … toccare la realtà e smitizzare smitizzare smitizzare!…

Ma nei tre giorni di Mosca (dopo essere stato per altri tre giorni nell’allora mitica Leningrado oggi San Pietroburgo), più di tutto, mi ha piacevolmente sorpreso una lieta coincidenza. Il tassista (che parlava abbastanza bene l’italiano) mi ha portato nell’ufficio del direttore dell’ENI (ente nazionale idrocarburi – Agip), responsabile per tutta l’URSS (unione repubbliche socialiste sovietiche) e, guarda caso, calabrese di Crotone, il quale mi ha accolto con grande entusiasmo, concedendomi addirittura qualche ora del suo prezioso tempo, pure per convincermi (parlando spesso in dialetto) a trasferirmi a Mosca, decantandone la qualità della vita in quella splendida ma climaticamente glaciale metropoli. Invece, il tassista e la moglie (con i quali ho lungamente parlato nella loro spoglia ma essenziale abitazione popolare) sognavano di poter vivere in Italia e per questo ne avevano imparato lingua e cultura, che stavano perfezionando in una scuola per adulti. Come vedi, caro Tito, spesso ognuno desidera di stare altrove e, come dice il proverbio, quasi sempre “l’erba del vicino sembra più verde”… ma, fondamentalmente, ogni Paese ha i suoi problemi più o meno gravi e scappare dalla propria Nazione (senza almeno tentare di migliorarla) potrebbe essere una viltà!… Ed è meglio essere”ostracizzati” ed “esuli” come me, piuttosto che vili, codardi o complici.

certosa-san-giacomo-1371-capri-al-2017Caro Tito, adesso, ti vorrei segnalare ciò che mi è capitato qualche settimana fa quando, in aprile, ho trascorso con mia moglie quattro giorni a Capri assieme a cari amici che mi hanno presentato un personaggio, assai noto in quell’isola magica: Peppino Viva che più facilmente potrei ben dire “Viva Peppino!” così giocando con il suo nome e cognome, ma soprattutto perché è veramente una persona davvero speciale, di quelle che si incontrano raramente. Ed è il vero protagonista di questa mia lettera n. 181. E, se c’è il più noto cantante “Peppino di Capri”, dobbiamo adesso considerare che c’è pure un “Peppino di Anacapri” ed entrambi segnano palesemente il confine e la distinzione tra le due parti di tale isola-paradiso, quella dei due Comuni e delle due diverse realtà e vocazioni turistiche, antropologiche e sociologiche. Come numero di abitanti questi due Comuni quasi che si equivalgono (Capri 7.200 e Anacapri 6.950 circa) portando l’isola attorno ai 15 mila residenti. Ma hanno diverse caratteristiche di fondo.

Infatti (è risaputo) Capri città è il luogo quasi esclusivamente riservato ai Vip, al lusso e alle amenità fruibili in prevalenza dalle classi sociali più di moda, snob o danarose (dai sempre ricchi e ai cosiddetti “parvenus” o nuovi potenti), con i suoi grandi alberghi, le stupende residenze padronali, i tanti negozi di Firme e Marchi internazionali dello “shopping” (girare per negozi, per acquistare). Capri è essenzialmente una città-vetrina! … Mentre Anacapri, pur mantenendo un’anima internazionale, appare meno esclusiva, quasi popolare poiché è un luogo dove si incontra più facilmente la vita ordinaria delle persone e delle famiglie. Anacapri, in un certo senso, sembra essere la periferia di Capri, un sobborgo utile al sostegno del suo centro più conosciuto e più funzionale a quella globalizzazione ancora poco ordinata e poco rispettosa della fragilità dell’isola. E Peppino Viva è figlio di questa Anacapri più popolare e rurale (l’isola artigiana e dei celebri orti), dove l’umanità e il calore tipico napoletano e del sud si rendono maggiormente visibili ed autentici anche al turista più distratto, il quale può notare la vibrante presenza di una “comunità” che coesiste con il confinante paese-vetrina nel contesto di un’isola-mondo che risulta assai costosa pure per i suoi stessi abitanti isolani più veraci, i quali però sanno ormai assai bene come e dove risparmiare e destreggiarsi pure socialmente ed economicamente. Due realtà diverse ma complementari per rendere ancora e maggiormente tale “isola azzurra” la più famosa e visitata del mondo.

How to grow Bottlebrush Callistemon varieties in Australia 2 #abGrazie a Peppino Viva (che conosce molto bene luoghi, situazioni e persone) è stato possibile visitare quasi tutta questa isola-giardino (il più vero ed antico gioiello del Mediterraneo) spendendo meno pur godendo nel modo migliore dei tesori e delle amenità isolane, anche di quelle che sfuggono al turista solitario, a quello consumista o di passaggio con gli eterogenei gruppi organizzati, le cui guide hanno percorsi precostituiti e frettolosi (ma anche variamente interessati). No, Peppino Viva non è la solita “guida” (che, magari, viene pure dal continente). Peppino è come un padrone di casa, come un amico che ti accoglie con la sacralità antica dell’ospite e ti fa visitare la sua casa-isola natìa, che ama visceralmente, come pure io ho amato forsennatamente i luoghi delle mie principali residenze (Badolato, Roma, Alto Molise). Infatti, pure per questo, con Peppino di Anacapri c’è stata immediata empatia, proprio perché fondamentalmente ci somigliamo tanto (appartenendo alla medesima generazione rurale e valoriale) in questo amare il proprio paese natìo e nel sentirsi perfettamente dentro al “genius loci” … all’anima di un luogo … tanto da soffrire di “calabresite acuta” io e Peppino di “smisurata caprite”… o, meglio, “inguaribile anacaprite”!

Peppino di Anacapri (classe 1951, un anno meno di me), fin da adolescente ha sempre lavorato, pur in vari ruoli, nel settore alberghiero e, quindi, mi ha raccontato (tra tanto altro) come e quanto sia cambiato negli ultimi decenni post-bellici il modo di fare turismo nell’isola. Praticamente, fino ai primi anni settanta del secolo scorso, vi era un turismo fatto di “affezionati” (come un po’ dappertutto in Italia … “stessa spiaggia stesso mare” invitava una canzone dell’epoca!). Poi è iniziato il cosiddetto “turismo di massa” e, in particolare, quello cosiddetto “mordi e fuggi” dei gruppi organizzati che restano nell’isola pochissimi giorni e, spesso, persino una sola giornata, ma sempre frettolosamente … giusto per avere un’idea del luogo che si visita così velocemente o per poter dire a parenti ed amici “Sono stato a Capri!” mostrandone una sfilza di foto-documento (specialmente “selfie” o autoscatto come è in uso adesso, inviati in tempo reale con i nuovi mezzi digitali ultrapotenti e ultraveloci).

