Capri nel 1960, Video inedito a colori

Scopriamo insieme l’isola di Capri nel 1960 attraverso un video inedito  dal canale video di  Claudio Bottalico

Capri, l’isola senza tempo in un fantastico video amatoriale datato  1960, e contraddistinto da vedute aeree e colori di rarissima qualità per quegli anni, e continuando la scrupolosa ricerca negli archivi video alla riscoperta della bellezza  della nostra Capri. Ringraziamo un nostro lettore che ha pubblicato un video tratto  dal suo personale archivio in 8mm, da notare la fantastica qualità dei colori.

Apre a Londra Senesi Contemporanea (SC), una nuova galleria d’arte nel cuore del quartiere Mayfair di Londra

UN NUOVO SPAZIO D’ARTE CONTEMPORANEA APRE A LONDRA CON LA MOSTRA PERSONALE DI MICHELE CIACCIOFERA

Mercoledì 4 ottobre 2017 apre a Londra Senesi Contemporanea (SC), una nuova galleria d’arte nel cuore del quartiere Mayfair di Londra. SC promuoverà forme di ricerca artistica che facciano uso, in modo innovativo, di materiali tradizionali o di oggetti ritrovati al fine di ridefinirne il valore culturale in senso contemporaneo. Lo spazio espositivo è stato concepito per mettere in relazione la ricerca di artisti emergenti e di artisti che abbiano già ottenuto riconoscimento internazionale. Con il suo programma di mostre SC intende impegnarsi alla ricerca di ciò che è sempre innovativo nel panorama dell’arte contemporanea. Alternando dunque mostre di artisti noti e meno noti del panorama dell’arte, SC vuole supportare attivamente progetti di ricerca e pubblicazioni che agiscano da catalizzatori per lo sviluppo di nuovi modi di rappresentazione visiva.

La mostra

Ad aprire il nuovo spazio è una personale di Michele Ciacciofera, dal titolo Fragments of nature and other stories, a cura di Marco Izzolino. Sono presentati disegni, dipinti, sculture e installazioni della più recente produzione dell’artista intorno e a seguito delle sue due esperienze fondamentali di quest’anno: la traccia sonora The Density of The Trasparent Wind, prodotta per Documenta 14 – Every time a ear di soun, a Kassel e ad Atene, e l’installazione Janas Code presentata al Padiglione delle Tradizioni alla cinquantasettesima Biennale di Venezia Viva Arte Viva.

In questa mostra Michele Ciacciofera racconta della sua relazione con la natura attraverso il filtro della sua pratica artistica. In essa la memoria assume un ruolo fondamentale. L’artista afferma che la memoria costituisce per lui un sistema musivo che gli consente di manipolare il tempo in modo non meccanico, e di rappresentarlo al di là delle limitazioni umane. Ciacciofera si concentra così nei suoi lavori sulla accumulazione, sulla condensazione e sulla stratificazione dei segni del tempo.

La memoria appare nelle sue opere in frammenti, che però hanno l’intensità di un bagliore, circoscritti eppure illuminanti. Un dettaglio, o molti dettagli accumulati, in grado di attivare la scia dei ricordi. Ciascuno di questi frammenti, quando si staglia circondato dal colore o dalla materia indistinti è relativo a un insieme che gli manca. Brilla come una metonimia in rapporto al tutto. Di un quadro, di una scultura, vi è soltanto la traccia, la quale è tuttavia in grado di contenere segni estremamente significativi: particolari che hanno la forza di dimostrativi. Dettagli cesellati, singolarità intense che funzionano come quando riaffiorano alla memoria di ognuno, all’occasione.

Quella di Michele Ciacciofera è una ricerca che non può esprimersi entro i confini di un medium definito; egli deve rispondere in modo molto versatile alla necessità di porre un dettaglio concreto in rapporto con una congiuntura, a volte suggerita come traccia di un evento, e altre volte operata attraverso la produzione di un’armonia (quella stessa armonia che si ritrova nei segni ancestrali giunti fino a noi da culture arcaiche).

La versatilità espressiva di Ciacciofera ha tuttavia un fulcro costante, il Mediterraneo, baricentro della storia dell’umanità occidentale: un repertorio di segni, forme, miti e leggende, ai quali l’artista attinge e che reinterpreta con spirito critico, guardando a ciò che accade oggi. La sua è infatti una ricerca attenta alle tematiche ambientali, socio- antropologiche e politiche; il suo sguardo, legando insieme in modo invisibile mondo arcaico e contemporaneo, si mantiene sempre vivo sul presente. La memoria deperisce quando non è più in grado di trasformarsi, di essere fonte per il cambiamento.

Info e Contatti: info@senesicontemporanea.co.uk- press@liquidartsystem.com

www.senesicontemporanea.co.uk

Fragments of nature and other stories , Michele Ciacciofera

Dal 4 ottobre al 4 gennaio 2017


Opening 4 ottobre 2017, ore 18 – 21.30

Mostra e catalogo a cura di Marco Izzolino

Da Capri gli Spaghetti alla Puttanesca, ricette storia e leggende di un piatto gustosissimo

spaghetti alla puttanesca

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Il piatto famoso in tutto il mondo, oggi scopriamo tante curiosità sulla “Puttanesca”grazie allo Chef Esposito che ci condurrà nel mondo di questo gustoso piatto

Gli Spaghetti alla Puttanesca ,un piatto famoso il tutto il mondo, dal sapore unico, probabilmente il simbolo della cucina mediterranea e partenopea, scopriamo le varie interpretazioni sulla storia, sulla leggenda e ovviamente sulla preparazione con la ricetta originale degli Spaghetti alla Puttanesca del nostro Chef Esposito

Sul singolare nome esistono varie possibili interpretazioni. Arthur Schwartz riporta quanto segue circa questo piatto

« … Per quanto riguarda la sua origine etimologica, (il termine puttanesca) è stato oggetto degli sforzi di immaginazione di molti studiosi, che hanno tentato in ogni modo di trovare la soluzione all’enigma. Alcuni dicono che il nome di questa ricetta derivò, all’inizio del secolo, dal proprietario di una casa di appuntamenti nei Quartieri Spagnoli, che era solito rifocillare i propri ospiti con questo piatto, sfruttandone la rapidità e facilità di preparazione. Altri fanno riferimento agli indumenti intimi delle ragazze della casa che, per attirare e allettare l’occhio del cliente, indossavano probabilmente biancheria di ogni tipo, di colori vistosi e ricca di promettenti trasparenze. I tanti colori di questo abbigliamento si ritroverebbero nell’omonima salsa: il verde del prezzemolo, il rosso dei pomodori, il viola scuro delle olive, il grigio-verde dei capperi, la tinta granata dei peperoncini.Altri sostengono che l’origine del nome sia da attribuire alla fantasia di una ragazza di vita Yvette la Francese, che si ispirò alle proprie origini provenzali. Yvette, probabilmente, non era dotata solo di fantasia, ma anche di senso dell’umorismo e di un’ironia alquanto caustica, che forse sfruttò per celebrare, attraverso il nome di questo piatto, la professione più antica del mondo. … »

Jeanne Caròla Francesconi riporta invece una versione diversa:

« … Questi maccheroni, sebbene più ricchi dei loro parenti, si chiamavano alla marinara. Ma subito dopo la seconda guerra mondiale, a Ischia, il pittore Eduardo Colucci, non so come né perché, li ribattezzò con il nome con cui oggi è generalmente conosciuto.Colucci, che viveva per gli amici, d’estate abitava a Punta Molino – in quel tempo uno degli angoli più pittoreschi di Ischia – in una rustica e minuscola costruzione; camera con cucinino e un terrazzo in mezzo al quale si innalzava un albero di ulivo. Oltre ai consueti più intimi amici, sfilavano sulla sua terrazza le più svariate personalità italiane e straniere. E lui, dopo aver offerto come aperitivo un fresco e genuino vinello d’Ischia, improvvisava spesso una cenetta a base di questi maccheroni che erano la sua specialità. … »

Annarita Cuomo  riporta una versione ancora diversa:

« …Fu infatti l’architetto Sandro Petti, ai fornelli del suo Rancio Fellone, una sera di normale routine culinaria, di un’estate qualunque dell’inizio degli anni ’50, a inventare il “Sugo alla Puttanesca”, utilizzando quei prodotti freschi dei nostri orti, che tutti hanno normalmente in dispensa. È lo stesso architetto Sandro Petti a raccontarcelo: “Quella sera di tanti anni fa, era molto tardi, ai tavoli del locale sedettero un gruppo di amici veramente affamati… io avevo finito tutto, e li avvisai: “Mi dispiace non ho più nulla in cucina, non posso preparavi niente”. Ma loro insistettero e mi esortarono dicendo: “Ma dai Sandro, è tardi ed abbiamo fame, dove vuoi che andiamo… facci una puttanata qualsiasi”. La “puttanata qualsiasi” che l’eclettico Sandro Petti (che in cucina è un autentico mago) portò in tavola di lì a poco, era proprio un fumante piatto di “Spaghetti alla Puttanesca” (solo che ancora non erano stati battezzati tali)… una pietanza che da quella famosa sera, divenne un must della tradizione culinaria dei ristoranti non solo ischitani, ma addirittura di tutto il mondo…. »


  RICETTA FACILE

Gli spaghetti alla puttanesca sono un primo piatto semplice, ma saporito, preparato con pomodoro, acciughe, capperi, olive nere, peperoncino e origano o prezzemolo.

Gli spaghetti alla puttanesca ricetta veloce ma originale

INGREDIENTI
400 g di pomodori rossi
4 filetti di alici
8 olive nere
1 cucchiaio di capperi sotto sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 spicchi di aglio
1 peperoncino
Origano
160 g di spaghetti
Sale

PREPARAZIONE

Lavare i pomodori, tagliarli a spicchi, spellarli e tagliarli a pezzetti. Scolare le alici, tamponarle con carta da cucina e tritarle grossolanamente. Snocciolare le olive e spezzettarle. Dissalare i capperi sciacquandoli sotto acqua corrente e lasciarli a mollo per una decina di minuti in acqua fresca, quindi strizzarli e scolarli.
In una padella mettere l’olio, l’aglio spellato, il peperoncino spezzettato e le alici.

Quando l’aglio sarà ben dorato unire la polpa di pomodoro, le olive, i capperi, una manciata di origano. Far riprendere il bollore e cuocere a fiamma media fintanto che il sugo non si sarà ben ristretto, generalmente 10-15 minuti.
Lessare la pasta in abbondante acqua salata e, poco prima di scolarla, aggiungere mezzo mestolo di acqua di cottura nella padella del condimento, quindi accendere il fuoco. Saltare la pasta scolata a fiamma vivace nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente.

La poetessa di Capri Annalena Cimino e il successo della sua poesia che raccoglie premi in tutta Italia

Passione e raffinatezza, impeto ed eleganza. Il potere delle liriche di Annalena Cimino sta proprio in quell’alchimia rara che si crea quando la profondità del sentire riesce a trovare nella parola il vettore giusto che le permette di emergere dal profondo dell’anima così da poter raggiungere e toccare, quasi fosse una carezza, altre anime.
Non stupisce dunque il successo che la poetessa caprese sta riscuotendo in giro per l’Italia.

Tra i numerosi riconoscimenti conferiti alla Cimino negli ultimi mesi, nell’ambito di concorsi nazionali, ricordiamo: la menzione d’Onore per la lirica “La Vetta della vita” contenuta in “Rapsodie d’Autunno”, Intermedia Edizioni, (2017) nella II edizione del “Concorso Internazionale Poesia è Bellezza” svoltasi ad Altomonte (Cz) il 26 Agosto 2017; la menzione d’onore per la silloge “Fragile come un fiore di cristallo”, Intermedia Edizioni (2016), nell’ambito del primo concorso nazionale “Le parole arrivano a noi dal passato” organizzato dall’Associazione Culturale RinnovaMenti a Rogliano (Cz) ed il Premio Falanthra nell’ambito della seconda edizione del Concorso Letterario “Un sogno nel Cassetto” conferito a Taranto il 23 Settembre scorso per la lirica “Quel che resta” contenuta nella silloge “Fragile come un fiore di cristallo”.

Ultimo riconoscimento, in ordine temporale, il Premio per la critica per il libro “L’amante della luna” Intermedia Edizoni (2015) nell’ambito della quinta edizione del Premio nazionale ed internazionale di poesia e prosa “Città del Galateo” sezione “Poesia libri editi” organizzato dall’Associazione culturale VERBUMLANDIART. Cenacolo internazionale per la creatività espressiva e il dialogo, la cui cerimonia si terrà sabato 29 Settembre.

Capri: Prima domenica di Ottobre con clima estivo, le immagini da Marina Piccola (VIDEO)

Da Capri Louis Molino –  Inizia il mese di Ottobre nel miglior modo possibile, isola di Capri piena di turisti e giornate meravigliose in un’estate che sembra davvero infinita, le immagini riprese dalle telecamere di Caprinotizie sono state raccolte da Marina Piccola dove protagonista é stato il mare, luminoso e trasparente per la gioia di turisti e di tanti residenti che si sono goduti l’ennesima giornata di mare all’ ombra dei faraglioni.

 

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