Capri. Arrivano le Porsche per il secondo raduno del Club Campania (PROGRAMMA)

da Capri Louis Molino –   Grande attesa  per il raduno delle Porsche previsto per Sabato 27 e Domenica 28 Maggio sull’ isola dei Faraglioni. Prevista una deliziosa invasione  dalle splendide Porsche che ritornano sull’isola di Capri dopo ben 6 anni. L’evento,organizzato dal Porsche Club Campania vedrà le storiche automobili della casa tedesca sfilare per le strade di Capri ed Anacapri.

Le auto sosteranno per essere ammirate nel Porto Turistico di Capri Sabato 27 Maggio  dalle ore 9 alle ore 18 e Domenica 28 Maggio presso il Faro di Punta Carena ad Anacapri dalle ore 12 alle ore 16:55 e subito dopo sfileranno per le strade del centro del comune alto dell’isola azzurra

Molti i modelli storici presenti al raduno, sono attese una Porsche 356 del 1959, varie serie di 911 sia coupé che Cabrio dagli anni 80 fino ai giorni nostri, una 944 e due Boxster. Un Appuntamento imperdibile per conoscere i modelli della casa automobilistica tedesca che hanno fatto la storia.

Alcuni cenni storici sul “Mito” Porsche

La storia della Porsche inizia ufficialmente il 25 aprile del 1931 con la fondazione dello studio di progettazione e ingegneria Dr. Ing. h.c. F. Porsche GmbH a Stoccarda da parte del fondatore Ferdinand Porsche: è questo il vero nucleo originario dell’azienda Porsche, in cui ben presto inizierà a fornire il proprio importante contributo anche il figlio di Ferdinand, ovvero Ferdinand Anton Porsche (detto “Ferry”).

Il 17 gennaio del 1934, durante il periodo nazista, su richiesta di Adolf Hitler, Ferdinand Porsche redige un esposto concernente la progettazione e la costruzione di una vettura a destinazione popolare: nacque così la prima celebre Volkswagen ovvero l’auto del popolo (dal tedesco Volks = popolo (nel caso genitivo della parola) e Wagen = vettura).

Intorno al 1938 pare che lo stesso Hitler fornisse specifiche richieste tecniche a Ferdinand Porsche per la realizzazione di un’automobile dalle prestazioni più elevate. Egli, insieme al figlio lavorò assiduamente per dare vita alla prima vera Porsche,[3] che peraltro entrerà in produzione, tra mille difficoltà e vicissitudini legate all’esito delle vicende belliche, soltanto dieci anni dopo, ovvero nel 1948 a Gmünd in Kärnten (dove nel frattempo era stata spostata la sede): il celebre modello 356, prima vera automobile prodotta in serie con il marchio Porsche, sin dall’inizio prodotta sia in versione cabrio che coupé (oltre alla celebre Speedster per il mercato americano). Da notare che il marchio Porsche produrrà sempre anche le varianti cabrio dei propri veicoli.

La 356 Speedster

La meccanica della vettura ricalcava nello schema di base l’impostazione della Volkswagen, cioè motore boxer a quattro cilindri, raffreddato ad aria, collocato in posizione longitudinale posteriore a sbalzo ovvero con il monoblocco oltre l’asse posteriore e il cambio verso l’abitacolo.

Il motore inizialmente utilizzato manteneva la configurazione del Maggiolino ma con il sistema di alimentazione rivisto per la presenza di due carburatori, uno per bancata. Anche i materiali e le tecnologie utilizzati per testate, cilindri, pistoni, asse a camme e bielle furono progressivamente migliorati, consentendo in tal modo regimi di rotazione più elevati e di conseguenza maggiori prestazioni, grazie anche a un rapporto potenza/cilindrata molto favorevole.

Successivamente venne introdotto, solo per le versioni più sportive, un motore più complesso e sofisticato, dotato di un sistema di distribuzione a doppio albero a camme in testa, progettato da Fuhrmann e detto Carrera in onore della gara automobilistica Carrera Panamericana. Il motore a 4 cilindri, basato sull’architettura a singolo albero a camme nel basamento, fu comunque mantenuto e durò per tutta la produzione del modello 356 e oltre, dato che venne utilizzato anche sul modello Porsche 912 fino al 1969 nella variante da 90 cv.

La 550 Spyder

Dal 1951 la produzione delle Porsche venne definitivamente trasferita a Stoccarda.

Quando il padre di Ferry, Ferdinand, morì nel 1951, la Porsche conquistò la sua prima vittoria di classe alla 24 ore di Le Mans. Nel 1953 vide la luce la 550 Spyder, una barchetta studiata appositamente per le competizioni con un motore boxer a quattro cilindri di 1.498 cm³ e 110 cavalli di potenza, con una potenza specifica di 73,4 cavalli/litro, non indifferente per un’auto di quel periodo.