adamo-ed-eva-cacciati-da-eden-chiesa-s-michele-anacapriRiguardo il “turismo di affezionati”, questo è sempre stato e continua ad essere (fin dall’adolescenza) il mio principale cavallo di battaglia socio-culturale e promozionale. Creare turisti motivati ed affezionati ad un luogo, significa tante cose e, principalmente, formare dei veri amici che possano innamorarsi di tale luogo e lo possano amare come e spesso più dei suoi abitanti, in proporzione alla maggiore e migliore conoscenza locale e in proporzione al tipo di accoglienza ricevuto e al tipo di legami umani e sociali che si possono creare col tempo. In pratica, avrei voluto instaurare in Badolato e dintorni un vero e proprio “turismo di affezionati” già con la “Riviera degli Angeli” (1972-73), poi con la proposta del “ paese in vendita” (1986-88), quindi pure con il progetto “Capo Sud” (Brancaleone – RC – Scilla 1999-2002) e con tante altre iniziative (avviate pure a Roma, in Alto Molise e altrove). Gli “affezionati” si sentono parte del luogo e ne diventeranno in modo volontario, motivato e naturale i migliori “ambasciatori” e “promotori” nel mondo.

In Badolato borgo ci sono riuscito in parte e almeno come indirizzo e paradigma, poiché alcune famiglie (che hanno acquistato casa e che si sono inserite nella vita di questo mio paese natìo) si sono talmente innamorate delle caratteristiche del luogo e della gente che ormai si sentono “neo-badolatesi” e “italiani” (anche se provengono da Paesi esteri) ed hanno addirittura fatto venire altre famiglie, creando così un sistema di affezione, di significato esistenziale e di affetti che mantiene ancora adesso dopo oltre trenta anni e rende Badolato un prototipo di bella convivenza multiculturale residenziale oltre che prettamente turistica (vi si parlano stabilmente numerosissime lingue d’ogni continente).

E, allora, caro Tito, quando incontri una persona così profondamente amante del suo territorio e devota alla propria gente (come lo è Peppino di Anacapri e come lo sono stato io nelle mie tre precedenti e suddette dimensioni, prima di ritirarmi a vita privata davanti al Mare di Vasto d’Abruzzo appena andato in pensione nel novembre 2016) … ti senti come parte di quei luoghi e di quella gente, quantunque ospiti di passaggio. Infatti, essendo conosciutissimo ad Anacapri come a Capri, Peppino Viva (mentre ci portava molto amichevolmente in giro) salutava e veniva salutato da tantissime persone e spesso ci soffermavamo per essere presentati ai suoi parenti, ai suoi amici, a suoi altri concittadini. Ci ha presentato principalmente ai suoi fratelli (tra cui Antonio il quale, artigiano di calzature, rifornisce ancora Vip internazionali, specialmente donne, e risulta essere uno degli isolani più fotografati al mondo, come, ad esempio, in Agnone il maestro campanaro Tonino Delli Quadri oppure i titolari della Fonderia di campane Marinelli, Armando e Pasquale, che da decenni sono tra i più fotografati di tutto il Molise, in particolare dalle decine di migliaia di turisti , soprattutto esteri, che ogni anno visitano Museo e Fonderia e dalle troupes televisive internazionali che frequentano spesso la più antica fonderia di campane del mondo). Peppino ci ha fatto conoscere pure figli e nipoti e soltanto per mancanza di tempo non ci ha portato a casa sua, ma ci ha offerto il caffè là dove veniva fatto alla massima potenza di gusto e, alla partenza, ci ha donato alcuni frutti del suo orto, proprio come facciamo in Calabria con i nostri graditi ospiti. Ah, ineguagliabile, identificativa e unificante “anima del sud”!!!… Il disinteressato, affettuoso e genuino dono è il nostro migliore distintivo!…

Peppino Viva (sempre Viva Peppino!) ci ha fatto godere in modo accorato e familiare la sua isola, in tutti i suoi aspetti, compreso quello eno-gastronomico indicandoci i locali che, per rispetto suo, non solo ci hanno praticato ottimi prezzi ma ci hanno dato la loro amicizia e somministrato bevande e pietanze di loro produzione (come al ristorante “Gelsomina” o alla pasticceria-rosticceria “Buonocore”), i cui ingredienti provenivano dalle loro campagne circostanti, ben visibili mentre si mangiava (quale gusto e suggestione!). E personalmente non potevo non tornare a mangiare quegli “spaghetti al limone” (quelli più autenticI) che avevo assaggiato per la prima volta proprio nell’isola di Capri (circa 40 anni fa) e che spesso cucino a casa mia, tanto mi piace questo piatto leggero, gustoso e rinfrescante specialmente in estate. In questi ultimi giorni, mia moglie ha preparato gli “spaghetti al limone” proprio con gli odorosi, squisiti e succosi limoni dell’orto anacaprese di Peppino. E’ indubbio che i prodotti agricoli dell’isola abbiano una qualità di gran lunga migliore di quelli in commercio (come tutte le cose fatte in casa o da sé stessi), con un elemento in più, dovuto al microclima di sole e mare alla massima potenza, ad una terra generosa e all’aria tersa. Come non ricordare il lussureggiante agrumeto e i ricchi orti jonici di mio padre, tra mare e montagna!?…

cartina-di-capriPeppino Viva attualmente lavora come portiere di notte in un hotel a 4 stelle di Anacapri ed il giorno (quando non è impegnato con gli “ospiti” turisti, quasi tutti amici di vecchia data che tornano a trovare lui e l’isola) fa l’agricoltore nei suoi campi, da cui trae tutto il necessario per la sua famiglia (donando molto pure a parenti, ad amici e a visitatori-ospiti, come da generosa tradizione e consuetudine nostra meridionale). Da Peppino ho saputo che l’isola di Capri è normalmente aperta al turismo per sei mesi (da aprile a settembre) e quasi tutti coloro che lavorano nell’indotto turistico, nei restanti mesi, cercano di arrangiarsi con altri lavori. Peppino fa un po’ di tutto, ma, prevalentemente, il muratore. Al ristorante “Giorgio al Cucciolo” (belvedere sito proprio sulla Grotta Azzurra) io, mia moglie e i nostri amici abbiamo conosciuto un giovane cameriere che ci ha detto di aver trovato lavoro invernale in Florida, sempre come cameriere. E questo aspetto dei sei mesi mi era, sinceramente, sconosciuto, immaginando una Capri turistica aperta tutto l’anno in modo completo (mentre in effetti d’inverno lo è in forma ridotta).

