Capri nei Films: Il disprezzo

Il disprezzo (Le Mépris) è un film del 1963 scritto e diretto da Jean-Luc Godard e tratto dall’omonimo romanzo del 1954 di Alberto Moravia con Brigitte Bardot e Michel Piccoli, il film é quasi completamente ambientato a Capri.

LA TRAMA

Lo scrittore francese Paolo Javal si trova a Roma con la sua attraente e giovane moglie Emilia, convocato dal produttore statunitense Jerry Prokosch per riscrivere la sceneggiatura d’un film sull’Odissea diretto dal famoso regista tedesco Fritz Lang, ritenuto senza sbocchi commerciali. Tra Emilia e Paolo si crea un malinteso: Emilia sostiene erroneamente che Paolo sfrutti la sua bellezza per ottenere delle agevolazioni dal produttore Prokosch che nei confronti di Emilia ha un atteggiamento malizioso. Questo malinteso avrà gravi conseguenze sul futuro e l’armonia coniugale della coppia, in Emilia nascerà un forte e profondo sentimento di disprezzo nei confronti di suo marito, il quale non comprende il cambiamento radicale di sua moglie, ostinato e irreversibile.

Fra le mura della casa di Paolo ed Emilia si consuma una lunga discussione, Paolo vuole comprendere il motivo che sta allontanando sua moglie da lui, lei imperterrita non vuole dargli spiegazioni. Paolo vuole farle capire che il motivo per cui ha accettato di lavorare per Prokosch è garantire a lei una vita agiata, Emilia non comprende, mantiene un atteggiamento impulsivo e privo di qualsiasi riflessione. Il giorno seguente raggiungono Capri, dove girano alcune scene: Prokosch ha affittato una grandiosa villa moderna nella quale continua il suo gioco con Emilia. Paolo cerca di guadagnare la stima di Lang, spiegandogli l’intenzione di riscrivere da un punto di vista psicologico la vicenda di Ulisse e Penelope, sull’esperienza del rapporto conflittuale con la moglie, ma Lang gli risponde francamente di non essere interessato a un approccio moderno, psicanalitico, bensì al cinema classico, al rapporto uomo/natura inserito nel paesaggio mediterraneo.

Emilia decide di cedere alla corte di Prokosch ormai certa di voler lasciare suo marito. Paolo non vuole perderla e le dice di essere disposto a rinunciare al lavoro pur di averla accanto, ormai consapevole del motivo per cui Emilia nutre del rancore nei suoi confronti vuole dimostrarle che sta sbagliando, i tentativi di ristabilire un’armonia sono inutili. Emilia decide di chiudere definitivamente il suo rapporto con Paolo e di partire con Prokosch.

Dopo che Emilia e Prokosch muoiono in un incidente d’auto, Paolo si prepara a lasciare Capri, mentre Lang continua a lavorare al film.

Capri nei Film: A spasso nel tempo, trama

A spasso nel tempo – L’avventura continua è un film del 1997 per la regia di Carlo Vanzina. È una commedia fantascientifica che sfrutta l’espediente del viaggio nel tempo per mettere i protagonisti in situazioni comiche. È il seguito di A spasso nel tempo uscito al cinema l’anno precedente, con gli stessi protagonisti Christian De Sica e Massimo Boldi. Alcune scene del film sono state girate a Capri.

 

Capri nei Film: Capri Revolution

Capri-Revolution è un film del 2018 diretto e co-sceneggiato da Mario Martone. È stato presentato in concorso alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

 

Trama

Nel 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale, un gruppo di giovani artisti nordeuropei si stabilisce sull’isola di Capri fondandovi una comune. I giovani, nel tentativo di recuperare una primitiva semplicità praticano il nudismo, assumono un’alimentazione vegetariana e ricercano nuove forme espressive basate sul rapporto con la natura selvaggia. Lucia, una giovane guardiana di capre analfabeta viene attratta da questo singolare gruppo e inizia a spiarli, arrivando a uscire nottetempo di nascosto da sua madre, i suoi due fratelli e il padre seriamente ammalato ai polmoni. Proprio per curare il padre di Lucia interviene il giovane medico Carlo, convinto socialista che, attratto dalla ribelle indole di Lucia, cerca di convincerla a studiare da infermiera, ma invano: la ragazza continua a osservare di nascosto la comune e stabilisce un contatto col pittore Seybu, leader carismatico del gruppo.

