Capri. Il Porto Turistico resta ai capresi Il consiglio di Stato rigetta l’appello presentato dalla NLg

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6088 pubblicata ieri, ha rigettato l’appello della Navigazione Libera del Golfo s.r.l. con cui la compagnia di navigazione chiedeva l’annullamento dell’acquisto da parte del Comune di Capri del 49% delle quote della Porto Turistico di Capri spa, che appartenevano al socio di minoranza Invitalia e che erano state messe a bando.  La NLG srl si aggiudicò le quote avendo presentato l’offerta più alta che doveva consentire alla società di divenire socio di minoranza, ma il Comune di Capri esercitò il suo diritto di prelazione, cosa che gli venne concessa, diventando di fatto proprietario del 100% delle azioni.

La sentenza, nel confermare la giurisdizione del Giudice Ordinario, ha confermato, incidentalmente, anche la natura di pubblico servizio dell’attività svolta dalla Società.

Ricordiamo che dopo quell’acquisto, effettuato per un importo di circa 5 milioni di Euro, gli utili della società hanno visto un incremento di circa il 100%, ripagando già per intero l’investimento fatto dall’ente pubblico.

“Uno dei prossimi obiettivi, cui già siamo impegnati con tutti gli enti coinvolti, è far sì che la concessione demaniale sia prolungata ancora per il futuro” sottolinea il Sindaco Gianni De Martino.
“Continueremo così’ a difendere ed a valorizzare un bene pubblico ed essenziale per il nostro territorio come il nostro porto turistico e su questa strada andremo avanti”.

(comunicato stampa)

Capri spazzata dallo Scirocco, collegamenti marittimi a singhiozzo (VIDEO)

 

Da Capri Louis Molino – Tutto come previsto almeno dalle previsioni meteo, l’isola di Capri spazzata da venti proveniente dal quadrante Sud di media intensità. Da registrare le difficoltà nei collegamenti marittimi, sospese quasi tutte le corse. Il video é statao girato dalla nostra redazione alle ore 11:00 di domenica 28 Ottobre.

Salame di Cioccolata fondente e Limoncello di Capri


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Una dolcezza unica, ricetta facilissima per gustare il Salame di Cioccolato arricchito con il Limoncello di Capri,  dal nostro chef Esposto una delizia dedicata a tutti i lettori di Caprinotizie.

Ingredienti

250g di cioccolato fondente
250g di burro
3 tuorli di uovo
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di cacao amaro in polvere
400g di biscotti McVitie’s Original Digestive
2 bicchierini di limoncello di Capri

Preparazione

Prendere un foglio di carta da forno (abbastanza lungo), disporre i biscotti McVitie’s Original Digestive, chiudere a pacchetto e con l’aiuto di un bicchiere sbriciolare i biscotti grossolanamente.
Sciogliere i quadrotti di cioccolato fondente a bagnomaria.
In una ciotola versare i biscotti McVitie’s Original Digestive, il cioccolato fondente fuso, il burro tagliato a tocchetti piccolissimi (deve essere a temperatura ambiente), i tuorli leggermente sbattuti, lo zucchero, il cacao amaro in polvere e il limoncello di Capri
Con l’aiuto di una spatola amalgamare bene gli ingredienti.
Versare il composto su un foglio di carta di alluminio e avvolgere il foglio su se stesso, sigillare bene i bordi e con le mani modellare bene il salame di cioccolato fondente.
Trasferire il salame di cioccolato fondente e limoncello in frigorifero per circa 4 ore.
Prima di servire il dolce spolverizzare con lo zucchero a velo

Torna l’ora solare, si cambia tra Sabato e Domenica: Attenti al Metabolismo

La notte tra sabato 27 e domenica 28 ottobre si torna all’ora solare e si dovranno spostare di un’ora indietro le lancette dei nostri orologi, e per molti non sarà un ritorno indolore. Secondo una ricerca ‘Morfeo’, che ha coinvolto i centri specializzati nel sonno, “il 40% degli italiani resta desto nell’arco della notte, tormentato da risvegli frequenti, sonno leggero, difficoltà di addormentamento, insonnia o sveglia anticipata”. Il cambio dell’ora, alterando il metabolismo, non fa che peggiorare questa situazione. Modifica la produzione di due ormoni – melatonina e serotonina – proprio quelli che “contribuiscono a regalare un buon sonno”.

Carla Lertola, medico chirurgo specialista in Scienze dell’Alimentazione e Dietetica, dice: “Qualunque sia il tormento, gambe senza riposo, apnee notturne o una delle 60 specie di disturbi del sonno, va trattato adeguatamente”. Come? Con cure specialistiche in caso disturbi gravi, con prevenzione e stili di vita corretti nei casi più lievi. Se il buon riposo permette di essere poi più vigili e più concentrati, migliorando le prestazioni a scuola e al lavoro, è chiaro che il cambio dell’ora per qualche giorno rischia di mandare in tilt tutto ciò. “Il cattivo riposo è causato da adrenalina, noradrenalina e dopamina, che hanno azione eccitante”.

