Curzio Malaparte e Capri : Video foto e libri dello scrittore, giornalista e regista

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Omaggio ai grandi personaggi che hanno creato o diffuso il mito dell’isola di Capri nel mondo e viceversa, in queste pagine é nostro intento raccogliere video foto e libri che legano l’estro di Curzio Malaparte e l’isola di Capri

Curzio Malaparte (in origine Kurt Erich Suckert) è stato uno scrittore e giornalista particolarmente attivo nello sconvolgimento politico degli anni Venti in Italia, anche se non è mai riuscito a legarsi fino in fondo a uno schieramento. Nel 1922 partecipò alla Marcia su Roma e in seguito venne chiamato come direttore del quotidiano La Stampa ma fu confinato per cinque anni sull’isola di Lipari perché, secondo il regime, era stato accusato di attività antifascista all’estero.

Durante il secondo conflitto mondiale lavorò per il Corriere della Sera e raccolse tutte le terribili esperienze vissute in guerra nel romanzo Kaputt, uno dei suoi libri più conosciuti pubblicato nel 1944. Pochi anni dopo, nel 1949, pubblicò La Pelle, un romanzo ispirato alla liberazione di Napoli da parte degli alleati. Curzio Malaparte arrivò per la prima volta a Capri nel 1936 per fare visita al suo amico Axel Munthe e nel 1938 decise di affidare ad Adalberto Libera il progetto della sua villa privata, Villa Malaparte, situata lungo la panoramica strada del Pizzolungo.

La dimora caprese di Curzio Malaparte (ribattezzata dallo scrittore Casa come me) fu pensata come un esempio di architettura moderna e, soprattutto, di integrazione con la natura circostante. Utilizzata nel 1963 dal regista Jean Luc Godard come set cinematografico, oggi Villa Malaparte purtroppo non è aperta al pubblico e appartiene alla Fondazione Giorgio Ronchi.

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Video su Curzio Malaparte reperibili in rete:

Curzio Malaparte dalla parte sbagliata: Video

Il Cristo Proibito, film scritto e girato da Curzio Malaparte: Video

La villa di Curzio Malaparte nel film  “Le méphrisVideo

La Pelle” il romanzo di Curzio Malaparte : Video

 

Articoli recenti su Curzio Malaparte reperibili in rete:

Tutte le Donne di Malaparte (curiosità) Articolo

 

Libri di e su Curzio Malaparte reperibili in rete:

Kaputt: Libro ed Ebook

La Pelle: Libro ed Ebook

Tecnica del colpo di Stato: Libro ed Ebook

 La Vita di Curzio Malaparte “L’arcitaliano” di Giordano Bruno Guerri: Libro ed Ebook

Curzio Malaparte, Vite e leggende: Libro ed Ebook

Malaparte: Vite e leggende (LIBRO)

LEGGENDE CURZIO MALAPARTE
Le opere dedicate a Curzio Malaparte e il suo legame con l’isola di Capri:  Malaparte: Vite e leggende “Fascista, mitomane, gelido dandy che flirta con il marxismo e l’anarchia, attratto di volta in volta dall’Urss di Stalin, dalla Cina di Mao e dall’imperialismo americano. Seduttore inveterato, esibizionista, “camaleonte” pronto a servire il (e a servirsi del) potere. Tutto e il contrario di tutto, in apparenza. Curzio Suckert detto Malaparte (1898-1957), scrittore italiano di padre tedesco e vocazione cosmopolita, sfidò tutte le convenzioni della sua epoca, in una scintillante epopea che si mescola a una miriade di altre vite e leggende”

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Malaparte miti leggende

La Vita di Curzio Malaparte “L’arcitaliano” di Giordano Bruno Guerri (Libro)

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Omaggio a Curzio Malaparte nelle opere di grandi scrittori: La Vita di Curzio Malaparte “L’arcitaliano” di Giordano Bruno Guerri

