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Anche i famosi Arancini di riso a Napoli prendono una connotazione pittoresca e gustosa, partendo proprio dal nome che si trasforma in “E palle e Riso”
Scopriamo la ricetta del re della frittura napoletana, nella ricetta originale da visualizzare gratis cliccando sul link seguente;

Ingredienti
800 gr di riso
6 uova
200 gr parmigiano grattugiato
200 gr prosciutto cotto
200 gr di salame napoletano a cubetti
200 gr di piselli
300 gr di provola affumicata
pangrattato, sale e pepe q.b
Procedimento
In primis, cuocete il riso, scolatelo, aggiungete un po’ di pepe, un filo d’olio per evitare che si attacchi e lasciatelo raffreddare in una zuppiera e poi il parmigiano. Prendete il riso a piccole dosi e formate al centro un buco in cui disporre il prosciutto, i piselli lessati, il salame e la provola. Chiudete ogni palla di riso con cura, formando una pallina grande quanto una mela. Devono risultare compatte e ben chiuse per evitare che si aprano nel momento in cui le friggete. Prima di procedere con la frittura in olio bollente, passatele nell’uovo sbattuto e poi nel pane grattugiato. Ponetele su carta assorbente per togliere l’olio in eccesso. Ecco pronte i vostri gustosi arancini, buon appetito!

La cucina napoletana
Questo è un libro dei sensi e un libro corale. Fin dalle prime pagine camminiamo per le strade di Napoli e a ogni angolo, in ogni piazza incontriamo persone, profumi, richiami che evocano il cibo. E l’autore riesce a far coesistere, in questo presepe, epoche remote – dalla Neapolis greca – meno lontane – la Napoli capitale – e assolutamente attuali, con tutti i loro personaggi: sovrani golosi e pezzenti buongustai, zie cuoche formidabili, chef di corte, pittori, poeti. Sfidando la retorica della napoletanità a colpi di ricordi personali e di coltissime citazioni, sempre sostenuto da una conoscenza che trabocca di passione, Edmondo Capecelatro coglie in pieno lo spirito caro al Lettore goloso: la cucina napoletana non è solo cucina, è cultura. I suoi capisaldi sono naturalmente gli ingredienti, doni di una terra e di un mare incredibilmente generosi; le sue invarianti, le festività con i loro menu; i suoi bestseller, i piatti grazie ai quali in gran parte del mondo cucina italiana è sinonimo di cucina napoletana; e poi ci sono le chicche che rendono questo libro speciale una volta di più: il caffè, l’acqua; il cibo ritratto nella pittura e reso mitico dal teatro. Alla fine, possiamo dire di aver imparato cosa rende unico il sapore di Napoli, la città dei lazzari, ai quali bastava un piatto di maccheroni e un bicchiere di acqua innevata. Scopri le ricette: Link