
Scienza, ambiente, salute mentale, prevenzione, cultura e bellezza. Il 10 settembre alla Sala Pollio studiosi e ricercatori di primo piano si confronteranno sul tema “Mediterraneo: l’ecosistema della longevità”
Non soltanto vivere più a lungo, ma vivere meglio. È attorno a questa domanda, destinata ad assumere un peso sempre maggiore nelle società contemporanee, che Capri si prepara ad accogliere un appuntamento di rilievo internazionale dedicato alla scienza della longevità.
Il prossimo 10 settembre, alle ore 16.30, nella Sala Pollio di Via Sella Orta 3, si svolgerà il Capri Longevity Festival 2026, dal titolo “Mediterraneo: l’ecosistema della longevità. Dove biologia, ambiente, cultura e bellezza generano salute”.
Un evento che porterà sull’isola studiosi e specialisti provenienti da alcune delle più importanti realtà universitarie e scientifiche italiane e internazionali, chiamati a confrontarsi su una delle grandi questioni del nostro tempo: come trasformare gli anni che la medicina e il progresso scientifico stanno aggiungendo alla durata della vita in anni vissuti con salute, autonomia, relazioni, equilibrio e qualità.
Il Festival è un progetto ideato, promosso e organizzato dall’IINBE – Istituto Internazionale di Neurobioetica e viene realizzato a Capri da FIDAPA BPW Italy – Distretto Sud-Ovest, Sezione di Capri, con il patrocinio della Città di Capri e del Comune di Anacapri, e con il supporto di Clinica Ruesch, Sbarro Health Research Organization (SHRO) e Temple University.
Per la FIDAPA BPW Italy – Sezione di Capri e per il suo direttivo, l’appuntamento rappresenta un’importante occasione di confronto e di apertura del territorio a una rete scientifica e culturale di livello internazionale. L’organizzazione sull’isola di un evento di questa portata conferma inoltre la possibilità per Capri di proporsi non soltanto come destinazione turistica riconosciuta nel mondo, ma anche come luogo capace di ospitare e favorire incontri sui grandi temi della contemporaneità.
Capri come metafora della longevità mediterranea
La scelta dell’isola non appare casuale. Capri diventa infatti parte integrante della riflessione proposta dal Festival. Non soltanto il luogo fisico nel quale discutere di longevità, ma quasi una sua metafora. Ambiente naturale, cultura mediterranea, alimentazione, bellezza, socialità, relazioni e senso di appartenenza sono tutti elementi che appartengono all’identità dell’isola e che, da differenti punti di vista, entrano oggi nel dibattito scientifico sui fattori capaci di influenzare la salute e l’invecchiamento.
La domanda centrale, dunque, non è soltanto “quanto a lungo possiamo vivere?”, ma soprattutto “come possiamo vivere meglio gli anni che la scienza, la medicina e il progresso sociale ci permettono di guadagnare?”
È proprio da questa convinzione che nascono i Longevity Festival, pensati per trasferire la discussione scientifica e bioetica dai tavoli accademici internazionali alle comunità e al tessuto sociale del Paese.
L’obiettivo è quello di promuovere una nuova idea di longevità: non semplicemente un prolungamento quantitativo della vita, ma una longevità sana, sostenibile e integrale. Una visione che mette insieme medicina e neuroscienze, oncologia e psichiatria, endocrinologia, filosofia e neurobioetica. Perché, come emergerà dal confronto caprese, la longevità non dipende da un unico fattore. I geni contano, ma non raccontano da soli la storia di una vita.
Alimentazione, movimento, qualità dell’ambiente e dell’aria, salute mentale, stimolazione cognitiva, relazioni sociali, cultura e persino l’esperienza della bellezza possono contribuire a determinare le traiettorie dell’invecchiamento. In altre parole, aggiungere anni alla vita non basta. La vera sfida è riuscire ad aggiungere vita agli anni.
Dopo l’apertura istituzionale, affidata al Dott. Paolo Falco, Sindaco della Città di Capri, e alla Prof.ssa Maria Rosaria Romano della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, il Festival entrerà nel vivo con una prima sessione dal titolo “Dalla cellula alla comunità: come il Mediterraneo custodisce i codici della longevità umana”.
Ad aprire i lavori sarà il Prof. Matteo Lorito, già Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
La moderazione dell’evento sarà affidata alla Prof.ssa Francesca Marino, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Sul palco si alterneranno alcuni tra i principali studiosi impegnati in ambiti diversi ma profondamente interconnessi. La Prof.ssa Annamaria Colao, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, interverrà sul rapporto tra prevenzione, salute endocrino-metabolica e modello mediterraneo.
Il Prof. Andrea de Bartolomeis, dell’Università Federico II, approfondirà invece la neurobiologia della bellezza, la plasticità cerebrale e il tema della costruzione della riserva cognitiva.
Al Prof. Andrea Fiorillo, dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, sarà affidata una riflessione sulla relazione tra salute mentale, stili di vita, resilienza e longevità.
Il Prof. Antonio Giordano, dello Sbarro Institute for Cancer Research di Philadelphia, affronterà il complesso rapporto tra genetica, epigenetica, ambiente, ciclo cellulare e prevenzione delle patologie croniche.
Un confronto multidisciplinare nel quale la longevità verrà analizzata come un fenomeno sistemico.
Ambiente, biologia e stili di vita
Uno dei temi centrali dell’incontro sarà proprio il rapporto tra ambiente e biologia.
Il nostro DNA non rappresenta semplicemente un destino immutabile. Gli stili di vita e le esposizioni ambientali interagiscono infatti con i processi biologici che accompagnano l’invecchiamento.
