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Addio a Peppino di Capri, la voce dell’isola nel mondo.

La musica italiana perde uno dei suoi protagonisti più importanti, un artista che ha saputo attraversare oltre sessant’anni di storia lasciando un segno profondo e riconoscibile.  È morto Peppino di Capri, al secolo Giuseppe Faiella, nella sua amata isola, quella Capri che non è stata soltanto il luogo delle sue origini, ma la sua eterna fonte d’ispirazione. Aveva 86 anni.

Con lui scompare una delle figure più rappresentative della musica italiana: pianista raffinato, interprete elegante, innovatore capace di unire la tradizione con i nuovi linguaggi musicali internazionali.  Un artista che ha portato il nome di Capri in ogni angolo del mondo, trasformando la sua isola in una melodia riconoscibile, in un’emozione, in un’immagine romantica che milioni di persone hanno imparato ad amare.   Peppino di Capri non è stato soltanto un cantante.  È stato un simbolo.  È stato uno dei più grandi interpreti italiani del Novecento e uno degli artisti che più hanno saputo rinnovare il linguaggio della musica popolare italiana.

Quando negli anni Cinquanta arrivavano dall’America il rock’n’roll e i nuovi ritmi giovanili, Peppino ebbe il coraggio di interpretarli con uno stile personale, creando un ponte tra il mondo moderno e la tradizione della sua terra.  Con i suoi Rockers portò una ventata di novità nella musica italiana, diventando un protagonista assoluto di un’epoca. Ma il suo segreto fu sempre uno: non dimenticare mai le proprie radici. Nel suo pianoforte c’era Capri.
Nella sua voce c’era Napoli. Nelle sue canzoni c’erano le emozioni di tutti.

Una carriera costruita tra talento, eleganza e innovazione

Nato a Capri il 27 luglio 1939, Giuseppe Faiella cresce in una famiglia profondamente legata alla musica.  Il nonno era musicista nella banda dell’isola, il padre suonava diversi strumenti e aveva un negozio di dischi e strumenti musicali.

Il talento emerge prestissimo. Il pianoforte diventa il suo compagno di vita e il suo strumento per raccontare il mondo. Nel 1958 nasce il nome destinato a diventare leggenda: Peppino di Capri e i suoi Rockers.

Da quel momento inizia un viaggio straordinario fatto di successi, tournée internazionali e canzoni rimaste nella memoria collettiva.  Da “Nun è peccato” a “Roberta”, da “St. Tropez Twist” a “Luna caprese”, fino a “Nessuno al mondo”, Peppino diventa la colonna sonora di intere generazioni.

L’uomo che ha raccontato l’amore, le passioni e le ferite del cuore

La grandezza di Peppino di Capri è stata anche quella di raccontare la vita vera.  Le sue canzoni parlavano d’amore, ma non solo dell’amore perfetto.  Parlavano delle attese, delle separazioni, dei ricordi, delle passioni che finiscono e di quelle che rimangono dentro.  Ha raccontato gli incontri e gli addii, la felicità e la malinconia, la nostalgia di ciò che non torna più.  Le sue melodie hanno dato voce a chi ha amato, a chi ha perso, a chi ha ricordato.  Nel 1973 arriva uno dei momenti più alti della sua carriera con “Un grande amore e niente più”, con cui vince il Festival di Sanremo.

Una canzone diventata simbolo perché racchiude una verità universale: anche quando una storia finisce, ciò che è stato davvero importante continua a vivere nella memoria.  Poi arriva “Champagne”, altro capolavoro popolare destinato a diventare immortale. Nel 1976 vince nuovamente Sanremo con “Non lo faccio più”, confermando una carriera fuori dal comune.

IL ricordo di Peppino di Capri del nostro editore Luigi Molino – Louis Molino

Per CapriNotizie e per il suo editore Luigi Molino, la scomparsa di Peppino di Capri rappresenta una perdita profondissima.  Un legame fatto di grande stima e affetto, non nato da una conoscenza personale diretta, ma costruito negli anni attraverso la sua musica e attraverso il valore immenso che ha rappresentato per l’isola.

La sua voce è stata presente in moltissimi video dedicati a Capri, nelle immagini del mare, dei Faraglioni, dei tramonti e della vita dell’isola.  Le sue canzoni non erano semplicemente una colonna sonora.  Erano un modo per raccontare chi siamo.  Ogni nota sembrava riportare Capri nel mondo.

 

Ci sono momenti in cui anche chi scrive ogni giorno, chi prova a raccontare storie, emozioni e persone, si trova davanti a un foglio e non riesce a trovare le parole giuste. Oggi è uno di quei giorni.   Quando si spegne un riferimento, quando perdi una presenza che ti ha accompagnato per una vita, anche se non hai mai avuto la fortuna di conoscerla personalmente, parla il cuore prima della mente….

