Capri Story: Totò. L’imperatore di Capri “Gente dell’isola? Isolani? Isolisti?”

toto' a capri
Una delle scene più divertenti del film “L’imperatore di Capri” con il grande Totò , Mario Castellani e Nino Marchetti. Ma qui non c’e’ nessuno? Ma proprio e’ deserto. Qualcuno? Gente dell’isola? Isolani? Isolisti?
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“Un giorno a Capri” video della settimana icom del 1954

vip capri 1950
Il cinegiornale “Incom” il settimanale di attualità e varietà 1120 andato in onda nelle sale cinematografiche italiane nel mese di settembre del 1954, una puntata intera dedicata ai costumi e alle stravaganze degli ospiti dell’isola di Capri
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“Un Natale Stupefacente” anteprima e dietro le quinte del film di natale

Un Natale Stupefacente
Alla vigilia delle feste natalizie, zio Lillo e zio Greg sono improvvisamente costretti a prendersi cura del nipotino di 8 anni. I suoi genitori sono stati erroneamente arrestati per coltivazione di sostanze stupefacenti. I due zii sono molto diversi tra loro, e inadeguati a tale compito. Greg, single rockettaro, cercherà l’aiuto di Genny (Ambra Angiolini). Lillo, appena lasciato dalla moglie (Paola Minaccioni) e geloso del nuovo compagno di lei, un coatto tatuatore (Paolo Calabresi), approfitterà della situazione per riconquistarla. A complicare le cose, le visite a sorpresa di due zelanti ma bizzarri assistenti sociali (Francesco Montanari e Riccardo De Filippis) alla “strana famiglia”, per verificarne l’idoneità.
Hai deciso quale film andare a vedere al cinema?

Paracadutisti a Capri era il 1954 (Video)


Paracadutisti a Capri. di LuceCinecitta

Capri: gli scogli delle sirene gremiti di spettatori da una imbarcazione esce la fumata del via da un aereo vengono paracadutate alcune persone paracadutista atterra in acqua e viene soccorso da un motoscafo uomini vengono paracadutati a diverse altezze imbarcazione tira a bordo un paracadutista uomini in una imbarcazione tirano fuori dall’acqua un paracadute

Totò l’imperatore di Capri il comingsoon del 1949

imperatore di capri film

L’imperatore di Capri è un film del 1949, diretto da Luigi Comencini. Antonio De Fazio lavora come cameriere in un albergo napoletano. Una residente dell’hotel, Sonia Bulgarov, gli dà un appuntamento scambiandolo però per il Bey Khan di Agapur, l’uomo più ricco del mondo. Totò presentatosi all’appuntamento viene invitato, insieme a un suo amico anche lui residente dell’hotel, a Capri, dove, creduto il Bey, viene attorniato dalla gente chic dell’isola che fa di tutto per imitarlo e “aggiudicarselo”. Il problema però è che le scelte di Sonia sono decise dal suo losco marito che la ipnotizza. Totò dovrà affrontare varie peripezie sull’isola e, a terminare il tutto, sarà l’arrivo di sua moglie e sua suocera, ma comunque con un lieto fine.
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Capri nelle canzoni: ” Malinconia di Capri” cantata da Carlo Buti nel 1949 (Audio)

Serenata dedicata all’isola di Capri interpretata e incisa nel 1949 dal cantante Carlo Buti

Carlo Buti:

Fin da giovane si fece apprezzare per la sua abilità nella tecnica dello stornello e, dopo gli studi musicali classici sotto la guida di Raoul Frazzi (successivamente maestro di Gino Bechi), iniziò a cantare nelle trasmissioni della allora EIAR (la futura RAI).

Esordì con un repertorio di canzoni napoletane, ma il successo l’ottiene cantantando in “lingua” le romantiche: Portami tante rose (Bixio- Galdieri) e Violino tzigano (Bixio).

Nel 1930 ottenne un contratto di incisione per la Edison Records, che lasciò nel 1934 per passare alla Columbia.

A differenza di molti cantanti dell’epoca, Buti adottava uno stile maggiormente assimilabile alla canzone popolare piuttosto che a quello della classica aria da opera lirica in voga al tempo; questo stile particolare, tuttavia, non solo non penalizzò la sua carriera ma contribuì forse a determinarne il grande successo. Ebbe una carriera assai lunga e prestigiosa al pari di quella di molti chansonnier di fama internazionale, terminata nel 1956 e durante la quale incise 1.574 canzoni.[1]

Il successo di Buti superò i confini nazionali: vendette moltissimo in tutto il continente americano. Una strada gli è stata intitolata nella capitale argentina di Buenos Aires e in quella uruguayana di Montevideo.[2]