Paradossalmente, a detta dello stesso Peppino e degli isolani veraci, Capri sembra essere alquanto triste da ottobre a marzo, senza il consueto, vivace e ricco circo turistico a pieno regìme! Cosa che mi riesce difficile credere essendo un vero incanto questa isola pure d’inverno, sempre famosa in tutto il mondo da migliaia di anni (già dal tempo dei Fenici) e come residenza stabile valorizzata principalmente dagli antichi Romani che erano ottimi intenditori e fruitori di luoghi eccellentissimi (come poi lo furono specialmente i monaci certosini e conventuali). Ho saputo pure che nell’isola l’acqua proviene dal Molise con uno speciale acquedotto (in realtà, mezza Campania beve acqua del Molise, la cui Regione però pare che non venga pagata da troppi decenni!… Che interrogativi potremmo far sfilare a riguardo?…).

Caro Tito, pensavo che forse (per rendere l’isola più movimentata e meno triste durante la bassa stagione autunnale ed invernale) sarebbe opportuno trasformare Capri in una “Isola Universitaria” (residenziale ed internazionale), dotatola (ad esempio) di una vera e propria “Università di Scienze Turistiche”, magari facendo pure svernare studenti provenienti dai Paesi più freddi (tipo Russia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Canada, USA, Giappone, Cina, ecc.) per inserirli in corsi di perfezionamento turistico ed eno-gastronomico. Pensavo altresì che il settore centrale o direzionale di tale Università potrebbe essere localizzato nella bella e grande Certosa di San Giacomo in Capri città con vista sui Faraglioni. In tale Certosa c’era già una scuola, mentre adesso è semivuota, ospitando uno squallido ed umido Museo dedicato al tetro pittore e utopista tedesco Karl Wilhelm Diefenbach (Hadamar 1851 – Capri 1913) e alla striminzita ed inadeguata Biblioteca Comunale (sicuramente poco degna di un’isola fin troppo importante e stravissuta nel corso dei millenni).

Ho la netta impressione, da ciò che ho visto, che Capri abbia, piano piano, come prolassato sul “business” turistico-economico, sacrificando la sua storia ed il suo significato … forse persino la sua “missione” nel mondo e, in particolare, nel Mediterraneo. Sono convinto che questa isola sta perdendo quasi completamente il “valore” e la “memoria” di sé stessa, a suo proprio danno ma a beneficio del mercantilismo più spinto ed esagerato (il quale, invece, potrebbe divenire ed essere il maggior motore o il più efficace mecenate socio-culturale, come succede in tante parti del mondo dove parte della ricchezza ricavata dalle attività industriali e commerciali viene spesa in vera e propria Cultura che a sua volta attrae altra ricchezza, pure intellettuale e promozionale). Però sarebbe lungo trattarne, perciò tale delicato ma irrinunciabile tema potrebbe essere argomento di un’altra lettera o addirittura di una interpellanza- proposta alle istituzioni pubbliche di Capri, della Provincia di Napoli e della Regione Campania, nonché agli enti e alle associazioni di categoria. Dopo due decenni di mia assenza, ho trovato una Capri più povera e irriconoscibile, anche se economicamente più ricca e diversificata. Ma torniamo a Peppino Viva.

capri-faraglioniPeppino Viva, pur essendo un lavoratore di antica data nel settore turistico, ha le mani assai callose come i nostri più tenaci, convinti e appassionati contadini e operai. Ce le mostra con grande orgoglio e fierezza!… E contadino si ritiene, non soltanto perché coltiva la sua terra, ma anche perché ha un animo sensibile, saggio e generoso proprio come i contadini che lo hanno preceduto e come quelle persone che, pur facendo altri lavori, non hanno mai abbandonato il loro rapporto privilegiato con la terra e la natura. Anzi, essendo padre e nonno, Peppino cerca di trasmettere questi valori ai suoi figli e nipoti, poiché – sostiene – il lègame con la terra resta garanzia di umanità e di libertà, di rispetto per l’ambiente e per la propria dignità, una vera “palestra” di valori formidabili. Tra tante altre sue sorprendenti caratteristiche, Peppino non ha la patente automobilistica e, quando non viaggia con mezzi pubblici o privati, percorre a piedi distanze anche grandi, inconcepibili ed insostenibili per noi ormai troppo abituati ai sempre più nuovi, potenti e tecnologici mezzi di locomozione e di trasporto (un vero e proprio spreco economico e un ulteriore danno ecologico … ma la vanità non conosce misura).

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Devo e voglio ringraziare, pure qui e adesso, Peppino Viva non soltanto per averci accolto con sincera simpatia ed amicizia, per averci aiutato a godere dell’isola in modo migliore ed anche inusuale, ma in particolare per averci portato a visitare una chiesa che da sola potrebbe valere davvero un viaggio ad Anacapri. Infatti, nel bel mezzo di questo suo paese natìo, c’è la chiesa di San Michele il cui pavimento della navata è fatto interamente di ceramica e rappresenta il Paradiso Terrestre di biblica memoria (saranno sicuramente oltre cento metri quadri … di raffinata arte e di inebriante estasi!). Un grande ed imperdibile capolavoro. Assoluto!… Un capolavoro che emoziona, commuove, fa venire i brividi per la bellezza e la magnificenza, ma anche per l’irripetibilità artistica e valoriale. Un patrimonio da difendere e valorizzare al massimo!… Pure qui è assai probabile che le persone possano essere prese, a sorpresa, da quella “sindrome di Stendhal” (uno stordimento quasi mistico ma effettivo e spesso sublime) che solitamente coglie il viaggiatore a contatto con le bellezze della natura o dell’arte. E, in effetti, tutta l’isola di Capri (anche negli angoli meno battuti) può portarci a quel benessere-malessere che ci può cogliere (spesso improvvisamente) davanti allo stupore più esaltante e paradisiaco. Unico proprio come l’unicità dei luoghi!

particolare-pavimento-maiolicato-chiesa-s-michele-anacapri-1761Infatti, varrebbe la pena o la gioia di andare a Capri per il solo gusto di incontrare il mondo così come accade a Roma e in qualche altro magnetico e assoluto punto di Italia e del globo terraqueo … luoghi che ci permettono di incontrare tutti i popoli senza avere la necessità di viaggiare per tutto il mondo, poiché è il mondo che prima o poi viene qui. Irresistibilmente! Sono del parere che Capri possa essere considerata come la Mecca delle meraviglie, quelle che possono portare al senso del sacro o del divino. L’isola di Capri è una preghiera dell’azzurro più luminoso che esista (il famoso e decantato “cielo di Capri” … azzurro di cielo, azzurro più azzurro di mare!). E’ salutare almeno visitarla, assaporandone il balsamo (anche marino) che necessita alla nostra vita! … magari, facendosi accompagnare da una “guida” informale ma tanto coinvolgente come Peppino Viva, il quale ci può “travasare” tutte le meraviglie, anche quelle più segrete, legate a millenni di Storia. Ma il dono più prezioso di Capri è il “silenzio” visionario che stupisce l’anima!…Ho detto agli amici, con cui ho condiviso questo mio ennesimo e purtroppo breve soggiorno a Capri, che Peppino Viva è una delle meraviglie più autentiche dell’isola, proprio a motivo del suo immenso amore per questa sua terra, cui è tanto attaccato, quasi in simbiosi, e dalla quale avrebbe potuto scappare per un destino lavorativo migliore, ma dove è rimasto per troppo Amore… Amore, assai vibrante e accorato, che riesce a trasmettere a chi, come me, è disposto ad ascoltarlo e a condividere tale devozione. Una venerazione che rende tale personaggio (anche nei modi oltre che nella sostanza) uno dei più ammirevoli “sacerdoti della Dea Capri”. Un sacerdozio laico che però si nutre di sacro, perché ricco di valori rigeneranti a tal punto che non si può più essere gli stessi dopo una così benefica “cura Capri” o dopo una semplice o per quanto breve ma intensa immersione nei sapori, negli odori, nelle luminosità, nella umanità e nella magia di un’isola che tutto il mondo ci invidia e che tutto il mondo “incontra” poiché ognuno (persino proveniente dall’angolo più remoto del pianeta) cerca di visitarla almeno una volta nel corso della propria esistenza. Come Roma è il centro della Cristianità, così l’isola di Capri può essere considerata il centro dell’esaltazione della natura, della cultura e del benessere (sempre a saperla ben sintonizzare a sé stessi)!

Personalmente ritengo che sia stata una fortuna, quasi un onore ed un privilegio, avere trovato un personaggio così innamorato anche della sua missione di dare sincera e disinteressata amicizia a chi mostra di apprezzare la sua isola e i suoi più antichi valori, al di là della visione prettamente turistica che caratterizza il visitatore. Capisco ed ammiro Peppino Viva, almeno per il semplice fatto che abbiamo la medesima natura altruistica cui abbiniamo l’entusiasmo e l’orgoglio di appartenere ad una terra bella quanto difficile (per innumerevoli motivi). Ma è la bellezza che, meno male, “compensa” l’enormità dei problemi (poco visibili al visitatore incantato dal mito di Capri). Ma quando si ama un luogo o una persona, la si ama pure con tutti i suoi difetti, più o meno gravi. Ma, ribadisco, Capri sa nascondere bene i suoi problemi, persino una Certosa magnifica come quella di San Giacomo (1371) che langue immeritatamente e vergognosamente, nonostante si intraveda una qualche parvenza di imperfetto e parziale restauro.

Quando si accorge che il suo interlocutore partecipa a questo suo innamoramento territoriale ed antropologico (nonostante le tante sbavature tipicamente italiane) allora Peppino non si risparmia nel comunicargli quelle particolarità che fanno nascere una vera e propria devozione a questa antichissima “Dea Capri” che ha attratto e sedotto imperatori ed artisti, magnati e scolari, poveri e ricchi, così come ogni genere di cercatori dell’oro esistenziale più puro che esista: il più sublime stupore (ovvero i colori, le atmosfere, il silenzio, l’aria tersa, i profumi, le mitologiche e mistiche evocazioni … in una parola … il fascino unico di Capri, l’isola dove è più facile incontrare Dio o il sacro, tramite la bellezza e l’incomparabile invito alla vita soave, semplice e felice). Peccato che, una volta lasciata questa isola benedetta dal cielo e dal mare (ma non sempre dall’uomo), si ritorna nel mondo afflitto dalle lotte quotidiane per il potere, lo strapotere, la sopravvivenza e tutte quelle pratiche che rendono malvagio ed infelice l’essere umano.

fiori-capri-aprile-2017In tale contesto, nonostante tutto, Capri può rappresentare (quasi taumaturgicamente) per ognuno di noi una “tregua” rigenerante quanto necessaria, specialmente se ripetibile, che ci strappi ai vortici e alle spirali dei ritmi e dei valori anti-umanistici. Capri è una piacevole seppur costosa “oasi” nel deserto del mondo. Tuttavia si percepisce che la guerra del mondo potrebbe, prima o poi, spegnere la tregua e che il deserto attorno potrebbe invadere ed annullare la preziosa “oasi”. Medesimo destino che potrebbe ad esempio, prima o poi, toccare il “felice” isolamento della Svizzera. La globalizzazione attuale può infatti nuocere alla bellezza e alla identificativa preziosità di un luogo come di una persona. E’ necessario ripensare a tante cose, pur affrontando sacrifici necessari di sopravvivenza (come, ad esempio, rinunciare alla troppa e insistente ricchezza di pochi e al turismo delle “cavallette”). Altrimenti pure Capri rischia. E tanto! E’ stata questa la mia sensazione, nonostante l’incanto che ancora insiste e persiste!… L’isola di Capri e tutti i siti turistici troppo delicati necessitano, con urgenza, di un turismo di qualità e di lungimiranza, sostenibile per tutti (poveri e ricchi). In caso contrario, l’abuso turistico causerà un degrado difficilmente risolvibile.

anacapri-aprile-2017-pancina-in-ceramicaProbabilmente, l’isola di Capri dovrebbe utilizzare il “numero chiuso” come Venezia e come tutte le località turistiche e culturali assai fragili (Cappella Sistina in Vaticano, Cappella degli Scrovegni a Padova, ecc.), che non possono essere indistintamente invase sempre e comunque da tutti contemporaneamente e senza una preventiva formazione ed informazione educativa, senza una fruibilità libera ma precauzionale e vigilata. E’ necessario regolamentare l’accesso pienamente e preventivamente informato ai capolavori dell’arte e della natura, proprio per farli durare di più e nel loro aspetto migliore. Il consumismo turistico ad ogni costo e la continua erosione socio-culturale e territoriale sono nocivi pure a Capri come a qualsiasi altro bene dell’Umanità. Non si tratta assolutamente di proibire, bensì di razionalizzare pure con l’intento di far godere più adeguatamente ed utilmente (pensando pure alla future generazioni). Democratizzare il mondo delle meraviglie è quanto mai urgente e necessario. Per estenderlo anche altrove, sarebbe utile esaminare quello che potremmo definire il “modello Peppino Viva” (qualità, umanità, misura e lungimiranza turistica).