La disposizione del motore era centrale, cioè con il monoblocco verso l’abitacolo all’interno dell’asse posteriore e il cambio verso l’esterno. Questa collocazione dell’unità motrice conferiva maggiore stabilità e verrà applicata diversi decenni dopo a modelli di serie (Porsche 914, Porsche Boxster e Porsche Carrera GT).

Il punto di forza della 550 era l’estrema leggerezza in quanto, nelle varie versioni, accusava un peso variabile dai 480 ai 590 kg. Il telaio era tubolare con carrozzeria in alluminio.

Questo modello passò alla storia per i numerosi successi sportivi e anche per il fatto che l’attore James Dean era al volante di una “550” quando ebbe l’incidente che ne causò la morte il 30 settembre 1955

Capri. Si inaugura il 27 Maggio la Mostra dell’artista Judy Pfaff presso la Galleria AICA “Andrea Ingenito Contemporary Art”

Da Capri Louis Molino – È la prima personale europea di Judy Pfaff quella che apre il 27 maggio alla galleria AICA Andrea Ingenito Contemporary Art di Capri. Britannica di nascita ma americana d’adozione – si trasferisce negli Stati Uniti giovanissima –, l’artista torna nel Vecchio Continente con la mostra “Judy Pfaff. Abstract Poetry” che espone fino al 2 luglio un ampio nucleo di opere su carta – tecniche miste realizzate con tempere, collage, stratificazioni di fogli, fotografie, documenti di archivio  – di piccole, medie e grandi dimensioni.

I 34 lavori, astratti ma risultanti dall’assemblaggio di elementi figurativi, sono allestiti negli spazi della galleria in nuclei che compongono delle piccole installazioni: le singole opere sono così poste in dialogo tra di loro, raccolte in gruppi sulla base di una vicinanza tematica, di senso, di materiale, di risultato estetico.
Le carte in mostra sembrano l’esito di una caccia al tesoro: elementi apparentemente disordinati sono sostenuti da fitte connessioni; arazzi generati da una trama fatta di oggetti fra i più svariati si fondono e si sovrappongono a strati delicati di antiche carte e documenti ritrovati in vecchi cassetti, o di immagini scaricate da Internet, o ancora di fotografie di fiori, di paesaggi, di viaggi, di momenti tipici della vita di strada.
La sensazione per il visitatore è di ritrovarsi in un archivio, completamente immerso in un poetico, seppur caotico, inventario.

Judy Pfaff è stata una pioniera dell’arte degli anni ’70. Capace di inventare un nuovo linguaggio narrativo per esplorare l’intersezione tra reale e astratto, nell’ambito del dibattito tra realismo e astrazione non ha preso mai posizione, scegliendo di definirsi semplicemente “anti-minimalista”.
L’insieme che risulta dai suoi lavori è pieno, carico, esuberante; i colori utilizzati, intensi e forti, non sono mai violenti o eccessivi. Il procedimento di assemblaggio, che sembra improvvisato – quasi l’artista fosse una compositrice di musica jazz – è in realtà dettato da una profonda attenzione per la struttura sottostante, sulla quale si costruisce un delicato equilibrio tra l’impulso alla decostruzione e il post minimalismo.
Ogni oggetto che le capiti sotto mano è pronto per essere reinventato: l’essenza della pratica di Judy Pfaff è la proliferazione stessa.

Una selezione di opere della Pfaff è inoltre esposta accanto ad alcuni lavori di Giosetta Fioroni nello stand della galleria Andrea Ingenito Contemporary Art alla fiera Art New York, dal 3 al 7 maggio.

Nata a Londra nel 1946, a dieci anni si trasferisce negli Stati Uniti. Frequenta la Wayne State University e la Southern Illinois University, completando un BFA presso la Washington University nel 1971 e nel 1973 un MFA presso Yale University. Pioniera delle installazioni artistiche nel 1970, Pfaff sintetizza la scultura, la pittura e l’architettura in ambienti dinamici in cui lo spazio sembra dilatarsi e collassare, oscillando tra due e tre dimensioni. Dal 2009 Pfaff è membro della American Academy of Arts and Letters. Riceve numerosi premi, tra cui un USA Fellowship (2009); Barnett Newman e Annalee Foundation Fellowship (2006); MacArthur Foundation Award (2004); Nancy Graves Foundation Grant (2003); Bessie (1984); e borse di studio del John Simon Guggenheim Memorial Foundation (1983) e il National Endowment for the Arts (1986). Le sono state dedicate importanti mostre presso il Museo d’Arte Elvehjem, University of Wisconsin, Madison (2002); Denver Art Museum (1994); St. Louis Art Museum (1989); e Albright-Knox Art Gallery, Buffalo (1982). Pfaff ha rappresentato gli Stati Uniti nel 1998 alla Biennale di San Paolo. Pfaff vive e lavora tra Kingston e Tivoli, New York.