È una prospettiva che, nei materiali scientifici del Festival, viene collegata esplicitamente al tema dell’epigenetica ambientale e al rapporto tra territorio, inquinamento, qualità dell’ambiente, stili di vita e sviluppo delle patologie croniche.
Da qui la riflessione su quanto il luogo nel quale viviamo possa incidere sul nostro benessere.
Gli ambienti nei quali trascorriamo la nostra esistenza possono favorire o ostacolare la salute. Così come possono incidere le opportunità di movimento, la qualità dell’alimentazione, l’accesso alla prevenzione, la presenza di relazioni sociali, gli stimoli culturali e cognitivi.
Ed è in questo quadro che il Mediterraneo viene proposto come un possibile ecosistema da interrogare e comprendere.
Dalla conoscenza scientifica alla responsabilità: il Decalogo della Longevità
La seconda sessione del Capri Longevity Festival segnerà un ulteriore passaggio: dalla scienza all’etica, dalla conoscenza alla responsabilità.
Il Prof. Alberto Carrara, Decano della Facoltà di Filosofia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Presidente dell’IINBE e Leader del Vatican Longevity Summit, presenterà il “Decalogo per una Longevità Globale accessibile a tutti”, elaborato dall’Istituto come strumento culturale ed etico per orientare le trasformazioni in corso.
Una questione particolarmente importante in un momento storico nel quale la ricerca scientifica sta esplorando nuove frontiere. Medicina preventiva, biomarcatori, riprogrammazione cellulare e intelligenza artificiale stanno infatti aprendo scenari che fino a pochi anni fa apparivano lontani.
Ma insieme alle opportunità emergono interrogativi fondamentali. Quale idea di essere umano deve guidare la ricerca della longevità? E soprattutto: longevità per chi?
Il Decalogo parte da una convinzione precisa: la longevità non deve trasformarsi nel privilegio biologico di pochi, ma deve essere considerata un bene umano e sociale progressivamente accessibile a tutti.
Prevenzione, salute cerebrale, qualità degli ambienti, relazioni, senso della vita, responsabilità intergenerazionale e accesso equo all’innovazione dovrebbero quindi procedere insieme. La seconda sessione metterà questi principi alla prova delle diverse competenze scientifiche. Alla Prof.ssa Annamaria Colao sarà affidato il tema dell’equità nell’accesso alla longevità e della prevenzione come bene comune. Il Prof. Antonio Giordano approfondirà il tema degli ambienti capaci di generare salute. Il Prof. Andrea de Bartolomeis si concentrerà invece sulla tutela del cervello come capitale umano, affrontando i temi della plasticità cerebrale e della riserva cognitiva. Il Prof. Andrea Fiorillo tornerà sul rapporto tra salute mentale e disuguaglianze, fattori che ancora oggi incidono profondamente sia sull’aspettativa sia sulla qualità della vita.
Bellezza, relazione e dono: tre parole per raccontare Capri
A fare da sfondo all’intero Festival saranno tre parole particolarmente legate all’identità di Capri: bellezza, relazione e dono. La longevità, nella visione proposta dall’evento, non viene interpretata come una corsa individualistica contro il tempo. Al contrario, viene proposta come un’esperienza umana, sociale e relazionale. Vivere più a lungo ha valore se quegli anni possono conservare salute, autonomia, relazioni, significato e possibilità di continuare a partecipare alla vita della comunità. In questo senso, la riflessione sulla longevità diventa anche una riflessione sul modo nel quale vogliamo costruire le nostre città, i nostri territori e le nostre relazioni. E Capri, con la sua storia, la sua cultura, il suo rapporto con il paesaggio e con la bellezza, diventa il luogo nel quale mettere in dialogo queste dimensioni.
Il valore del Capri Longevity Festival risiede anche nella capacità di mettere attorno allo stesso tavolo realtà scientifiche, accademiche, istituzionali e culturali differenti.
Il progetto è sostenuto da Clinica Ruesch, Sbarro Health Research Organization e Temple University, mentre sul territorio la realizzazione dell’evento vede protagonista la FIDAPA BPW Italy – Distretto Sud-Ovest, Sezione di Capri, insieme alle istituzioni locali.
Un lavoro organizzativo e di accoglienza che assume un significato particolare per il direttivo della FIDAPA di Capri, chiamato a contribuire alla realizzazione di un appuntamento che porta sull’isola ricercatori, professori universitari e personalità impegnate nel dibattito scientifico e bioetico internazionale.
Accogliere eventi di questa caratura significa anche creare occasioni di incontro tra Capri e il mondo della ricerca, favorendo nuove relazioni culturali e scientifiche e offrendo al territorio la possibilità di partecipare direttamente a un dibattito che riguarda il futuro di tutti.
La longevità, infatti, non è più un tema confinato ai laboratori o ai congressi specialistici. iguarda il modo in cui vivremo nei prossimi decenni. Riguarda i sistemi sanitari, le città, l’ambiente, la prevenzione, le disuguaglianze sociali, la salute mentale, il rapporto tra generazioni e l’accesso alle nuove tecnologie. Ed è proprio questa la sfida che il Capri Longevity Festival intende portare al centro dell’attenzione: costruire un dialogo tra il sapere scientifico e la vita quotidiana delle persone.
Al termine dei lavori è previsto un aperitivo conviviale, coerente con lo spirito stesso dell’iniziativa. Perché parlare di longevità, a Capri, significherà anche sperimentare uno dei suoi possibili ingredienti: la relazione. La convivialità, l’incontro e il senso di comunità diventeranno così la conclusione naturale di un pomeriggio dedicato a una domanda destinata a segnare sempre di più il nostro futuro.
Non soltanto quanto vivremo, ma soprattutto come sceglieremo di vivere il tempo che abbiamo davanti.
(fonte comunicato stampa)