E’ necessario avere preferibilmente (a Capri come ovunque) vere guide locali, che amino e vivano veramente e profondamente quel luogo, pur senza proibire alle guide professionali l’accesso a tali luoghi. Il turismo (specie a Capri e siti similari) ha bisogno di un salto di qualità ed il paradigma di Peppino Viva potrebbe essere prezioso e attuabile, poiché i risultati (culturali e morali) sarebbero sicuramente migliori, sotto tutti i punti di vista. Ogni abitante ben motivato e preparato potrebbe fare da “guida” nel proprio territorio per creare turisti più soddisfatti e affezionati. Facciamo parlare il cuore di chi ama un luogo e non affidiamo soltanto ai professionisti la narrazione non vissuta dei luoghi. Personalmente sono abituato a guide turistiche di ogni longitudine e latitudine e posso ben testimoniare che c’è una grande differenza tra un abitante che vive quotidianamente il luogo da noi visitato e una anonima guida “con il cuore in tasca”.

giuseppe-viva-primo-piano-anacapri-2017Purtroppo immagino che pure persone autentiche e generose come Peppino Viva stanno diventando una rarità (ragion per cui è necessario formare i giovani come “guide amorose” dei propri luoghi turistici). Intanto, caro Tito, proprio perché al momento Peppino Viva è una rarità che purtroppo non può durare all’infinito, ti sollecito ad affrettarti a visitare o rivisitare l’isola di Capri ricorrendo a lui come guida speciale, simpatico ed utile e fraterno amico. Nel prossimo mese di ottobre, Peppino andrà in pensione e, quindi, avrà più tempo e modo di dedicarsi agli amici degli amici che lo vorranno contattare per godere, come nessun altro, della Capri e dell’Anacapri più belle, interessanti e segrete, fuori dai circuiti del turismo consueto, veloce o di massa. Possono approfittare di tale preziosa occasione pure i lettori di www.costajonicaweb.it che saranno adeguatamente privilegiati nel loro soggiorno caprese e anacaprese in modo veramente memorabile ed unico! La più vera isola Capri Vi aspetta con grande affetto!

Non andrete via senza un omaggio tratto dai campi coltivati dal generosissimo Peppino Viva, vanto non soltanto dell’isola di Capri-Anacapri ma di tutto il genere umano sensibile, amorevole ed altruista.

peppino-viva-anacapri-aprile-2017Altra annotazione. Fin da bambino (agevolato dal fatto che, come figlio di ferroviere, avevo sei mila km di percorrenza gratuita da utilizzare all’anno) ho avuto la possibilità di visitare gran parte dell’Italia. Ciò mi permetteva di valutare ed apprendere tantissime cose, specialmente in relazione al mio paese natìo e all’intera Calabria. Ovviamente, la gentilezza (degli abitanti e degli esercenti ) e il decoro urbano erano i primi e più evidenti aspetti che notavo, visitando un qualsiasi luogo. In particolare, c’erano luoghi che si caratterizzavano proprio per uno splendido ed evidente decoro complessivo (pulizia, silenzio, piante, fiori, ornamenti, statue, iscrizioni marmoree o cartelli indicativi e commemorativi che raccontavano la storia dei luoghi, verde pubblico e per bambini, ecc.). Ma è stato, 40 anni fa, con la mia prima visita dell’isola di Capri che questa mia attenta osservazione del decoro urbano ha assunto una determinazione più operativa. Infatti, da Roma (dove nel 1977 stavo completando i miei studi universitari) ho scritto una lettera al neo-sindaco di Badolato, il PCI (partito comunista italiano) Giuseppe Nicola Parretta, poco più che ventenne (allora uno dei più giovani d’Italia), proprio sollecitandolo a predisporre un preciso e completo piano di decoro urbano per Badolato borgo e per Badolato Marina, per rendere il territorio del nostro comune (che viveva in quegli anni un vero ”boom” turistico-residenziale) un vero e proprio paese-giardino. Ne fornivo un primo progetto organizzativo ed esecutivo. Ma non sono stato ascoltato.

piazzetta-di-capri-notturnoPoi, nel 1995, ho portato a Badolato Marina dal Sud Australia alcune piantine dello splendido e assai decorativo albero di “Callistemon” (cespuglio da siepe o arbusto detto comunemente “bottlebrush” – “sturabottiglie”, pianta endemica australiana), esibendole durante la presentazione del mio libro “Prima del Silenzio” nel salone della Delegazione Municipale in un incontro organizzato il 4 novembre 1995 dalla neonata associazione culturale “La Radice” (presidente prof. Vincenzo Squillacioti). Mostrando e descrivendo le meraviglie di tale albero, ho esortato i presenti in sala a caratterizzare e specializzare tutta Badolato Marina (in particolare il lungomare ma anche giardini pubblici e privati, viali, ecc.) proprio con moltissime di questa pianta (un sempreverde con grandi fiori rossi, bianchi e rosati simili proprio ad uno “sturabottiglie”). Infatti, non può dirsi turistico un luogo senza fiori di ogni tipo, verde molto bene curato e alberi di particolare suggestione e bellezza provenienti da ogni parte del pianeta. Come ha l’isola Capri per stupire ogni tipo di visitatore, assieme alle opere artistiche e culturali di grande pregio ed evocazione.

porto-capri-dalla-sfinge-villa-san-michele-anacapriDopo questa proposta (rimasta anch’essa inascoltata) ho scritto alle maggiori autorità istituzionali italiane per proporre il progetto nazionale “Italia in fiore” (con concorsi a premi sui migliori decori urbani, pubblici e privati). Nulla di fatto, purtroppo. Le istituzioni italiane pare che non amino i progetti migliorativi nazionali … lasciano fare alle sensibilità locali, specialmente private, tali iniziative … mentre, invece, dovrebbero promuovere e sostenere una pedagogia sociale e un sistema valoriale pubblico complessivo e nazionale, essendo l’Italia (anche se ultimamente retrocessa di molto nella classifica mondiale dei Paesi più turistici) pur sempre un territorio che vanta secoli e secoli di meraviglioso ed originale decoro urbano e rurale (tanto da essere definito fin dal medioevo “il Belpaese”), purtroppo oggi assai trascurato e degradato, quasi insignificante. Ma noi non possiamo e non dobbiamo demordere, poiché vogliano fortemente un’Italia-giardino, possibilmente in un mondo-giardino! Un pianeta tutto e splendidamente lussureggiante! Intanto, ognuno potrebbe rendere paradisiaco il proprio “metro quadrato” di territorio (fosse anche una semplice finestra o un piccolo balcone), dentro e fuori casa!

Buona Capri (e Anacapri) , “Buon’Italia in fiore” e “Buon Mondo-giardino”a tutti!

Domenico Lanciano

Pubblicato sulla testata: Costajonicaweb

Guido Lembo ospite di Caterina Balivo nella trasmissione Detto Fatto (Video)

 

Da Capri Louis Molino – Guido Lembo e la sua carica di allegria e capresità ospite nella puntata di oggi della trasmissione televisiva di RaiDue Detto Fatto condotto dalla simpatica  Caterina Balivo. Il patron dell’ Anema e Core ha accompagnato il famoso Pizzaiolo Gianfranco Iervolino nella preparazione della Pizza Caprese alternando insieme allo Chef dei simpatici siparietti musicali e racconti delle serate con i Vips nella taverna dell’isola dei Faraglioni.

(immagini e video su gentile concessione della Rai)

Guarda il Video: Detto Fatto

Capri. Le tradizioni della Domenica delle Palme: i Palummielli, i Galletelle e i Caciocavalluzz

Da Capri Louis Molino –  La domenica delle Palme  un pò come in tutte le feste religiose si raccoglie” Sacralita’ Tradizione e Folklore”  ma anche l’inizio della stagione turistica.  Gli appuntamenti religiosi sono contraddistinti dalla Benedizione delle Palme che avviene in tutte le chiese dell’ isola, dalla chiesetta di San Michele (nella foto) circondata dalla fioritura e dai profumi della primavera   proprio  ai piedi del monte Tiberio  alla chiesa di Santa Sofia nella cornice deliziosa di Anacapri, passando per l’ antico oratorio della ex Cattedrale di Santo Stefano, all’antica Chiesa di San Costanzo alla marina grande, fino alla benedizione nella piazzetta di Capri  circondata da buona parte della comunità  isolana.

Le tradizioni contadine e marinare dell’ isola di Capri  sono conservate  con dei simboli che sono rimasti più o meno inalterati nel corso dei secoli.

La Galletta di Pane ( e galletell’. .. pe’ Palme) sono dei panini all’ olio a forma di bambino che si allacciano all’ ulivo e si portano in benedizione, anticamente la popolazione caprese viveva con i frutti della propria terra che in onore delle festivita’ pasquali si usava portarli in chiesa per ringraziare il signore del raccolto.

Divertenti sono ancora oggi le scene dei bambini che spesso non riuscendo ad attendere la fine della benedizione mangiucchiano i golosi panini durante la cerimonia. Custodi di questa tradizione che sta  quasi scomparendo sono i forni dell’ isola e le poche salumerie che rivendono————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————

gallette pane benedizioni delle palme capri tradizioni————————-I

Cacicavalluzzi  ovvero  i Cacetti (caciocavalluzzi..ri Palme) nella foto..sono dei piccoli caciocavalli  oggi di origine sorrentina  ma un tempo prodotte dal latte dei piccoli allevamenti di mucche capresi, sono di  svariate forme ( rotondi, intrecciati..) che si applicano alle palme o all’ ulivo. I cacetti come li chiamano nelle vicina Sorrento sono preparati come si fa’ per i bocconcini di fiordilatte  e poi le abili mani degli artigiani caseari li trasformano in fiaschelle.. provoloncini.. treccine sono una vera delizia per il palato. …………………………………………………………………………………………………………


I Colombini
( i palummiell pe’ Palme) sono delle  piccole colombe bianche   che vengono intrecciate e create dalle abili mani delle donne capresi estratte  dalla pianta del fico vengono poi applicate su fili di ferro e abbellite con la carta velina colorata, anche questa un simbolo che sta’ scomparendo

Anche la stessa Palma o le foglie di Olivo  trovano nella tradizione caprese delle forme e delle preparazioni uniche, come la Palma o L’olivo a cuoricino (Palm o Auliv  a Curuniell)


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 Le palme di Confetti,  cioe’ i confetti prodotti dagli artigiani sorrentini venivano e vengono anche oggi  intrecciati e appicati su fili di ferro ed ecco che nascevano delle coreografie straordinarie, uno spettacolo per gli occhi e per il gusto!! Questa tradizione é stata importata alla fine del 1800 dalla vicina Sorrento dove la  leggenda tramanda che, “durante una domenica delle Palme del XVI secolo, mentre i sorrentini si preparavano a recarsi in chiesa per la benedizione dell’ulivo, risuonò l’allarme delle campane per l’ennesima invasione dei saraceni. Il prete uscì sulla soglia della chiesa con l’aspersorio, invitando tutti a benedire le palme, prima di correre ad armarsi. Tutti entrarono in chiesa, tranne un giovane pescatore il quale si fece il segno della croce e si recò sulla spiaggia di Marina Grande, attirato da un misterioso richiamo.
Mentre il prete benediceva i ramoscelli d’ulivo, scoppiò una tempesta che fece affondare tutte le navi dei saraceni. Si salvò soltanto una giovane schiava, trascinata dalle onde sulla spiaggia, dove venne raccolta dal pescatore.
Il giovane la condusse in chiesa ed annunciò il miracolo dell’affondamento delle navi saracene. Si verificò, a questo punto, un secondo miracolo. La fanciulla, gettatasi a terra, gridò piangendo di volere diventare cristiana, per ringraziare Dio d’averla salvata dalla morte e dalla schiavitù.
Al prete, che le assicurava che avrebbe esaudito il desiderio, ella offrì l’unico bene in suo possesso: da un sacchetto legato al collo, tirò fuori una manciata di confetti bianchi, portati dalla sua terra”

Capri. Glicini in fiore ecco lo spettacolo della primavera FOTO

Da Capri Louis Molino – Tutte le sfumature del glicine – dal viola al rosa, al bianco fino al blu, una carrellata di foto dei Glicini in fiore nell’isola dei faraglioni dove la primavera esplode in tutta la sua bellezza.

Il glicine owisteria sinesi è una pianta originaria delle regioni asiatiche, in particolare della Cina e attorno a questo straordinario dono della natura, ruotano numerose leggende.

Il nome scientifico wisteria è stato assegnato in onore dello studioso statunitense Kaspar Wistar che ne studiò per primo le caratteristiche, i tedeschi lo chiamano blauregen che significa pioggia blu, mentre i cinesi usano il termine zi teng che significa vite blu.

Una rappresentazione più simbolica è quella italiana: glicine deriva dalla parola greca glikis che significa ‘dolce’ e si rifà al profumo dolciastro dei suoi fiori.

Qualunque sia il nome con il quale si sceglie di chiamarlo, il glicine è una bellissima pianta rampicante che colora la  primavera di Capri regalando spettacoli per gli occhi e anche per l’olfatto

 

Capri. Nuovi orari e tariffe per il traporto pubblico dei Bus, ecco cosa cambia

Leggero aumento delle tariffe delle corse singole ma con potenziamento del piano orario estivo ed invernale, unico abbonamento mensile valido per tutte le tratte della stessa società, novità introduzione dell’ abbonamento settimanale ed annuale con notevole risparmio, ecco il comunicato congiunto che le amministrazioni comunale di Capri ed Anacapri hanno pubblicato in seguito agli incontri in regione

” Nella giornata di ieri sono state stabilite, in Regione Campania, le nuove tariffe per il trasporto pubblico su gomma in ossequio a quanto previsto dalla delibera di Giunta Regionale 128/2014. In particolare le tariffe per Azienda saranno le seguenti :
Biglietto corsa semplice non residente: 2,00 euro con maggiorazione di 0,50 in caso di emissione del biglietto a bordo, a condizione che si organizzi una vendita capillare dei titoli di viaggio su tutto il territorio isolano;
Biglietto corsa semplice residente: 1,20 euro;
Biglietto giornaliero: 6,00 euro.
Abbonamento mensile per singola azienda per tutte le tratte : 33,60 Euro;
Abbonamento annuale per singola azienda per le tutte tratte: 235,20 Euro;
Abbonamento settimanale per singola azienda per le tutte tratte : 14,50 Euro.
Considerato il leggero aumento delle tariffe delle corse singole, le Amministrazioni Comunali di Capri e Anacapri hanno preteso ed ottenuto il potenziamento del piano orari sia per quanto riguarda l’ATC che la Funicolare.