Alla morte del padre, Vincenzo e Antonio, i due fratelli di Lucia ne assumono l’autorità: consapevoli delle frequentazioni della sorella, i due tentano di sopprimerne gli istinti ribelli e di indirizzarla verso un buon matrimonio di convenienza con un ricco e anziano borghese del posto. La ragazza tuttavia continua a sfuggire ai loro comandi e si lega sempre più a Seybu, che la inizia alle pratiche del suo gruppo. Nel corso di un pranzo organizzato per far conoscere Lucia al suo possibile futuro marito, la ragazza rifiuta di mangiare un capretto arrosto e insulta sdegnosamente l’uomo, attirandosi le ire dei fratelli. In seguito a questo episodio, la ragazza si unirà alla comune: andrà a vivere presso il loro campo, parteciperà ai loro riti e imparerà non solo a leggere, ma anche a parlare l’inglese.

Carlo, interessatosi alla sorte di Lucia, si reca a parlare con Seybu. I due hanno uno scontro ideologico in cui nessuno dei due prevale davvero sull’altro. Intanto Hermann, uno psicoterapeuta unitosi alla comune, contravviene alle regole plagiando la fragile Lillian e inducendola a uccidere un cervo nel corso di un rituale di iniziazione pagano. Seybu lo caccia, ma questo crea una spaccatura nel gruppo. Successivamente Lucia rimane vittima di una colite ulcerosa: nonostante voglia soltanto le cure naturali di Seybu, questo si rende conto della gravità della malattia e la porta da Carlo, che la cura con dei farmaci e le prescrive riposo e proteine. Poco dopo, però, Lucia scappa dall’ambulatorio di Carlo e torna da Seybu perché la curi con le sue pratiche. La ragazza, effettivamente, si ristabilisce.

Tempo dopo tutti gli uomini di Capri vengono chiamati alle armi a causa dello scoppio della Guerra. Vincenzo e Antonio, i fratelli di Lucia, sono costretti ad arruolarsi: la giovane tenta di convincerli a non partire e a imbarcarsi clandestinamente per l’America. I due giovani, però, l’hanno ripudiata in seguito al suo abbandono, e rifiutano con acredine la sua offerta. Lucia corre allora da Carlo e, furiosa, gli rinfaccia di essere favorevole alla guerra senza però essersi arruolato: il giovane le rivela che in effetti partirà la settimana successiva come soldato volontario. Comprendendo il suo errore, Lucia lo bacia appassionatamente prima di dirgli addio. La ragazza torna poi alla comune, rendendosi tuttavia conto che i loro ideali sono mutati a causa della guerra: gli artisti hanno abbandonato la vita selvaggia e ora cercano modi per far arrivare il loro messaggio pacifista a quante più persone possibile. Delusa e disperata, Lucia scopre di non appartenere più a nessun gruppo.

Lucia si reca a trovare sua madre, ormai rimasta sola e abbandonata, e le chiede perdono per non essere stata una buona figlia, puntualizzando tuttavia di sentire il bisogno di essere totalmente libera e indipendente. La madre le rivela di averlo sempre saputo e di aver in realtà segretamente approvato le sue fughe, poiché tramite esse si sentiva a sua volta libera. Lucia si allontana da Capri su una nave, mentre Seybu, rendendosi conto che gli equilibri si sono ormai infranti, urla contro il mare che circonda Capri.