” Curzio Malaparte per molto tempo dovette scontare la reputazione di sfrenato avventuriere. E in effetti la sua vita può essere a buon titolo considerata romanzesca: soldato, uomo politico, scrittore di fama, coinvolto in un turbine di amori, duelli, scandali e non meglio chiariti rapporti con il potere. Fascista, venne fatto confinare da Balbo e liberare da Ciano; comunista, venne protetto da Togliatti, nonostante lo sferzante giudizio di Gramsci; luterano e anticlericale, gli venne attribuita una misteriosa conversione. Oggi i suoi eccessi rientrano in quello che si definisce “intellettuale d’intervento”, figura di cui è stato senza dubbio precursore ”

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L’arcitaliano

Curzio Malaparte: Tecnica del colpo di stato (LIBRO)

TECNICA DEL COLPO DI STATO CURZIO MALAPARTE

Le opere di Curzio Malaparte e il legame profondo che lo legava all’isola di Capri. ” Uscito per la prima volta in Francia nel 1931 grazie alla mediazione di Daniel Halévy (e in Italia solo nel 1948), immediatamente commentato da Trockij, bruciato dai nazisti sulla piazza di Lipsia e costato al suo autore l’arresto e il confino a Lipari per “manifestazioni di antifascismo compiute all’estero”, “Tecnica del colpo di Stato”, spieiata dissezione delle varie tipologie di golpe e delle loro costanti, viene subito avversato da tutti. Sta di fatto che ancor oggi lo si legge d’un fiato: non solo per l'”attualità” della sua analisi di ingegneria politica, ma soprattutto per lo stile, insieme icastico e concitato, geometrico e visionario, dove Malaparte sembra assumere le cadenze di un allievo di Tacito. Stile che risalta in tutte le sequenze su trionfi e fallimenti del golpismo classico, a partire dalla violenta “campagna di stampa” con cui Cicerone smaschera la congiura di Catilina, ma che tocca l’acme nelle ricostruzioni dei colpi di Stato dei primi decenni del secolo scorso, come nelle pagine sulla imminente rivoluzione a Pietrogrado, con le “dense nuvole nere sulle officine di Putilow” cui si contrappone la nebbia rossastra del sobborgo di Wiborg dove si nasconde Lenin. E nella parte finale spiccano, ritratti con rara vividezza, i volti e le psicologie degli autocrati a capo dei vari totalitarismi: Stalin, Mussolini e Hitler ”

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tecnica del colpo di stato

Curzio Malaparte: La pelle ( Libro )

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Omaggio alle opere letterarie di Curzio Malaparte e il legame con l’isola dei Faraglioni.

” Una terribile peste dilaga a Napoli dal giorno in cui, nell’ottobre del 1943, gli eserciti alleati vi sono entrati come liberatori: una peste che corrompe non il corpo ma l’anima. Trasformata in un inferno di abiezione, la città offre visioni di un osceno, straziante orrore: la ragazza che in un tugurio, aprendo “lentamente la rosea e nera tenaglia delle gambe”, lascia che i soldati, per un dollaro, verifichino la sua verginità; le “parrucche” bionde o ruggine o tizianesche di cui donne con i capelli ossigenati e la pelle bianca di cipria si coprono il pube, perché “Negroes like blondes”; i bambini seminudi e pieni di terrore che megere dal viso incrostato di belletto vendono ai soldati marocchini, dimentiche del fatto che a Napoli i bambini sono la sola cosa sacra. La peste è nella mano pietosa e fraterna dei liberatori, nella loro incapacità di scorgere le forze misteriose e oscure che a Napoli governano gli uomini e i fatti della vita, nella loro convinzione che un popolo vinto non possa che essere un popolo di colpevoli. Null’altro rimane allora se non la lotta per salvare la pelle: non l’anima, come un tempo, o l’onore, la libertà, la giustizia, ma la “schifosa pelle”. E, forse, la pietà: quella che in uno dei capitoli di questo romanzo spinge Consuelo Caracciolo a denudarsi per rivestire del suo abito di raso, delle calze, degli scarpini di seta la giovane del Pallonetto morta in un bombardamento, trasformandola in Principessa delle Fate o in una statua della Madonna ”

Scopri il libro di Curzio Malaparte “La Pelle”

La Pelle