Anche il grande principe Antonio de Curtis in arte Toto‘ ha dedicato alla nostra magnifica Capri una dolcissima canzone. Impresa non facile quella di scovare nei vecchi dischi del grande Giacomo Rondinella e trovare questa meravigliosa interpretazione di questo brano semi-sconosciuto del grande Toto’
Non contenti di digitalizzare il vecchio ma affascinante vinile ci siamo permessi di spulciare nelle vecchie foto del sito www.antoniodecurtis.com trovando una foto che ritrae Toto‘ e Giacomo Rondinella insieme..
Infine abbiamo selezionato le piu’ belle foto scattate dagli autori del nostro blog dedicate a Capri e il risultato spero che vi piaccia..
L’isola d’oro di Toto’ interpretata da Giacomo Rondinella:
Alla piccola marina
c’è una piccola spiaggetta,
io ci vado ogni mattina,
guardo il mare e torno su,
puntualmente ogni mattina,
son vent’anni che ci vado,
alla piccola marina
per guardare il mare blu.
Tutti sognano un amore,
tutti amano una donna,
ma io porto qui nel cuore,
solo Capri e nulla più .
Capri tu sei la mia amante, l’amante del cuore,
isola d’oro incantata, sei terra d’amore,
solo da te si può; avere la gioia infinita
di vivere e amare per sempre, per tutta la vita.
Sugli scogli d’ametiste,
coi riflessi di smeraldo,
quante cose si son viste,
quanta bella gioventù ,
quando c’è la luna piena
è la festa dell’amore
ogni donna è una sirena
nello specchio d’acqua blu.
Solo a Capri puoi apprezzare
il gran dono della vita
puoi amare chi ti pare,
ama pure chi vuoi tu.
Capri tu sei la mia amante, l’amante del cuore,
isola d’oro incantata, sei terra d’amore,
solo da te si può avere la gioia infinita
di vivere e amare per sempre, per tutta la vita.
Omaggio a Libero Bovio il piu’ grande poeta e scrittore degli inizi del novecento insieme a Salvatore Di Giacomo, Ernesto Murolo ed E. A. Mario è stato un artefice della cosiddetta epoca d’oro della canzone napoletana. Tra’ i suoi piu’ grandi successi ricordiamo.. Tu ca nun chiagne(musica di Ernesto De Curtis),Reginella (musica di Gaetano Lama), Cara piccina, Chiove, ‘O Paese d’ ‘o sole e Lacreme napulitane.
Libero Bovio nella sua lunga e prolifica carriera di autore dedico’ nel 1936 all’ isola dei faraglioni “Canzone a Capri” musicata da un grande maestro dell’ epoca Ernesto Tagliaferro.
Siamo riusciti a trovare questa meravigliosa melodia scritta da Libero Bovio, interpretata da Carlo Buti Il video è visualizzabile cliccando sul player in rosso:
Torna a Capri un brano composto nel 1942 da ( Benedetto — Sordi — Berardi) e interpretato da Alberto Rabagliati il primo divo della musica leggera italiana famoso in gran parte dell’Europa negli anni 40 e 50.
Testo di Torna a Capri di Alberto Rabagliati:
Passa una vela latina che il vento trascina silente sul mar,
mentre nell’isola arcana una voce lontana
m’invita a sognar: penso sempre al tuo volto adorato
che non dimentico più! (Ritornello)
Torna a Capri paese dell’amore, vieni a Capri nell’isola del sole: nei giardini fioriti d’incanto ti dirò le parole d’un dì, torna, vieni da me! Torna a Capri paese dell’amore, vieni a Capri nell’isola del sol… …Tu lontano non puoi restare più da me: torna ancor mio dolcissimo amor! Solo, guardando sul mare, ho veduto passare una rondine ancor. Dopo il suo lungo cammino nel cielo turchino è tornata all’amor. Ma per me non sarà primavera se non ritorni anche tu!
Nel 1927 Rabagliati si trasferì da Milano ad Hollywood dopo aver vinto il concorso per il sosia di Rodolfo Valentino. “Per uno come me che massimo massimo aveva visto il lago di Como e il Duomo di Monza ritrovarsi su un piroscafo di lusso, tre bauli zeppi, un mucchietto di dollari, e granduchesse e contesse che lo corteggiavano, fu una cosa strabiliante”.