Dunque, ancora più del solito, in questi giorni sarebbe buona regola mangiare cibi ricchi di triptofano, di carboidrati preferibilmente integrali, alcune vitamine del gruppo B (B1 e B6) e sali minerali come potassio, magnesio, calcio e selenio. “La sera mangiare semi di soia, semi sesamo e di girasole, patate, banane, riso, cereali integrali, verdura a foglia verde, noci e mandorle. E ancora: legumi, carni bianche e pesce, latte e derivati, crostacei. No alle carni rosse come le fiorentine e pesci come seppie, calamari e polipi”.

fonte: Italyjournal

Giornata Mondiale della Pasta, festeggiamola con la ricetta degli “Spaghetti alla Puttanesca”


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Il piatto famoso in tutto il mondo, oggi scopriamo tante curiosità sulla “Puttanesca” nella Giornata Mondiale della Pasta

Gli Spaghetti alla Puttanesca ,un piatto famoso il tutto il mondo, dal sapore unico, probabilmente il simbolo della cucina mediterranea e partenopea, scopriamo le varie interpretazioni sulla storia, sulla leggenda e ovviamente sulla preparazione con la ricetta originale degli Spaghetti alla Puttanesca del nostro Chef Esposito

Sul singolare nome esistono varie possibili interpretazioni. Arthur Schwartz riporta quanto segue circa questo piatto

« … Per quanto riguarda la sua origine etimologica, (il termine puttanesca) è stato oggetto degli sforzi di immaginazione di molti studiosi, che hanno tentato in ogni modo di trovare la soluzione all’enigma. Alcuni dicono che il nome di questa ricetta derivò, all’inizio del secolo, dal proprietario di una casa di appuntamenti nei Quartieri Spagnoli, che era solito rifocillare i propri ospiti con questo piatto, sfruttandone la rapidità e facilità di preparazione. Altri fanno riferimento agli indumenti intimi delle ragazze della casa che, per attirare e allettare l’occhio del cliente, indossavano probabilmente biancheria di ogni tipo, di colori vistosi e ricca di promettenti trasparenze. I tanti colori di questo abbigliamento si ritroverebbero nell’omonima salsa: il verde del prezzemolo, il rosso dei pomodori, il viola scuro delle olive, il grigio-verde dei capperi, la tinta granata dei peperoncini.Altri sostengono che l’origine del nome sia da attribuire alla fantasia di una ragazza di vita Yvette la Francese, che si ispirò alle proprie origini provenzali. Yvette, probabilmente, non era dotata solo di fantasia, ma anche di senso dell’umorismo e di un’ironia alquanto caustica, che forse sfruttò per celebrare, attraverso il nome di questo piatto, la professione più antica del mondo. … »

Jeanne Caròla Francesconi riporta invece una versione diversa:

« … Questi maccheroni, sebbene più ricchi dei loro parenti, si chiamavano alla marinara. Ma subito dopo la seconda guerra mondiale, a Ischia, il pittore Eduardo Colucci, non so come né perché, li ribattezzò con il nome con cui oggi è generalmente conosciuto.Colucci, che viveva per gli amici, d’estate abitava a Punta Molino – in quel tempo uno degli angoli più pittoreschi di Ischia – in una rustica e minuscola costruzione; camera con cucinino e un terrazzo in mezzo al quale si innalzava un albero di ulivo. Oltre ai consueti più intimi amici, sfilavano sulla sua terrazza le più svariate personalità italiane e straniere. E lui, dopo aver offerto come aperitivo un fresco e genuino vinello d’Ischia, improvvisava spesso una cenetta a base di questi maccheroni che erano la sua specialità. … »

Annarita Cuomo  riporta una versione ancora diversa:

 

« …Fu infatti l’architetto Sandro Petti, ai fornelli del suo Rancio Fellone, una sera di normale routine culinaria, di un’estate qualunque dell’inizio degli anni ’50, a inventare il “Sugo alla Puttanesca”, utilizzando quei prodotti freschi dei nostri orti, che tutti hanno normalmente in dispensa. È lo stesso architetto Sandro Petti a raccontarcelo: “Quella sera di tanti anni fa, era molto tardi, ai tavoli del locale sedettero un gruppo di amici veramente affamati… io avevo finito tutto, e li avvisai: “Mi dispiace non ho più nulla in cucina, non posso preparavi niente”. Ma loro insistettero e mi esortarono dicendo: “Ma dai Sandro, è tardi ed abbiamo fame, dove vuoi che andiamo… facci una puttanata qualsiasi”. La “puttanata qualsiasi” che l’eclettico Sandro Petti (che in cucina è un autentico mago) portò in tavola di lì a poco, era proprio un fumante piatto di “Spaghetti alla Puttanesca” (solo che ancora non erano stati battezzati tali)… una pietanza che da quella famosa sera, divenne un must della tradizione culinaria dei ristoranti non solo ischitani, ma addirittura di tutto il mondo…. »

 

  RICETTA FACILE

Gli spaghetti alla puttanesca sono un primo piatto semplice, ma saporito, preparato con pomodoro, acciughe, capperi, olive nere, peperoncino e origano o prezzemolo.

Gli spaghetti alla puttanesca ricetta veloce ma originale

INGREDIENTI
400 g di pomodori rossi
4 filetti di alici
8 olive nere
1 cucchiaio di capperi sotto sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 spicchi di aglio
1 peperoncino
Origano
160 g di spaghetti
Sale

PREPARAZIONE

Lavare i pomodori, tagliarli a spicchi, spellarli e tagliarli a pezzetti. Scolare le alici, tamponarle con carta da cucina e tritarle grossolanamente. Snocciolare le olive e spezzettarle. Dissalare i capperi sciacquandoli sotto acqua corrente e lasciarli a mollo per una decina di minuti in acqua fresca, quindi strizzarli e scolarli.
In una padella mettere l’olio, l’aglio spellato, il peperoncino spezzettato e le alici.

Quando l’aglio sarà ben dorato unire la polpa di pomodoro, le olive, i capperi, una manciata di origano. Far riprendere il bollore e cuocere a fiamma media fintanto che il sugo non si sarà ben ristretto, generalmente 10-15 minuti.
Lessare la pasta in abbondante acqua salata e, poco prima di scolarla, aggiungere mezzo mestolo di acqua di cottura nella padella del condimento, quindi accendere il fuoco. Saltare la pasta scolata a fiamma vivace nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente.