Capri 24Nov, L’isola di Capri incontra la montagna nella tradizionale manifestazione che gemella Capri con la Val di Sole, Son ben 14 anni che si rinnova questo simpatico appuntamento che coincide con l’accensione delle straordinarie luminarie festive dell’isola e con una nevicata artificale davvero insolita visto le temperature molto miti di questo inverno. Una serata all’ insegna dei sapori tipici trentini, Negli stand allestiti in centro si gustano prodotti tipici come zelten e biscotti, mele Melinda, TrentinGrana e spumante Trento Doc che ha sfoggiato un’etichetta realizzata ad hoc, il tutto accompagnato dalla musica delle fisarmoniche.In una Piazzetta affollata è avvenuto il tradizionale scambio i di omaggi e il saluto delle autorità: erano presenti il sindaco di Capri Ciro Lembo e una rappresentanza dei sindaci dei comuni e della comunita’ della Val di Sole. (le foto ®caprinotizie 2012)
Capri anni 30, un giorno di festa per l’isola in quanto si riapre al pubblico i ruderi dell’ antica villa dell’ imperatore romano “Tiberio” alla presenza dei piu’ grandi personaggi politici dell’ epoca. Un video di grande valore storico reso pubblico solo da qualche giorno dall’ istituto Luce dove si puo’ scorgere anche la figura di Amedeo Maiuri il grande archeologo che ha riscoperto e restaurato le ville romane non solo di Capri. Estratto dal periodico L’isola a firma di Vittorio Paliotti:
All’inizio degli anni Trenta, bisogna premettere, l’allora capo del governo, Benito Mussolini, allo scopo di valorizzare Roma e la romanità, decise appunto di far svolgere scavi a Capri, l’isola dalla quale negli anni compresi fra il 27 e il 37 dopo Cristo l’imperatore Tiberio aveva, in pratica, regnato e governato e in cui, prima ancora, aveva trascorso lunghi periodi di riposo l’imperatore Augusto. L’incarico di questi scavi, il più importante dei quali già si annunciava quello relativo alla villa di Tiberio, venne naturalmente affidato ad Amedeo Maiuri. Delle dodici residenze capresi attribuite da Tacito all’imperatore Tiberio, e ciascuna delle quali intitolata a una divinità dell’Olimpo, quella denominata “Villa Jovis” era certamente la più sontuosa. La tradizione locale era concorde nell’identificare Villa Jovis “con i grandiosi avanzi della più eccelsa, più solitaria, più rupestre villa romana di Capri, con quella cioè che sorge sulla rupe deserta consacrata dalla pia fede degli isolani a Santa Maria del Soccorso, rupe e promontorio che chiude con un appicco pauroso – sono parole di maturi – sul mare profondo delle Bocche di Capri, il tormentato e selvaggio crinale dell’isola delle rocce”. Fu qui, dunque, in questa località diventata selvaggia, che Maiuri fece svolgere gli scavi ottenendo la conferma dellavalidirà di quella che, fino a quel momento, era stata soltanto una “vox populi” più ancora che una antica tradizione popolare. Gli scavi, durati almeno tre anni, portarono in primo luogo alla scoperta delle antiche cisterne per l’approvvigionamento idrico della villa, poi all’identificazione di un complesso comprensivo di villa e di palazzo residenziale, cioè “il più completo documento della Capri romana”. Era peraltro, quella, la prima volta che gli scavi di Capri non erano finalizzati a reperire capolavori da asportare, bensì a restituire all’isola quella che era la sua più antica e più affascinante immagine. In precedenza, infatti, la maggior parte degli scavi archeologici eseguiti a Capri avevano avuto come principale scopo quello di mettere le mani su statue, marmi, pavimenti e altri oggetti d’arte per arredare regge e case patrizie
scritto da Louis Molino info@caprinotizie.it fonte: L’isola periodico -Istituto Luce
Riceviamo e volentieri pubblichiamo integralmente una lettera arrivata al nostro indirizzo email info@caprinotizie.it di un nostro lettore. A.F.
Cortese redazione di Capri notizie siccome siete sempre molto attenti alle tradizioni che purtroppo su questo florido scoglio spesso cadono nel dimenticatoio, chi più di voi può farmi da megafono per questo grido di dolore che con tutte le forze voglio lanciare agli amministratori e ai miei concittadini. Non facciamo scomparire le tradizionali bande Putipu’, l’anno scorso una sola banda ha partecipato ai tradizionali festeggiamenti di inizio anno, e pensare che fino ad una decina di anni fa’ le bande folkloristiche erano 4-5 e si sfidavano a colpi di antiche melodie napoletane, sui palchi allestiti nelle piazze principali dell’ isola di Capri. INVITO GLI AMMINISTRATORI DEI DUE COMUNI DI INVESTIRE UNA PARTE PROVENTI DELLE TASSE DI SBARCO ETC…. IN MANIFESTAZIONI STUDIATE PER RISPOLVERARE E NON FAR MORIRE LE TRADIZIONI, IN CORSI E PERCHE’ NO IN UNA VERA SCUOLA DI TARANTELLA DI MUSICA FOLKLORISTICA. INOLTRE DURANTE TUTTO IL CORSO DELL’ANNO PROPORRE DELLE ESECUZIONI NELLE PIAZZE DELL’ ISOLA. Spero di trovare spazio sul vostro giornale online, la cultura di un paese passa sopratutto per le tradizioni e quelle non si dovrebbero perdere mai. Alfonso F.
Sig. Alfonso felice di accogliere la sua lettera e di condividerla con i nostri lettori , anzi invito tutti gli amici di Capri Notizie di esprimere nei commenti sottostanti….
inserito da Louis Molino fonte: lettera
Capri, la tradizionale sagra della castagna dopo 2 rinvii a causa del cattivo tempo é stata definitivamente annullata con un comunicato dal direttivo degli “Amici di Cetrella” del 22.11.2012 alle ore 11:00 circa
Con sincero rammarico comunichiamo che la X Sagra della Castagnata è stata ANNULLATA! Ci scusiamo con quanti contavano di prendervi parte e vi diamo appuntamento alla prossima edizione. Il direttivo.