In particolare l’ATC rispetterà un piano orari senza i tagli effettuati quest’inverno mentre la Funicolare potenzierà il servizio garantendo sempre l’ultima corsa alle ore 21.25, ossia in prossimità dell’arrivo dell’ultima nave o aliscafo. In più sono previsti grossi miglioramenti anche per quanto riguarda gli abbonamenti.

Infatti con 33,60 euro sarà possibile ottenere un abbonamento mensile che, a differenza di come avviene oggi, copre tutte le tratte ATC e in più sarà possibile avere un abbonamento annuale su tutte le tratte ATC o sulla Funicolare di euro 235,20 comportandosi quindi non solo un enorme vantaggio poiché viene abolito l’abbonamento per tratta ma anche una riduzione dei costi sensibile per chi solitamente si abbona tutti i mesi (anziché pagare 314,40 per una sola tratta, si pagheranno 235,20 euro con un risparmio di circa 80 euro rispetto ad oggi per tutte le tratte ATC o Funicolare) “

comunicato stampa congiunto

 

Capri. Nuovi orari, tariffe e abbonamenti ATC

Orari Bus Atc Capri

Nella giornata di ieri sono state stabilite, in Regione Campania, le nuove tariffe per il trasporto pubblico su gomma in ossequio a quanto previsto dalla delibera di Giunta Regionale 128/2014. In particolare le tariffe per Azienda saranno le seguenti :
Biglietto corsa semplice non residente: 2,00 euro con maggiorazione di 0,50 in caso di emissione del biglietto a bordo, a condizione che si organizzi una vendita capillare dei titoli di viaggio su tutto il territorio isolano;
Biglietto corsa semplice residente: 1,20 euro;
Biglietto giornaliero: 6,00 euro.
Abbonamento mensile per singola azienda per tutte le tratte : 33,60 Euro;
Abbonamento annuale per singola azienda per le tutte tratte: 235,20 Euro;
Abbonamento settimanale per singola azienda per le tutte tratte : 14,50 Euro.
Considerato il leggero aumento delle tariffe delle corse singole, le Amministrazioni Comunali di Capri e Anacapri hanno preteso ed ottenuto il potenziamento del piano orari sia per quanto riguarda l’ATC che la Funicolare.

In particolare l’ATC rispetterà un piano orari senza i tagli effettuati quest’inverno mentre la Funicolare potenzierà il servizio garantendo sempre l’ultima corsa alle ore 21.25, ossia in prossimità dell’arrivo dell’ultima nave o aliscafo. In più sono previsti grossi miglioramenti anche per quanto riguarda gli abbonamenti.

Infatti con 33,60 euro sarà possibile ottenere un abbonamento mensile che, a differenza di come avviene oggi, copre tutte le tratte ATC e in più sarà possibile avere un abbonamento annuale su tutte le tratte ATC o sulla Funicolare di euro 235,20 comportandosi quindi non solo un enorme vantaggio poiché viene abolito l’abbonamento per tratta ma anche una riduzione dei costi sensibile per chi solitamente si abbona tutti i mesi (anziché pagare 314,40 per una sola tratta, si pagheranno 235,20 euro con un risparmio di circa 80 euro rispetto ad oggi per tutte le tratte ATC o Funicolare).

Dalle Residenze Municipali, 4 aprile 2017

 

Inizia la stagione turistica a Capri, il tradizionale alzabandiera del Quisisana 2017 FOTO e Video

Da Capri Louis Molino/foto di Daniele Pecoraro –  Riapre Il grande Hotel Quisisana considerato  da sempre  l’indiscusso  simbolo dell’ accoglienza caprese, la sua riapertura primaverile rappresenta per l’isola l’inizio della nuova stagione turistica, ripercorriamo con l’aiuto del video tutti i passaggi del tradizionale “Alzabandiera” un gustoso viaggio caprese alla scoperta di eleganti  rituali e storiche leggende che coinvolgono buona parte delle attività turistiche dell’ isola dei Faraglioni.

Dalla via Camerelle  in attesa del rituale alzabandiera si  dispongono tutte le professionalità del grand Hotel dagli chef ai camerieri i portieri, i barman, i musicisti, i giardinieri, il personale dell’ accoglienza  fino ai manager, i direttori e alla  famiglia Morganoproprietari del Quisisana”  ognuno in altissima uniforme creando al numeroso pubblico che attende fuori dalla struttura una simpatica ed elegante mescolanza di colori mentre nella sala lettura in una zona dell’ hotel lontana dai calici e della mondanità il prete benedice la struttura e la nuova stagione lavorativa di tutta l’isola di Capri.

Da Napoli la storia di Greenbatt, l’innovativa filosofia della rigenerazione delle Batterie

Con il boom di Biciclette elettriche e piccole CityCar a propulsione elettrica così popolari anche a Capri, due giovani fratelli napoletani hanno pensato di creare un nuovo modo di far rivivere le batterie, con un notevole risparmio economico e seguendo delle scelte ecosostenibili di riciclo.

 

Due giovani fratelli napoletani carichi di conoscenza ed entusiasmo  da anni  sviluppano  innovative  idee legate alle batterie e al loro eventuale utilizzo sia in dispositivi di mobilità che  in impianti di accumulo energetico da fonti rinnovabili e da questa intuizione che nasce GreenBatt  molto di più di una società specializzata in rigenerazione di Batterie…

Ho avuto piacere di incontrare i fratelli De Angelis  durante l’ Energy Med ,la mostra convegno sulle fonti rinnovabili  del mediterraneo, e proprio davanti al loro stand ho avuto il piacere di scambiare qualche battuta con Simone de Angelis

 « Nel 2011 mio padre mi presenta un suo vecchio amico che all’epoca importava dal Giappone dei macchinari per rigenerare batterie al piombo. Incuriosito dalla cosa, ho approfondito l’argomento batterie del quale all’epoca sapevo poco o nulla. Le prime difficoltà le ho incontrate proprio nel cercare qualcuno che avesse già affrontato il discorso “rigenerazione” (più precisamente desolfatazione)

E più mi addentravo nello specifico del settore, più mi rendevo conto che non solo la massa, ma anche quelli che in teoria dovevano essere i tecnici specializzati, avevano un know-how pari a zero riguardo il corretto utilizzo delle batterie e le loro relative applicazioni.

Dopo vari test, ho verificato l’efficienza dei macchinari “rigeneratori” e ho valutato seriamente l’opportunità di farne un vero e proprio lavoro, considerando anche che all’epoca il mercato del lavoro per un giovane napoletano come me, non offriva grandi sbocchi.

Lo stimolo principale, a parte l’apparente assenza di concorrenza specializzata, è stato sicuramente la consapevolezza di andare ad affrontare qualcosa di realmente utile per la società attuale, sia dal punto di vista economico che ecologico. Il passo immediatamente successivo è stato coinvolgere persone con le quali condivido molte delle mie passioni e una visione generale di come va (non va) il mondo d’oggi.

Dopo aver buttato giù una bozza di business plan per l’attività di rigenerazione, contemporaneamente sono andato nel nord della Germania a tastare con mano l’esperienza di vivere un una situazione energeticamente indipendente ed ecologicamente sostenibile.

Da qui lo sviluppo di nuove idee legate alle batterie e al loro eventuale utilizzo in impianti di accumulo energetico da fonti rinnovabili. Rientrato nell’assolato sud Italia, è iniziato il percorso che di lì a poco avrebbe portato alla nascita della GreenBatt srl

Partendo dalla nostra personale considerazione che il sistema capitalistico ha portato alla creazione di innumerevoli “cose ed attività” inutili, che ha spinto sempre più verso la diffusione di beni di consumo e che di conseguenza i concetti di “qualità e manutenzione” sono stati sostituiti da quelli di “quantità e sostituzione”, siamo stati ben felici di intraprendere un’attività dove know-how e specializzazione consentono di realizzare un risparmio e una drastica riduzione di materiale di rifiuto, soprattutto nel caso delle batterie.

Speriamo e crediamo che un mondo migliore debba costruirsi su azioni sensate ed ecosostenibili e che il riutilizzo sia uno dei principi base per aiutare l’economia e soprattutto per ridurre l’impatto ambientale dato dalla continua creazione di rifiuti che in realtà tali non sono.

Crediamo inoltre in un futuro dove le batterie avranno un ruolo sempre più centrale tanto nella mobilità elettrica quanto nell’accumulo energetico da fonti rinnovabili.

Inutile dirti che ai nostri clienti offriamo disponibilità e qualità dei servizi offerti, ogni cliente diventa un amico a cui risolvere un problema come se fosse il nostro, ci sentiamo estremamente competenti  nel campo delle batterie e tutto ciò che dipende dalle batterie

Sito: GreenBatt

Capri. Sabato 1 Aprile riapre il Quid, nuovo look per il “Music & Cocktail Dandy’s Bar”

Da Sabato 1 Aprile 2017  riapre il locale a pochi passi dalla famosa Piazzetta di Capri, nuovo Style nel Concept dedicato ad un pubblico giovane dove la creatività dei cocktail si mescola con un selezionato intrattenimento musicale anche live

Riapre il Quid con tante novità e sotto una nuova veste artistica affidata al giovane e talentuoso  Lorenzo Ferraiuolo, discendente della storica famiglia di imprenditori capresi  che oltre alla carica di entusiasmo e di spiccata fantasia  può  affidarsi all’esperienza e professionalità maturata in importanti strutture ricettive dell’ isola dei Faraglioni.

Appuntamento é per Sabato 1 Aprile 2017 dalle ore 22 il locale di Via Padre Serafino Cimino (alle spalle della famosa piazzetta di Capri) sfoggerà il suo nuovo stile, un nuovo vestito  dedicato ad un pubblico giovane dove protagonista indiscusso sara un nuovo concetto di Lounge Bar (Dandy’s Bar)  improntato sulla ricerca e l’innovazione nel mondo dei Cocktail con un bouquet di stravaganze e novità davvero uniche mescolati all’ intrattenimento musicale di qualità

La musica sarà l’elemento accompagnatorio delle serate del nuovo Quid che ha l’ambizione di creare nuove mode e di essere il punto di incontro dei giovani di Capri e non solo. Spazio anche alla musica dal vivo, una location privilegiata dove verranno ospitate in serate specifiche le band capresi ripercorrendo le radici dell’ intrattenimento caprese.

Un locale  che sarà disponibile anche per feste private, compleanni, serate a tema e per tutto quello che concerne il fantastico mondo dell’ intrattenimento di qualità

 

Per informazione e prenotazione:

Quid  “Music & Cocktail Dandy’s Bar”

Via Padre Serafino Cimino 10

Infoline: +39 3317278999

Facebook: Quid

(Articolo Pubblicitario)

Prevenzione Odontoiatrica il 25 Marzo a Capri e il 26 ad Anacapri con il Gazebo della Salute

Visite gratuite in piazza Sabato 25 a Capri e Domenica 26 ad Anacapri in occasione della giornata mondiale della salute orale

 

Da Capri Louis Molino – Anche quest’anno, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Orale, World Oral Health  Day,  sabato 25 marzo a Capri sulla piazzetta della Funicolare e Domenica a Anacapri presso la  piazza Edwin Cerio a  partire dalle 09.30, sarà allestito  il “Gazebo della Salute” con visite odontoiatriche gratuite in collaborazione con l’FDI (Federazione Dentale Internazionale) e l’AIO (Associazione Italiana Odontoiatri) il cui referente sull’isola è il dott. Flavio Naddeo e colleghi.

La manifestazione  si effettua contemporaneamente in 110 nazioni del mondo  e consente di effettuare uno screening delle patologie orali sulla popolazione residente e di sensibilizzare i cittadini alla prevenzione con le nuove applicazioni fornite dalle moderne tecnologie.

La Federazione Dentale Internazionale ha inoltre recentemente rinnovato anche l’accezione che nel mondo va data di salute orale sempre più correlata al concetto di benessere generale definendo ;la salute orale una componente fondamentale della salute e del benessere fisico e mentale, capace di riflettere le caratteristiche fisiologiche, sociali e psicologiche essenziali per la qualità della vita, ed influenzata dalle esperienze, percezioni ed aspettative mutevoli di un individuo e dalla sua capacità di adattarsi alle circostanze. Con questa definizione che si incastra perfettamente nella definizione di salute dell‘Organizzazione Mondiale della Sanità si guarda dunque oltre, lanciando una nuova sfida culturale.

In contemporanea  in tutta Italia scenderà in campo una task force schierata in campo per giocare una partita in nome della prevenzione