Totò l’imperatore di Capri il comingsoon del 1949

imperatore di capri film

L’imperatore di Capri è un film del 1949, diretto da Luigi Comencini. Antonio De Fazio lavora come cameriere in un albergo napoletano. Una residente dell’hotel, Sonia Bulgarov, gli dà un appuntamento scambiandolo però per il Bey Khan di Agapur, l’uomo più ricco del mondo. Totò presentatosi all’appuntamento viene invitato, insieme a un suo amico anche lui residente dell’hotel, a Capri, dove, creduto il Bey, viene attorniato dalla gente chic dell’isola che fa di tutto per imitarlo e “aggiudicarselo”. Il problema però è che le scelte di Sonia sono decise dal suo losco marito che la ipnotizza. Totò dovrà affrontare varie peripezie sull’isola e, a terminare il tutto, sarà l’arrivo di sua moglie e sua suocera, ma comunque con un lieto fine.
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Capri nelle canzoni: ” Malinconia di Capri” cantata da Carlo Buti nel 1949 (Audio)

Serenata dedicata all’isola di Capri interpretata e incisa nel 1949 dal cantante Carlo Buti

Carlo Buti:

Fin da giovane si fece apprezzare per la sua abilità nella tecnica dello stornello e, dopo gli studi musicali classici sotto la guida di Raoul Frazzi (successivamente maestro di Gino Bechi), iniziò a cantare nelle trasmissioni della allora EIAR (la futura RAI).

Esordì con un repertorio di canzoni napoletane, ma il successo l’ottiene cantantando in “lingua” le romantiche: Portami tante rose (Bixio- Galdieri) e Violino tzigano (Bixio).

Nel 1930 ottenne un contratto di incisione per la Edison Records, che lasciò nel 1934 per passare alla Columbia.

A differenza di molti cantanti dell’epoca, Buti adottava uno stile maggiormente assimilabile alla canzone popolare piuttosto che a quello della classica aria da opera lirica in voga al tempo; questo stile particolare, tuttavia, non solo non penalizzò la sua carriera ma contribuì forse a determinarne il grande successo. Ebbe una carriera assai lunga e prestigiosa al pari di quella di molti chansonnier di fama internazionale, terminata nel 1956 e durante la quale incise 1.574 canzoni.[1]

Il successo di Buti superò i confini nazionali: vendette moltissimo in tutto il continente americano. Una strada gli è stata intitolata nella capitale argentina di Buenos Aires e in quella uruguayana di Montevideo.[2]