Rimase negli Stati Uniti quattro anni, ma la sua carriera di attore nel cinema americano non decollò mai e si interruppe bruscamente quando il suo produttore Fox lo licenziò in tronco per averlo trovato a letto con la sua amante. Durante quel periodo ebbe però la possibilità di familiarizzare con i nuovi generi musicali che stavano prendendo piede in America: il jazz, lo swing, lo scat.
Rientrato in Europa, intraprese la carriera di cantante. Dopo una breve esperienza con l’orchestra di Pippo Barzizza, lavorò con l’orchestra cubana Lecuona Cuban Boys, esibendosi con il volto tinto di nero e portando al successo la canzone Maria la O.
Divo della radio
Durante una serata con i Lecuona Cuban Boys, incontrò Giovanni D’Anzi, che gli propose di fare un’audizione per l’EIAR. In breve tempo Rabagliati divenne una celebrità della radio italiana, al punto da arrivare ad avere, nel 1941, una trasmissione tutta sua. Ogni lunedì sera l’EIAR mandava in onda Canta Rabagliati, dove il cantante riproponeva i suoi pezzi più famosi, come Ma l’amore no, Mattinata fiorentina, Ba-ba-baciami piccina, Silenzioso slow, Bambina innamorata, Amigos vamos a baillar, Guarda un po’, Ho perduto i tuoi baci.
Divenne così famoso da essere addirittura citato nei testi delle canzoni La famiglia canterina, Quando canta Rabagliati, Quando la radio (scritta dal maestro Carlo Prato). Il pubblico femminile andava in visibilio per lui, e lo ricopriva di rose ad ogni esibizione. In un’epoca in cui l’esterofilia era bandita, al divo Rabagliati era concesso perfino di mantenere uno stile americaneggiante; anzi, il governo fascista decise di sfruttare la sua popolarità scegliendo una sua canzone, C’è una casetta piccina (sposi), come inno della campagna demografica.
L’enorme fama raggiunta come cantante fece ripartire anche la sua carriera di attore. Dal 1940 al 1965 recitò in una ventina di film, tra cui La contessa scalza, Montecarlo, Il vedovo, Signore & signori. Rabagliati fu molto attivo anche in teatro fino a metà degli anni cinquanta, con la rivista e le commedie musicali di Garinei e Giovannini.
La sua ultima apparizione pubblica fu nel 1974 al fianco di Mina e Raffaella Carrà nella prima puntata del programma televisivo Milleluci. Poco tempo dopo, Rabagliati morì a causa di una trombosi cerebrale. La puntata venne trasmessa postuma il 16 marzo 1974. È sepolto nel Cimitero Flaminio di Roma, accanto alla madre.
Un tuffo nel passato nella piazzetta di Capri del 1970, dove un giovanissimo Peppino di capri si esibiva in “Me chiamme ammore” appuntamento caprese inserito nella kermesse “Festival di Napoli” dove vide proprio questa bellisima canzone classificarsi al primo posto ( Versi: Mimmo di Francia/ Musica: M.d Francia – G. Faiella)
La banda folkloristica Scialapopolo in una delle tante apparizioni televisive, estratto dall’ archivio della Rai del 2008-2009 La tradizione folkloristica caprese ad Unomattina, trasmissione mattutina di RaiUno, tutta da gustare..
L’isola dei faraglioni come sottofondo di una delle piu’ struggenti ed emozionanti canzoni napoletane “Vierno” di Acampora e De Gregoriobrano pubblicato per la prima volta nel 1946 e interpretato da Mario Bindi insieme alla voce sognante di Clarissa Ferrigno, una produzione dove compaiono tantissimi altri artisti capresi, partendo dalla regia e dalla fotografia diretta da Umberto D’Aniello, operatore e montaggio Luigi Aprea, Piano ed arrangiamenti
Vincenzo Sorrentino, Pianista nel video: Almartino, Fotografo di scena :Vincenzo Gargiulo, Violoncello: Vladimir Kocaqi, moltissime scene del video sono state girate in una delle più belle case storiche di Anacapri…
Il video è visualizzabile cliccando sul player in rosso a fine articolo: