Torna a Capri di Alberto Rabagliati testo e foto

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Torna a Capri un brano composto nel 1942 da (  Benedetto — Sordi — Berardi) e interpretato da Alberto Rabagliati  il primo divo della musica leggera italiana famoso in gran parte dell’Europa negli anni 40 e 50.

Testo di Torna a Capri di Alberto Rabagliati:

Passa una vela latina che il vento trascina silente sul mar,
mentre nell’isola arcana una voce lontana
m’invita a sognar: penso sempre al tuo volto adorato
che non dimentico più! (Ritornello)

Torna a Capri paese dell’amore, vieni a Capri nell’isola del sole:
nei giardini fioriti d’incanto ti dirò le parole d’un dì,
torna, vieni da me! Torna a Capri paese dell’amore,
vieni a Capri nell’isola del sol…
…Tu lontano non puoi restare più da me:
torna ancor mio dolcissimo amor!
Solo, guardando sul mare, ho veduto passare
una rondine ancor. Dopo il suo lungo cammino
nel cielo turchino è tornata all’amor.
Ma per me non sarà primavera se non ritorni anche tu!

 

Alberto Rabagliati  biografia da wilkipedia:

Nel 1927 Rabagliati si trasferì da Milano ad Hollywood dopo aver vinto il concorso per il sosia di Rodolfo Valentino. “Per uno come me che massimo massimo aveva visto il lago di Como e il Duomo di Monza ritrovarsi su un piroscafo di lusso, tre bauli zeppi, un mucchietto di dollari, e granduchesse e contesse che lo corteggiavano, fu una cosa strabiliante”.

Rimase negli Stati Uniti quattro anni, ma la sua carriera di attore nel cinema americano non decollò mai e si interruppe bruscamente quando il suo produttore Fox lo licenziò in tronco per averlo trovato a letto con la sua amante. Durante quel periodo ebbe però la possibilità di familiarizzare con i nuovi generi musicali che stavano prendendo piede in America: il jazz, lo swing, lo scat.

Rientrato in Europa, intraprese la carriera di cantante. Dopo una breve esperienza con l’orchestra di Pippo Barzizza, lavorò con l’orchestra cubana Lecuona Cuban Boys, esibendosi con il volto tinto di nero e portando al successo la canzone Maria la O.

Divo della radio

Durante una serata con i Lecuona Cuban Boys, incontrò Giovanni D’Anzi, che gli propose di fare un’audizione per l’EIAR. In breve tempo Rabagliati divenne una celebrità della radio italiana, al punto da arrivare ad avere, nel 1941, una trasmissione tutta sua. Ogni lunedì sera l’EIAR mandava in onda Canta Rabagliati, dove il cantante riproponeva i suoi pezzi più famosi, come Ma l’amore no, Mattinata fiorentina, Ba-ba-baciami piccina, Silenzioso slow, Bambina innamorata, Amigos vamos a baillar, Guarda un po’, Ho perduto i tuoi baci.

Divenne così famoso da essere addirittura citato nei testi delle canzoni La famiglia canterina, Quando canta Rabagliati, Quando la radio (scritta dal maestro Carlo Prato). Il pubblico femminile andava in visibilio per lui, e lo ricopriva di rose ad ogni esibizione. In un’epoca in cui l’esterofilia era bandita, al divo Rabagliati era concesso perfino di mantenere uno stile americaneggiante; anzi, il governo fascista decise di sfruttare la sua popolarità scegliendo una sua canzone, C’è una casetta piccina (sposi), come inno della campagna demografica.

L’enorme fama raggiunta come cantante fece ripartire anche la sua carriera di attore. Dal 1940 al 1965 recitò in una ventina di film, tra cui La contessa scalza, Montecarlo, Il vedovo, Signore & signori. Rabagliati fu molto attivo anche in teatro fino a metà degli anni cinquanta, con la rivista e le commedie musicali di Garinei e Giovannini.

La sua ultima apparizione pubblica fu nel 1974 al fianco di Mina e Raffaella Carrà nella prima puntata del programma televisivo Milleluci. Poco tempo dopo, Rabagliati morì a causa di una trombosi cerebrale. La puntata venne trasmessa postuma il 16 marzo 1974. È sepolto nel Cimitero Flaminio di Roma, accanto alla madre.

fonte: Wilkipedia  foto e notizie: Albertorabagliati.comLeggi anche: Vacanza a Capri in primavera ecco dove alloggiare

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Torna a Capri di Alberto Rabagliati testo e foto ultima modifica: 2013-05-06T19:15:34+00:00 da Louis Molino