E oggi forse qualche  lacrima racconta più  di tante parole

La grandezza di Peppino di Capri forse non è stata ancora compresa fino in fondo. È stato il piu grande degli  innovatori musicali, un artista capace di guardare avanti quando molti guardavano soltanto al presente.   Ha saputo unire mondi diversi: il pianoforte classico e i nuovi ritmi internazionali, la tradizione napoletana e le sonorità moderne, l’eleganza del passato e l’energia del futuro…

È stato un artista tradizionale ma super tecnologico nel modo più autentico del termine: curioso, aperto al cambiamento, capace di anticipare tendenze e linguaggi senza mai perdere la propria identità.

Ma la sua vera innovazione è stata un’altra: ha saputo mettere insieme emozioni diverse e trasformarle in qualcosa di universale. Ha unito generazioni, luoghi lontani e ricordi personali attraverso una semplice melodia.  Forse proprio questa è stata la sua più grande rivoluzione: far sembrare eterno ciò che nasceva dal cambiamento.

Sono cresciuto con la musica di Peppino di Capri. Sono cresciuto con i suoi dischi, con le sue canzoni, con quelle melodie che hanno accompagnato la mia vita e soprattutto il mio rapporto con la mia isola. Penso di avere praticamente tutto quello che ha pubblicato: dischi in ogni formato, raccolte, libri. Non per semplice collezione, ma perché dentro ogni sua canzone ritrovavo un pezzo di un mondo che sentivo profondamente mio.

Per me Peppino di Capri è stato un riferimento musicale ed emozionale. Solo chi ama davvero, profondamente, un luogo come Capri può comprendere il legame che può nascere con una voce, con un artista, con una storia. Peppino non era soltanto un cantante nato a Capri: era una parte dell’identità dell’isola. Era il suono del mare, dei tramonti, dei ricordi, degli amori raccontati e di quelli rimasti nel cuore.

Non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo personalmente. Forse per il mio carattere, forse per quella timidezza che spesso mi accompagna, non ho mai trovato il coraggio di chiedere ai suoi familiari, che conosco, un incontro, una stretta di mano, anche solo la possibilità di dirgli grazie. Un grazie semplice, ma enorme, per tutto quello che la sua musica ha rappresentato.

Da qualche anno ho scelto di inserire la sua voce e le sue canzoni in ogni mio video dedicato a Capri. È stata una scelta naturale, quasi inevitabile. Perché raccontare Capri senza Peppino, per me, era come raccontare il mare senza il suo rumore.

Attraverso quei video ho visto qualcosa di straordinario: decine di milioni di visualizzazioni e migliaia di commenti arrivati da ogni parte del mondo. Persone lontane migliaia di chilometri che, ascoltando una sua canzone, ritrovavano un ricordo, un amore, una vacanza, un momento della loro vita. Tutti riconoscevano quella magia unica: il legame tra Peppino e Capri.

Un legame che andava oltre il nome. Non era soltanto “Peppino di Capri” perché veniva da Capri. Era Peppino di Capri perché in lui c’era l’anima dell’isola.

Peppino ci lascia molto più della sua musica. Ci lascia un’identità da custodire, un mondo di emozioni da difendere, un patrimonio che continuerà a vivere attraverso chi ama Capri e chi continuerà a raccontarla.

In un tempo sempre più veloce, dove spesso le emozioni sembrano diventare più rare, abbiamo una responsabilità: continuare a far conoscere quella bellezza, quella eleganza, quella capacità di emozionare che Peppino ha rappresentato.  Io continuerò a farlo attraverso le immagini, i racconti e la musica della mia isola.

E oggi voglio dire grazie.

Grazie Peppino, perché se oggi sono così legato a Capri, se oggi sento il bisogno di raccontarla, proteggerla e farla conoscere al mondo, nonostante nella vita faccia tutt’altro, una parte importante di questo amore nasce anche da te.

Grazie per avermi fatto sentire la mia isola ancora più vicina.

Grazie per aver trasformato Capri in un’emozione.

 Grazie per averci lasciato una musica che continuerà a vivere ogni volta che qualcuno guarderà il mare davanti ai Faraglioni  e sentirà ” Io resto solo un Sognatore”

Oggi Capri perde un “Faraglione”

Oggi Capri perde uno dei suoi figli più illustri.  La musica italiana perde un innovatore, un interprete unico, un artista che ha saputo restare moderno senza mai perdere la propria identità.  Peppino di Capri è stato un faro.  Un riferimento.

Una presenza che ha accompagnato milioni di persone nei momenti più importanti della loro vita.  Resta la sua musica.
Restano le sue emozioni.  Restano le sue storie d’amore raccontate attraverso le note.  E resta soprattutto Capri, la sua isola, che continuerà a guardare il mare sapendo di aver dato al mondo una delle sue voci più belle.  Perché alcuni artisti non appartengono soltanto alla musica.  Appartengono alla memoria di tutti.

Caprinotizie e Promediacom porge le condoglianze e la sua vicinanza alla famiglia Faiella.

Addio a Peppino di Capri, la voce dell’isola nel mondo. ultima modifica: 2026-07-11T10:32:38+02:00 da Louis Molino
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