Sales Manager  della mostra  sarà Gennaro Ruoppoli  –  Inaugurazione sabato 27 maggio, ore 18.30 presso presso la Galleria AICA |Andrea Ingenito Contemporary Art di Capri in via le Botteghe 56 per  info:  +39 3476369384

 

Capri e la costiera amalfitana protagoniste alla mostra di Roma sui Borghi del Touring Club

“Ai confini della meraviglia” è il titolo di questo percorso  interregionale costituito di diverse identità e tipicità, di eccellenze architettoniche, urbanistiche e paesaggistiche dove Capri é protagonista insieme alle altre location della costiera amalfitana

Da Capri Louis Molino – A seguito della designazione, da parte del Ministero dei Beni e le Attività culturali e del Turismo, del 2017 come Anno dei Borghi, si apre a Roma il 6 maggio, alle Terme di Diocleziano, la mostra “Borghi Viaggio italiano – Ai confini della meraviglia”.

Un viaggio alla scoperta di oltre 1.000 borghi d’Italia per apprezzare l’immenso patrimonio artistico, storico e culturale del nostro Paese, ai vertici mondiali non solo per la ricchezza di monumenti e beni ambientali, ma anche per le sue tradizioni, le produzioni uniche, le sue diverse identità e tipicità regionali tra cui spicca l’isola di Capri e la sua tipicità insieme alle caratteristiche uniche dei borghi della costiera amalfitana e Sorrento.

La mostra, suddivisa in varie sezioni, accoglie i visitatori in un percorso espositivo con modalità di fruizione innovative e interattive, che consentiranno di calarsi in un vero e proprio viaggio virtuale, tra i borghi, le eccellenze ancora poco conosciute, le località e i paesaggi legati ad illustri esponenti della cultura italiana.
Previsto anche un ricco palinsesto di eventi, spettacoli e convegni. La mostra sarà visitabile fino al 9 giugno 2017.

Vademecum
Borghi Viaggio Italiano – Ai confini della meraviglia
Terme di Diocleziano, Roma
Dal 6 maggio al 9 giugno 2017
Lunedì-venerdì dalle ore 10.30 alle ore 21.30; sabato e domenica dalle 10.30 alle 22.30.
Sito web www.viaggio-italiano.it.

 

Vip a Capri. Bruno Vespa duetta con Guido Lembo alla Taverna Anema e Core (FOTO)

Da Capri Louis Molino –  E alla Taverna Anema e Core nell’ isola dei Faraglioni approda anche Bruno Vespa,il giornalista e conduttore televisivo della trasmissione Porta a Porta ospite di un congresso che si svolge in questi giorni a Capri é passato a salutare gli amici Guido e Gianluigi Lembo dove si é intrattenuto in un simpatico siparietto musicale. ( in basso alcune foto con la simpatica band dell’ Anema e Core di Capri)

 

Capri. Decima edizione della Notte dei Musei al Centro Caprense Ignazio Cerio con la conferenza del prof. Scarpati

Da Capri Louis Molino –  Sabato 20 maggio 2017 il Museo del Centro Caprense Ignazio Cerio sarà aperto gratuitamente dalle ore 19 alle ore 22 in occasione dell’evento europeo “La notte dei musei”. L’evento prevede l’apertura serale di numerosi musei italiani ed europei per consentire ai visitatori di vivere una notte all’insegna di mostre, teatro, musica e danza.

Per l’edizione 2017 il Museo ha deciso di presentare una conferenza del prof. Scarpati, vulcanologo del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse (DiSTAR) dell’Università di Napoli Federico II, dal titolo “Vesuvio 79 d.C.: il giorno fatale”

 Cosa accadde a Pompei durante l’eruzione Vesuviana del 79 dC? Quali sarebbero le conseguenze se lo stesso tipo di eruzione distruttiva accadesse nel prossimo futuro? Scarpati presenta una ricostruzione delle diverse fasi dell’eruzione del 79 dC, con particolare attenzione a quanto avvenne ad una famiglia Pompeiana durante i due fatidici giorni dell’eruzione, nell’agosto del 79 dC.

Al termine sarà proiettato un breve filmato originale (12 min) che illustra cosa accadde alla casa di Caio Giulio Polibio prima, durante e dopo l’eruzione.

Dopo la conferenza, che avrà inizio alle ore 19,00 presso la sala conferenze del Centro Caprense, ci saranno visite guidate gratuite al Museo fino alle ore 22,00.

 

Ingresso libero

Per informazioni : segreteria@centrocaprense.org o 0818376681