Aromatico al bergamotto, mughetto e geranio e speziato ai fiori di garofano è così che Carthusia, storico brand caprese, vola a New York per interpretare una fragranza su commissione, “The Essence of Central Park”, per festeggiare, per l’appunto, i 35 anni del Central Park Conservancy, la Fondazione che gestisce uno dei parchi più famosi al mondo. Gli americani il loro green se lo curano bene.E quando le istituzioni latitano si sostituisce il privato. Vai invece a Villa Comunale di Napoli, gioiellino di fine Ottocento affacciato sul golfo, con vocazione di essere uno dei parchi più belli al mondo. Invece è gettato alle ortiche.
Come si dice “O sole mio sta ‘n front a te” in mandarino? E’ sbarcato un bastimento carico di “occhietti a mandorla” da Anema ‘e core, la taverna caprese che conta più cloni canterini nel Mediterraneo dei saraghi d’allevamento. Il tam tam dell’isola cinguetta che si tratta di pezzi grossi di Pechino, no di Singapore (non importa), comunque più avvezzi ai consigli d’amministrazione che alle tammurriate di Guido Lembo.
Guido, lo chansonnier bipartisan, che solo la sua energia infinita lo ha fatto sopravvivere al male “alieno”, un tumore, che fa cantare Bertinotti e Berlusconi, che fa rosicare d’invidia il canterino Apicella, che ha intonato: “Vulesse ch…ava’, ma nun ci ‘a fa’ al principe Alberto di Monaco (tanto con quell’espressione un po’ da pesce lesso non capiva) e Malafemmina per Charlotte Casiraghi.
Zigzagando fra i tavoli, c’è Andrea Della Valle, presidente de La Fiorentina, che Guido sfrucolea: “E dai, vieni a dirci Forza Napoli”, c’è l’imprenditore stiloso Roberto Russo, l’unico a non perdere l’amplomb mentre Fiorillo (Paolo) beateggia il suo “Inno di Capri”.
Januaria Piromallo fonte: Il fatto Quotidiano
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